No alla Comunione in mano…ecco il vero motivo

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No alla comunione sulla Mano…Gesù va ricevuto in ginocchio e da mani Consacrate…

Sarah: c’è un attacco diabolico all’Eucaristia, che si riceve sulla lingua inginocchiati

Il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

La Comunione si riceve sulla lingua, in ginocchio. Non in altri modi. Lo sottolinea il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il Porporato lo scrive nella prefazione al libro di don Federico Bortoli «La distribuzione della Comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali» (Edizioni Cantagalli), in cui denuncia un attacco diabolico multiplo all’Eucaristia.

La premessa del Porporato è basata sull’Angelo di Fatima: «Prima dell’apparizione della Vergine Maria, nella primavera del 1916, apparve a Lucia, Giacinta e Francesco, e disse loro: “Non abbiate paura, io sono l’Angelo della Pace. Pregate con me”». Nella primavera del 1916, «alla terza apparizione dell’Angelo, i bambini si resero conto che l’Angelo, sempre lo stesso, teneva nella sua mano sinistra un calice, sul quale era sospesa un’ostia. Diede la santa Ostia a Lucia, e il Sangue del calice a Giacinto e Francesco, che rimasero in ginocchio, mentre diceva: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio”».

Sarah afferma che questa scena «ci indica come noi dobbiamo comunicare al Corpo e al Sangue di Gesù Cristo». E la preghiera «di riparazione dettata dall’Angelo, purtroppo, è tutt’altro che obsoleta», dice il Porporato.

Il Cardinale spiega poi quali sono «gli oltraggi che Gesù riceve nell’Ostia santa».

In primo luogo quelli contro il Sacramento stesso: «Le orribili profanazioni, di cui alcuni ex-satanisti convertiti hanno dato notizia e raccapricciante descrizione»; oltraggi sono anche «le Comunioni sacrileghe, ricevute non in grazia di Dio, o non professando la fede cattolica (mi riferisco a certe forme della cosiddetta “intercomunione”)».

Secondo elemento: «Tutto ciò che potrebbe impedire la fruttuosità del Sacramento, soprattutto gli errori seminati nelle menti dei fedeli perché non credano più nell’Eucaristia». Per Sarah le «terribili profanazioni che si svolgono nelle cosiddette “messe nere” non feriscono direttamente Colui che nell’Ostia è oltraggiato», finendo solo sugli «accidenti del pane e del vino. Certo, Gesù soffre per le anime dei profanatori, per i quali ha versato quel Sangue che essi così miseramente e crudelmente disprezzano. Ma Gesù soffre di più quando lo straordinario dono della sua divino-umana Presenza eucaristica non può portare i potenziali effetti nelle anime dei credenti».

Così si comprende come il «più insidioso attacco diabolico consista nel cercare di spegnere la fede nell’Eucaristia, seminando errori e favorendo un modo non confacente di riceverla». Lo scopo di Satana è il «Sacrificio della Messa e la Presenza reale di Gesù nell’Ostia consacrata».

E questo tentativo di «rapina segue a sua volta due binari: il primo è la riduzione del concetto di “presenza reale”. Molti teologi non cessano di dileggiare o di snobbare – nonostante i continui richiami del Magistero – il termine “transustanziazione”».

Per il Prefetto del Culto Divino la fede nella presenza reale «può influenzare il modo di ricevere la Comunione, e viceversa». Riceverla sulla mano comporta «indubbiamente una grande dispersione di frammenti; al contrario, l’attenzione alle più piccole bricioline, la cura nel purificare i vasi sacri, non toccare l’Ostia con le mani sudate, diventano professioni di fede nella presenza reale di Gesù, anche nelle parti più piccole delle specie consacrate: se Gesù è la sostanza del Pane Eucaristico, e se le dimensioni dei frammenti sono accidenti soltanto del pane, ha poca importanza quanto un pezzo di Ostia sia grande o piccolo! La sostanza è la medesima! È Lui!», esclama.

Al contrario, la disattenzione ai frammenti fa «perdere di vista il dogma: pian piano potrebbe prevalere il pensiero: “Se anche il parroco non fa attenzione ai frammenti, se amministra la Comunione in modo che i frammenti possano essere dispersi, allora vuol dire che in essi non c’è Gesù, oppure c’è “fino a un certo punto”».

L’altro «binario» su cui si «snoda l’attacco contro l’Eucaristia è il tentativo di togliere dal cuore dei fedeli il senso del sacro». Scrive Sarah: «Mentre il termine “transustanziazione” ci indica la realtà della presenza, il senso del sacro ce ne fa intravedere l’assoluta peculiarità e santità. Che disgrazia sarebbe perdere il senso del sacro proprio in ciò che è più sacro! E come è possibile? Ricevendo il cibo speciale allo stesso modo di un cibo ordinario».

La liturgia è fatta da molti «piccoli riti e gesti – ognuno di essi è capace di esprimere questi atteggiamenti carichi di amore, di rispetto filiale e di adorazione verso Dio. Proprio per questo è opportuno promuovere la bellezza, l’appropriatezza e il valore pastorale di una pratica sviluppata durante la lunga vita e tradizione della Chiesa, cioè l’atto di ricevere la Santa Comunione sulla lingua e in ginocchio». Dice il Cardinale: «La grandezza e la nobiltà dell’uomo, così come la più alta espressione del suo amore verso il suo Creatore, consiste nel mettersi in ginocchio davanti a Dio. Gesù stesso ha pregato in ginocchio alla presenza del Padre».

Sarah propone l’esempio di due «grandi santi dei nostri tempi: Giovanni Paolo II e Teresa di Calcutta. L’intera vita di Karol Wojtyła – ricorda – è stata segnata da un profondo rispetto per la Santa Eucaristia. Malgrado fosse estenuato e senza forze si è sempre imposto di inginocchiarsi davanti al Santissimo. Era incapace di inginocchiarsi e alzarsi da solo. Aveva bisogno di altri per piegare le ginocchia e poi alzarsi. Fino ai suoi ultimi giorni, ha voluto darci una grande testimonianza di riverenza al Santissimo Sacramento».

Si domanda Sarah: «È veramente troppo umiliante prostrarsi e stare in ginocchio davanti al Signore Gesù Cristo?».

Santa madre Teresa di Calcutta, «religiosa eccezionale che nessuno oserebbe trattare da tradizionalista, fondamentalista o estremista, la cui fede, santità e dono totale di sé a Dio e ai poveri sono da tutti noti, aveva un rispetto ed un culto assoluto verso il Corpo divino di Gesù Cristo. Certamente, ella toccava quotidianamente la “carne” di Cristo nei corpi deteriorati e sofferenti dei più poveri dei poveri». Eppure, «riempita di stupore e di rispettosa venerazione, Madre Teresa si asteneva di toccare il Corpo transustanziato del Cristo; piuttosto ella lo adorava e lo contemplava silenziosamente, rimaneva per lungo tempo in ginocchio e prostrata davanti a Gesù Eucaristia». Inoltre, riceveva la Comunione «nella sua bocca, come un piccolo bambino che si lasciava umilmente nutrire dal suo Dio».

Altro interrogativo: «Perché ci ostiniamo a comunicare in piedi e sulla mano? Perché questo atteggiamento di mancanza di sottomissione ai segni di Dio?». Poi ammonisce: «Che nessun sacerdote osi pretendere di imporre la propria autorità su questa questione rifiutando o maltrattando coloro che desiderano ricevere la Comunione in ginocchio e sulla lingua: veniamo come i bambini e riceviamo umilmente in ginocchio e sulla lingua il Corpo di Cristo».

Sarah poi sostiene che ricevere l’Eucaristia sulla mano è diventata prassi perché «per una riforma liturgica che avrebbe dovuto essere omogenea con i riti precedenti, una concessione particolare è divenuta il grimaldello per forzare e svuotare la cassaforte dei tesori liturgici della Chiesa».

Il Prefetto del Culto Divino cita anche il papa emerito Benedetto XVI, «che negli ultimi anni del suo pontificato volle distribuire l’Eucaristia in bocca e in ginocchio».

Ho sete di te…

HO SETE DI TE…

0B336648-2368-4BC9-9082-87636561C961È vero. Sono alla porta del tuo cuore, giorno e notte. Anche quando non stai ascoltando, anche quando dubiti che possa essere io, sono qui: sperando per il più piccolo segnale di risposta, il più piccolo segno di invito che mi permetta di entrare.

E voglio che tu sappia che verrò ogni volta che mi inviti. Vengo in silenzio, non visto, ma con una potenza e un amore infiniti, portando i molti doni del mio Spirito. Vengo con la mia misericordia, con il mio desiderio di perdonarti e di guarirti, con un amore che va oltre la tua comprensione. Un amore presente in ogni dettaglio, talmente grande come l’amore che ho ricevuto dal Padre mio. «Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi» (Gv 15, 10).

Vengo ora per consolarti e darti forza, affinché ti possa alzare e fasciare ogni tua ferita. Ti porto la mia luce, per dissipare le tenebre in te e ogni tuo dubbio. Vengo con la mia potenza, che mi permette di arrivare a te; con la mia grazia, per toccare il tuo cuore e trasformare la tua vita. Vengo con la mia pace, per tranquillizzare la tua anima.

Ti conosco come il palmo della mia mano, so tutto di te, ho contato perfino i capelli sulla tua testa. Non c’è nulla nella tua vita che non sia importante per me. Ti ho seguito negli anni e ti ho amato sempre, anche nei tuoi smarrimenti. Conosco ognuno dei tuoi problemi. Conosco le tue necessità e le tue preoccupazioni e sì, conosco tutti i tuoi peccati, che ti allontanano da Me. Ma io non smetto di chiamarti, non mi stanco di tenere le braccia aperte per riaccoglierti. Perché ti amo. Ti amo per quello che sei, per la bellezza e la dignità che il Padre mio ti ha dato creandoti a sua propria immagine, una dignità che hai spesso dimenticato, una bellezza che il peccato ha offuscato. Ho versato il mio sangue per la tua salvezza: nella Croce puoi vedere gli effetti della tua ingratitudine, ma anche il Mio amore per te. E se un giorno con umiltà del cuore vorrai ritornare, la mia Grazia guarirà le tue ferite: ti darò la forza per liberarti dal peccato, risponderò al grido del tuo cuore di rompere le catene del male.

Io so cosa c’è nel tuo cuore, conosco la tua solitudine e tutte le tue ferite, i rifiuti, i giudizi e le umiliazioni. Io ho portato tutto questo sulle mie spalle prima di te. E l’ho fatto per te, in modo che tu possa condividere la mia forza e la mia vittoria. Conosco soprattutto il tuo bisogno di amore, so che sei così assetato di amore e di tenerezza. Ma quante volte hai voluto soddisfare la tua sete invano, cercando egoisticamente quell’amore, cercando di riempire il vuoto dentro di te con piaceri passeggeri, con il vuoto ancora più grande del peccato. Il peccato non ti potrà mai soddisfare né donarti la pace che desideri. Tutto quello che hai cercato all’infuori di me ti ha soltanto reso più vuoto, in modo da non legarti alle cose di questo mondo; ma soprattutto da non abbandonarmi quando cadi. Vieni a me senza indugio perché quando affidi a me i tuoi peccati, mi doni la gioia di essere il tuo Salvatore. Non c’è niente che io non possa perdonare e guarire. Hai sete di amore? «Chi ha sete venga a me e beva» (Gv 7, 37). Io ti soddisferò e ti riempirò. Hai sete di essere amato? Ti amo più di quanto tu possa immaginare… al punto di morire sulla croce per te.

Ho sete di te. Sì, questo è l’unico modo con cui posso appena iniziare a descrivere il mio amore. Ho sete di te. Ho sete di amarti e che tu mi ami. Sei così prezioso per me che ho sete di te. Vieni a me, e riempirò il tuo cuore e lenirò le tue ferite. Farò di te una nuova creatura e ti darò la pace, anche durante le tue prove. Ho sete di te. Non dubitare mai della mia misericordia, del mio desiderio di perdonarti, della mia volontà di benedirti e di vivere la mia vita in te, e non dubitare mai del fatto che io ti accetto, non importa cosa tu abbia fatto. Ho sete di te. Se ti senti di poco valore agli occhi del mondo, non importa. Non c’è nessuno che mi interessa al mondo più di te. Ho sete di te. Apriti a me, vieni a me, abbi sete di me, dammi la tua vita. Ti dimostrerò che sei così prezioso al mio cuore.

Non ti rendi conto che il Padre mio ha un piano perfetto per trasformare la tua vita, già da questo momento? Confida in me. Chiedimi tutti i giorni che io entri e che io mi prenda cura della tua vita, e io lo farò. Ti prometto davanti a mio Padre nel Cielo che farò miracoli nella tua vita. Perché farei questo? Perché ho sete di te. L’unica cosa che ti chiedo è di confidare completamente in me. Io farò tutto il resto.

Già vedo il posto che il Padre mio ha preparato per te nel mio Regno. Ricorda che sei pellegrino in questa vita, sei sulla strada di casa. Non importa quanto lontano hai vagato, non importa quante volte mi hai dimenticato, non importa quante croci porti in questa vita, c’è qualcosa che voglio che tu ricordi sempre e che non cambierà mai. Ho sete di te, così come sei. Non è necessario cambiare per credere nel mio amore, perché sarà la tua fiducia in questo amore che ti farà cambiare. Ti dimentichi di me ma tuttavia ti cerco a ogni ora del giorno e sono davanti alla porta del cuore e ti chiamo. È difficile crederci? Poi guarda la Croce, guarda il mio Cuore che fu trafitto per te. Non hai compreso la mia Croce? E poi ascolta di nuovo le mie parole, capirai chiaramente il motivo per cui ho sopportato tutto questo per te: “Ho sete” (Gv 19, 28). Per tutta la tua vita ho desiderato il tuo amore. Non ho mai smesso di cercarlo e di desiderare di essere corrisposto. Hai provato molte cose nella tua ricerca della felicità. Perché non provi ad aprirmi il cuore, in questo stesso momento, aprirlo più di quanto non abbia mai fatto prima?

Quando finalmente aprirai le porte del tuo cuore e sarai abbastanza vicino, sentirai dire più e più volte, non in semplici parole umane ma nello spirito: “Non importa quello che hai fatto, ti amo per te stesso”. “Vieni a me con la tua miseria e i tuoi peccati, con i tuoi problemi e bisogni e con tutto il tuo desiderio di essere amato”. “Sono alla porta del tuo cuore e chiamo… aprimi, perché ho sete di te”.

Ogni qualvolta apri la porta del tuo cuore, e vieni vicino, Mi sentirai ripetere incessantemente: “Non importa quello che tu abbia fatto, ti amo per il tuo bene. Vieni a Me con la tua miseria e il tuo peccato, con le tue angosce e le tue necessità, col tuo desiderio di essere amato. Io sto alla porta del tuo cuore e busso… ApriMi, perché HO SETE DI TE…

(it.aleteia.org)

«Gesù è Dio, per cui il suo amore, la sua sete, sono infinite. Lui, il creatore dell’universo chiedeva l’amore delle sue creature. Ha sete del nostro amore… Queste parole: “Ho sete” – non riecheggiano nelle vostre anime? » (Madre Teresa)

 

Messaggio del 25 Maggio 2018…Medjugorje

IMG_2121Messaggio dato alla veggente Marija

“Cari figli! In questo tempo inquieto vi invito ad avere più fiducia in Dio che è il Padre vostro nei cieli e che mi ha mandato per condurvi a Lui. Voi, aprite i vostri cuori ai doni che Lui desidera darvi e nel silenzio del cuore adorate mio Figlio Gesù, che ha dato la Sua vita affinché viviate nell’eternità dove desidera condurvi. La vostra speranza sia la gioia dell’incontro con l’Altissimo nella vita quotidiana. Per questo vi invito: non trascurate la preghiera perché la preghiera fa miracoli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Oggi 13 Maggio 2018…Supplica alla Madonna di Fatima

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SUPPLICA ALLA MADONNA DI FATIMA

 

per il 13 Maggio e il 13 Ottobre ore 12
O Vergine Immacolata, in questo giorno solen­nissimo, e in quest’ora memoranda, in cui appa­rendo per l’ultima volta nelle vicinanze di Fati­ma a tre innocenti pastorelli, vi dichiaraste per la Madonna del Rosario e diceste d’essere venuta ap­positamente dal cielo per esortare i cristiani a cambiar vita, a far penitenza dei peccati e a recita­re ogni giorno il S. Rosario, noi animati dalla vo­stra bontà veniamo a rinnovarVi le nostre promes­se, a protestarVi la nostra fedeltà e ad umiliarVi le nostre suppliche. Volgete, o Madre amatissima, su di noi il vostro sguardo materno ed esauditeci. Ave Maria

1 – O Madre nostra, nel vostro Messaggio ci avete prevenuti: «Una propaganda empia diffon­derà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e persecuzione alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati. Il S. Padre avrà molto da soffrire, va­rie nazioni saranno annientate». Tutto purtroppo si va tristamente verificando. La S. Chiesa, nono­stante le immense effusioni di carità sulle miserie accumulate dalle guerre e dall’odio, viene combat­tuta, oltraggiata, coperta di scherno, impedita nel­la sua divina missione. I fedeli con parole mendaci, ingannati e travolti nell’errore dai senza Dio. O Madre tenerissima, pietà di tanti mali, date forza alla S. Sposa del vostro Divin Figliolo, che prega, combatte e spera. Confortate il S. Padre; sostenete i perseguitati per la giustizia, date coraggio ai tri­bolati, aiutate i Sacerdoti nel loro ministero, susci­tate anime d’Apostoli; rendete fedeli e costanti tut­ti i battezzati; richiamate gli erranti; umiliate i ne­mici della Chiesa; conservate i fervorosi, rianimate i tiepidi, convertite gli infedeli. Salve Regina

2 – O Madre benigna, se l’umanità si è allonta­nata da Dio, se errori colpevoli e perversioni mora­li col disprezzo dei divini diritti e l’empia lotta con­tro il S. Nome, hanno provocato la Divina Giusti­zia, noi non siamo senza colpa. La nostra vita cri­stiana non è ordinata secondo gl’insegnamenti del­la Fede del Vangelo. Troppa vanità, troppa ricerca del piacere, troppa dimenticanza dei nostri eterni destini, troppo attaccamento a ciò che passa, trop­pi peccati, hanno giustamente fatto gravare su di noi il pesante flagello di Dio. Diradate, o Madre, le tenebre del nostro intelletto, corroborate le nostre fiacche volontà, illuminateci, convertiteci e salvate­ci.
E pietà vi prenda anche delle nostre miserie, dei nostri dolori e dei nostri disagi per la vita quotidia­na. O Madre buona, non guardate i nostri demeri­ti, ma la materna vostra bontà e venite in nostro soccorso. Otteneteci il perdono dei nostri peccati e dateci il pane per noi e le nostre famiglie: pane e lavoro, pane e tranquillità per i nostri focolari, pa­ne e pace imploriamo dal vostro Cuore materno. Salve Regina

3 – Si ripercuote nell’anima nostra il gemito del Vostro Cuore Materno: «Bisogna che si emen­dino, che domandino perdono dei peccati, che non offendano più Nostro Signore, che è già tanto offe­so. Sì, è il peccato, causa di tante rovine. È il pec­cato che rende infelici i popoli e le famiglie, che se­mina di spine e di lacrime il sentiero della vita. O Madre buona, noi qui ai vostri piedi ne facciamo una promessa solenne e fervorosa. Ci pentiamo delle nostre colpe e siamo confusi nel terrore dei mali meritati in vita e nell’eternità. E invochiamo la grazia della S. Perseveranza nel buon proposito. Custoditeci nel vostro Cuore Immacolato per non cadere in tentazione. È questo il rimedio di salvez­za che ci avete indicato. «Il Signore per salvare i peccatori, vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato».
Dunque al Vostro Cuore Immacolato Dio ha affidato la salvezza del nostro secolo. E noi in que­sto Cuore Immacolato ci rifugiamo; e vogliamo che tutti i nostri fratelli erranti e tutti gli uomini vi trovino asilo e salvezza. Sì, o Vergine Santa, trion­fate nei nostri cuori e fateci degni di cooperare ai trionfi del vostro Cuore Immacolato nel mondo. Salve Regina

4 – Permetteteci, o Vergine Madre di Dio, che noi rinnoviamo in questo momento la nostra Con­sacrazione e quella delle nostre famiglie. Sebbene tanto deboli noi promettiamo che lavoreremo, con l’aiuto Vostro, affinché tutti si consacrino al vostro Cuore Immacolato, che specialmente… (Trani) no­stra diventi tutta un trionfo con la Comunione ri­paratrice nei primi sabati, con la consacrazione delle famiglie dei cittadini, con il Santuario, che dovrà sempre ricordarci le materne tenerezze della vostra Apparizione a Fatima.
E rinnovate su di noi e su questi nostri deside­ri e voti, quella materna Benedizione che ascen­dendo verso il Cielo, donaste al mondo.
Benedite il S. Padre, la Chiesa, il nostro Arci­vescovo, i sacerdoti tutti, le anime che soffrono. Benedite tutte le nazioni, le città, le famiglie e gli individui che si sono consacrati al Vostro Cuore Immacolato, perché in esso trovino asilo e salvez­za. In modo particolare benedite tutti coloro che hanno cooperato all’erezione del Vostro Santuario in Trani, e tutti i suoi associati sparsi in Italia e nel mondo, benedite poi con materno amore tutti coloro che disinteressatamente lavorano per la dif­fusione del Vostro culto e il trionfo al Vostro Cuo­re Immacolato nel mondo. Amen. Ave Maria

La straordinaria promessa della Madonna a Ivo…Medjugorje

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STORIA INCREDIBILE DA MEDJUGORJE.
IVO JURIC EX GIOVANE PROMESSA DEL BASKET CROATO, SI AMMALÒ DI UN TUMORE AL SEGUITO DEL QUALE GLI VENNE AMPUTATA LA GAMBA DAL QUALE È STATO GIÀ MIRACOLATO, IN QUANTO GLI ERANO STATI DIAGNOSTICATI 2 ANNI DI VITA, AD OGGI NON È LA SUA GUARIGIONE DAL CANCRO CHE FA PARLARE, MA LA DICHIARAZIONE DELLA VEGGENTE VICKA CHE HA ASSICURATO CHE QUANDO APPARIRÀ L’ATTESO SEGNO SULLA COLLINA DELLE APPARIZIONI, COME PROMESSO DALLA MADONNA, QUESTO SARÀ UNO DEI TANTI MIRACOLI CHE AVVERRANNO IN QUEL MOMENTO E ANCHE LA GAMBA DI IVO JURIC RICRESCERÀ MIRACOLOSAMENTE.

IVO JURICIC E MEDJUGORJE :LA MADONNA PROMETTE CHE LA SUA GAMBA RICRESCERÀ
INTERVISTA ALLA VEGGENTE VICKA:
P.JANKO : Mi hai parlato di un giovane che è senza la gamba sinistra.

Che la Madonna lo guarirà senza nessuna condizione, dopo il Segno promesso.

Vicka: Se ti ho detto questo ti ho detto la verità. La Madonna ha detto che in quel momento molti guariranno ci saranno e con quel giovane si comporterà così

P.Janko: Cosa vuoi dire con questo?

Vicka: Lui quasi tutti i giorni veniva alle apparizioni della Madonna e la Madonna ha dimostrato di amarlo particolarmente.

P:Janko: Come lo sai?

Vicka: Ecco come. In un’occasione, poco prima del Natale del primo anno, ci ha fatto vedere la sua gamba malata. Ha tolto via dalla gamba la parte artificiale, di plastica, e al suo posto ci ha mostrato la gamba sana.

P.Janko: Perché questo?

Vicka: Non lo so. Può darsi che la Madonna volesse dire che egli guarirà.

P.Janko: Ma lui, in quel momento, sentiva qualcosa?

Vicka: Dopo ci ha detto che gli sembrava che qualcuno lo toccasse sulla testa. Qualcosa del genere.

P.Janko: Va bene. Però la Madonna non ha detto che egli guarirà!

Vicka: Va’ piano; non ho ancora finito. Due o tre giorni dopo, sono venuti da noi dei giovani. Abbiamo suonato e cantato; in mezzo a loro c’era anche quel ragazzo.

P.Janko: E poi?

Vicka: Dopo un po’ ci è apparsa la Madonna, prima del solito. Accanto a lei ci stava quel ragazzo, tutto avvolto in una luce. Lui non lo sapeva, però ci ha detto, subito dopo, che durante l’apparizione sentiva qualcosa, come una corrente elettrica che gli passava attraverso la gamba.

P.Janko: Attraverso quale gamba?

Vicka: Quella malata.

P.Janko: E poi?

Vicka: Ti ho detto quello che sapevo.

P.Janko: Però non mi hai detto se la gamba guarirà o no!

Vicka: La Madonna ci ha detto di sì, ma più tardi.

P.Janko: Quando?

Vicka: Dopo che ci darà il suo Segno, allora egli guarirà completamente. Questo ce lo ha detto verso la metà del 1982.

P.Janko: A chi ha detto questo: a voi o a lui?

Vicka: A noi. E noi lo abbiamo riferito a lui.

P.Janko: E lui vi ha creduto?

Vicka: Come no! Egli lo aveva creduto anche prima, quando la Madonna ce lo aveva mostrato.

Video testimonianza :

 

Messaggio del 2 maggio 2018…Medjugorje

Cari figli, mio Figlio, è luce d’amore, tutto ciò che ha fatto e fa, l’ha fatto per amore. Così anche voi, figli miei, quando vivete nell’amore e amate il vostro prossimo, fate la volontà di mio Figlio. Apostoli del mio amore, rendetevi piccoli, aprite i vostri cuori puri a mio Figlio affinché possa operare per mezzo di voi. Con l’aiuto della fede riempitevi di amore, figli miei, non dimenticate che l’Eucarestia è il cuore della fede: è mio Figlio che vi nutre con il suo Corpo e vi fortifica con il suo Sangue; è il miracolo dell’amore; è mio Figlio che sempre nuovamente viene vivo per rinnovare le anime. Figli miei, vivendo nell’amore compiete la volontà di mio Figlio e Lui vive in voi. Figli miei, il mio desiderio materno è che lo amiate sempre di più. Lui vi chiama con il Suo amore, vi dona l’Amore perché lo diffondiate a tutti coloro che vi circondano. Per il suo Amore sono con voi come Madre affinché vi dica parole d’amore e di speranza, affinché vi dica parole di vita eterna che vincono sul tempo e sulla morte, affinché vi inviti ad essere miei apostoli d’amore. Vi ringrazio