Messaggio del 25 Marzo 2016…Medjugorje

Cari figli! Oggi vi porto il mio amore. Dio mi ha permesso di amarvi e per amore invitarvi alla conversione. Figlioli, voi siete poveri nell’amore e non avete ancora compreso che mio figlio Gesù per amore ha dato la Sua vita per salvarvi e per donarvi la vita eterna. Perciò pregate figlioli, pregate, per poter comprendere nella preghiera l’amore di Dio.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata
.”

 

 
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Perche si soffre?…la sofferenza è Vita…

La violenza, la fame, la malattia formano una catena che pare voglia tenerci prigionieri e da cui non sappiamo come liberarcene. Viene spontaneo chiedersi: perché Dio, che è nostro Padre buono e onnipotente, che ha creato tutto per l’esistenza e per amore, non vince definitivamente il male e la sofferenza che ci affiancano, con prepotenza, nel cammino della nostra vita?   “Mi chiedevo donde il male, e non sapevo darmi risposta”, così scrive S. Agostino nelle “Confessioni” ma la sua, sofferta e accorata, ricerca ha finalmente trovato una risposta in Dio.

 

Non dimentichiamo che il male è retaggio del peccato dei nostri progenitori, dal quale Dio ci ha liberato, mandando il suo unigenito Figlio Gesù come vittima di espiazione.

Gesù non è venuto per eliminare tutti i mali di quaggiù, ma per liberare gli uomini dalla più grave delle schiavitù: quella del peccato”, che ci allontana da Dio, sommo bene (cfr. CCC 549).  E’ dall’alto della Croce, piantata sul Golgota della nostra umanità, che Gesù ci ha liberati definitivamente dal male e dalla morte, restituendoci l’abbraccio del Padre. Dalla Croce, dove si è consumato ed è giunto a compimento il sacrificio di Gesù, è stata operata la nostra salvezza. Gesù ha crocifisso il peccato perché non potesse più nuocere in eterno! In questo modo Gesù ha dato alla sofferenza un valore redentivo ed inestimabile. Il nostro soffrire ha finalmente un senso: tutti coloro che soffrono ed offrono a Dio partecipano con Lui a quest’opera di redenzione.

  1. Paolo dice di sé ai Colossesi: “Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa”(Col 1,24).
  2. Pietro, dal canto suo, ci ricorda che “ …nella misura in cui partecipiamo alle sofferenze di Cristo, dobbiamo rallegrarci perché anche nella rivelazione della sua gloria possiamo rallegrarci ed esultare”( Cfr.1Pt 4,13).

Pertanto la nostra sofferenza, unita a quella di Gesù, è fonte e sorgente di grazia e non una punizione, un castigo, mandatoci da Dio, come certuni credono.

Anche gli apostoli furono colti da questo dubbio, a proposito del cieco nato: Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco? ”.  Rispose Gesù: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio” (Gv9,1).

 

A quanti di noi, come per il Cireneo, è capitato di essere stati chiamati, senza preavviso e contro la nostra volontà, a portare la croce? Certamente il Cireneo, quando ha incontrato lo sguardo di Gesù, ha dimenticato le sue resistenze e Lo ha aiutato con amore; anche noi, quando incontriamo lo sguardo del Salvatore, ci sentiamo spinti e motivati dall’amore ad accogliere la sofferenza.

Quando soffriamo non facciamo che compiere la volontà di Dio per la nostra salvezza e quella dei nostri fratelli, obbedendo a quanto Gesù ci ha invitati a fare: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà” ( Lc 9,23).

 

  E S. Pietro ci ricorda: “ A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti”  (cfr. 1Pt 2,18).

I santi, nel loro piccolo, hanno seguito l’esempio di Gesù. Che tenerezza sprigiona il pensiero dei piccoli pastorelli di Fatima, Giacinta (8 anni ) e Francesco (9 anni), che hanno offerto la loro malattia “per la conversione e la salvezza dei poveri peccatori”, così come la Madonna aveva chiesto loro nelle apparizioni.  E non ci venga di pensare che per i santi fosse tutto più facile, al contrario hanno dovuto sostenere una dura lotta per mantenere in loro fermo il proposito di seguire l’esempio di Gesù Crocifisso.

  1. Pio così scrive al suo Padre Spirituale:

“Mi copro il volto di rossore; so benissimo che la croce è il pegno dell’amore, la croce è caparra di perdono, e l’amore che non alimentato, nutrito dalla croce non è vero amore; esso si riduce a fuoco e paglia. Eppure con tale conoscenza questo falso discepolo del Nazareno sente sul cuore pesare enormemente la Croce, e molte volte…va in cerca del pietoso cireneo che lo sollevi e lo conforti ….

Eppure, padre mio, ho grandissimo desiderio di soffrire per amore di Gesù. E come va poi che alla prova, contro ogni mio volere, si cerca qualche sollievo?  Quanta forza e violenza devo farmi in queste prove per ridurre al silenzio la natura, diciamola così, che reclama altamente di essere consolata. ( Lett. a P. Agostino 21/4/1915)

 

Quante volte ci è capitato di voler abbandonare, senza mezzi termini, la nostra croce, ritenendo il suo peso veramente insostenibile, tanto da farci dubitare della stessa bontà di Dio per noi.

Nella sofferenza ci sentiamo di peso, inutili, perché vorremmo fare tanto per la nostra famiglia, per i fratelli più deboli, per l’apostolato, ma siamo impotenti! È il momento del ripiegamento su noi stessi, lo scoraggiamento, la solitudine, la tristezza ci avvolgono. Siamo in travaglio, vorremmo essere guariti, vorremmo che tutto passasse in fretta…

Anche Gesù, in preghiera nel Getsémani, fu preso da tristezza e angoscia al pensiero di quello che avrebbe sofferto ed ha chiesto al Padre “Padre,se vuoi, allontana da me questo calice, (Lc 22,39)  ma l’amore per ciascuno di noi lo ha portato ad accogliere la volontà salvifica del Padre e a dire“non la mia ma la tua volontà si compia”.

Gesù ha sofferto tantissimo, e non dobbiamo pensare che la sua sofferenza fosse mitigata dalla sua divinità, sì, Gesù è vero Dio, ma è anche vero uomo e come tale, sulla Croce, quando la sua sofferenza ha raggiunto l’apice, ha gridato al Padre: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Come avrebbe potuto pronunciare queste parole, se non si fosse sentito schiacciare dal dolore?

 

Anche noi quando siamo schiacciati dal dolore, esperito ogni tentativo per essere guariti,  non dobbiamo temere l’immobilità e l’impotenza della croce, è il momento del nostro sì alla volontà del Padre, anche noi possiamo osare e dire come Gesù: “Non la mia ma la tua volontà si compia”.

Dalla Croce siamo stati “guariti”, è il miracolo più importante operato da Gesù, il miracolo dei miracoli, l’azione delle azioni. Se ci troviamo sulla via del calvario stiamo facendo con il Signore qualcosa di bello per noi e per i fratelli.

Ormai non ci sono più dubbi, la sofferenza, la malattia ci avvicinano a Dio, il nostro corpo è a servizio di Dio: “avendo Cristo sofferto nel corpo, anche voi dunque armatevi degli stessi sentimenti. Chi ha sofferto nel corpo ha rotto con il peccato, per non vivere più il resto della sua vita nelle passioni umane, ma secondo la volontà di Dio” (1Pt 4,1 )

La nostra pace e la nostra gloria sta nel compiere la volontà di Dio qualunque essa sia.

Dobbiamo esserne certi: partecipare alle sofferenze di Cristo è un segno di elezione.  “Quante volte mi avresti abbandonato, figlio mio, se non ti avessi crocifisso. Sotto la Croce si impara ad amare ed io non la do a tutti, ma solo a quelle anime che mi sono più care”, disse Gesù a P.Pio.  Non ci sentiamo forse consolati da queste parole di Gesù? Anche Teresa D’Avila si è sentita rispondere più o meno allo stesso modo quando si lamentava con il Signore.

Certamente è più facile meditare sulle profondità salvifiche e spirituali della Croce che portarne il peso, viverle, ma non siamo soli, Gesù ci è accanto, infatti, proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova” (Ebrei 2,18)

E con S. Paolo siamo certi: “Tutto posso in colui che mi dá la forza” (Fil 4,13).

 

San P.Pio, da valoroso guerriero, ci incoraggia e ci fa riflettere:

“Felici noi, che contro ogni nostro merito, già siamo per divina misericordia, su gli scalini del Calvario: già siamo stati fatti degni di seguire il celeste Maestro, già siamo stati annoverati alla beata comitiva delle anime elette; ed il tutto per un tratto specialissimo della divina pietà del Padre celeste. E noi non la perdiamo di vista questa beata comitiva: Teniamoci sempre stretti ad essa e non ci spaventi né il peso della croce che bisogna portare, né il lungo viaggio che bisogna percorrere, né l’irto monte a cui bisogna ascendere. Ci rianimi il consolante pensiero che dopo asceso il Calvario, si ascenderà ancor più in alto, senza nostro sforzo; si ascenderà il monte santo di Dio, alla Gerusalemme celeste……Coraggio dunque; stabiliamoci con sempre nuova e crescente fermezza in una forte e soda speranza. Ed allora sì che ancor noi sperimenteremo la dolcezza della croce. Anche noi esclameremo con il nostro serafico Padre (S. Francesco): “E’ tanto il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto.”(Lett. alle sorelle Ventrella)   

L’esempio dei santi ci aiuti ad andare avanti nel cammino della nostra vita. Sarebbe bello se con la nostra croce raggiungessimo il Calvario! Probabilmente non avremo la forza di farci crocifiggere, perché troppo grande il dolore, per questo, Gesù, perdonaci e consentici di rimanere con Te, sotto la Croce insieme a Maria e Giovanni.

Maria Santissima, Maestra del soffrire, ci aiuti a vivere con fede, compostezza, in piena obbedienza e sottomissione, la volontà di Dio, che è volontà di pace e di salvezza eterna.

O mia carissima figliola, questa vita è breve…. Le ricompense di ciò che si opera nell’esercizio della croce sono eterne! P.Pio (5/11/1917)

 

 

Messaggio straordinario della Madonna oggi 18 marzo 2016 …Medjugorje

Oggi per Medjugorje è una giornata speciale. La veggente Mirijana festeggia 51 anni e come ogni anno la Madonna le fa un regalo in più: quello dell’apparizione straordinaria in questo giorno così importante. Come ha già avuto modo di dire, però, la Vergine ha scelto questa giornata in più per “venire tra noi” per un motivo che Lei ci rivelerà quando comincerà a realizzarsi il Suo piano sulla terra. Come sappiamo, un giorno, le apparizioni mensili del 2 del mese cesseranno ma questa apparizione speciale in questa data unica continuerà per sempre.

Cari figli, con cuore materno e pieno d’amore verso ognuno di voi, desidero impegnarvi in un abbandono completo a Dio Padre. Io desidero che voi impariate, guardandovi e ascoltandovi dentro, come seguire la volontà di Dio. Desidero che voi impariate come avere fiducia nella sua grazia e nel suo amore, come anche io avevo sempre fiducia completa in Dio. Per questo, cari figli, purificate i vostri cuori,( Confessione) liberatevi da tutto quello che è terreno e permettete di essere pieni di quello che è da Dio. Permettete che tutto quello che viene da Dio possa, con la preghiera e con il sacrificio, formare la vostra vita, così che nei vostri cuori possa essere il Regno di Dio; così potete iniziare a vivere cominciando da Dio Padre. Provate a camminare sempre con mio Figlio. E per tutto questo, cari figli, dovete essere puri nello spirito, pieni di amore e di misericordia. Dovete avere cuori puri e semplici e dovete essere sempre disposti a servire. Cari figli, ascoltatemi, io dico tutto questo per la vostra salvezza. Vi ringrazio.”

 

Coroncina alle Sante Piaghe…Gesù

 

 

Le 13 promesse di Nostro Signore a chi recita questa corona, 

trasmesse da Suor Maria Marta Chambon.

 

1) “Io accorderò tutto ciò che Mi si domanda con l’invocazione delle Mie sante Piaghe. Bisogna spargerne la devozione”. 2) “In verità questa preghiera non è della terra, ma del cielo… e può ottenere tutto”.

3) “Le mie sante Piaghe sostengono il mondo… chiedimi di amarle costantemente, perché Esse sono sorgente di ogni grazia. Bisogna invocarle spesso, attirarvi il prossimo ed imprimerne la devozione nelle anime”.

4) “Quando avete delle pene da soffrire portatele prontamente nelle Mie Piaghe, e saranno addolcite”.

5) “Bisogna ripetere spesso vicino agli ammalati: ‘Gesù mio, perdono, ecc.’ Questa preghiera solleverà l’anima e il corpo”.

6) “E il peccatore che dirà: ‘Eterno Padre, Vi offro le Piaghe, ecc…’ otterrà la conversione. Le Mie Piaghe ripareranno le vostre”.

7) “Non vi sarà morte per l’anima che spirerà nelle Mie Piaghe. Esse danno la vera vita”.

8) “A ogni parola che pronunciate della Corona della misericordia, Io lascio cadere una goccia del Mio Sangue sull’anima di un peccatore”.

9) “L’anima che avrà onorato le Mie sante Piaghe e le avrà offerte all’Eterno Padre per le anime del Purgatorio, sarà accompagnata in morte dalla santissima Vergine e dagli Angeli; e Io, risplendente di gloria, la riceverò per incoronarla”.

10) “Le sante Piaghe sono il Tesoro dei tesori per le anime del Purgatorio”.

11) “La devozione alle Mie Piaghe è il rimedio per questo tempo di iniquità”.

12) “Dalle Mie Piaghe escono i frutti di Santità. Meditandole vi troverete sempre nuovo alimento  di amore”.

13) “Figlia mia, se immergi le tue azioni nelle Mie sante Piaghe acquisteranno valore, le vostre minime azioni ricoperte del Mio Sangue appagheranno il Mio Cuore”

 

Come si recita la coroncina alle Sante Piaghe

 

Si recita servendosi di una comune corona del Santo Rosario e si comincia con le seguenti preghiere:

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre…,

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito da Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di la verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

1) O Gesù, divin Redentore, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen

2) Dio santo, Dio forte, Dio immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero. Amen

3) Grazia e misericordia, o mio Dio, nei pericoli presenti, coprici col tuo sangue preziosissimo. Amen

4) O Padre Eterno, usaci misericordia per il Sangue di Gesù Cristo tuo unico Figlio,

usaci misericordia; noi te ne scongiuriamo. Amen.

 

Sui grani del Padre nostro si prega:

 

Eterno Padre, Ti offro le Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo, per guarire quelle delle anime nostre.

 

Sui grani dell’Ave Maria si prega:

 

Gesù mio perdono e misericordia, per i meriti delle Tue sante Piaghe.

 

Alla fine si ripete per 3 volte:

 

“Eterno Padre, Ti offro le Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo, per guarire quelle delle anime nostre”.

 

 

Rivelazione fatta da Gesù a San Bernardo

sulla piaga alla Sacra Spalla per il peso della Croce

San Bernardo, Abate di Chiaravalle, domandò nella preghiera a Nostro Signore quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua Passione. Gli fu risposto: “Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce: questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta. Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa piaga verrà loro concessa; ed a tutti quelli che per amore di essa mi onoreranno con tre Pater, tre Ave e tre Gloria al giorno perdonerò i peccati veniali e non ricorderò più i mortali e non moriranno di morte improvvisa ed in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine e conseguiranno la grazia e la misericordia”.

Preghiera per domandare una grazia 

Dilettissimo Signore mio Gesù Cristo, mansueto Agnello di Dio, io povero peccatore Ti adoro e considero la dolorosissima piaga della tua spalla aperta dalla pesante croce che hai portato per me. Ti ringrazio del Tuo immenso dono d’Amore per la Redenzione e spero le grazie che Tu hai promesso a co­loro che contemplano la Tua Passione e l’atroce piaga della Tua Spalla. Gesù, mio Salvatore, incoraggiato da Te a chiedere quello che desidero, Ti chiedo il dono del Tuo Santo Spiri­to per me, per tutta la Tua Chiesa, e la grazia (chiedere la grazia che si desidera);

fa che sia tutto per la Tua gloria e il mio maggior bene secondo il Cuore del Padre.

Amen.

tre Pater, tre Ave, tre Gloria

 

LA MADONNA ADDOLORATA DEI SETTE DOLORI…

 

La Madre di Dio rivelò a Santa Brigida che chiunque reciti sette “Ave Maria” al giorno meditando sui suoi dolori e sulle sue lacrime e diffonda questa devozione, godrà dei seguenti benefici:

  1. La pace in famiglia.
  2. L’illuminazione circa i misteri divini.
  3. L’accoglimento e la soddisfazione di tutte le richieste purché siano secondo la volontà di Dio e per la salvezza della sua anima.
  4. La gioia eterna in Gesù e in Maria.

 

Questa devozione e’ cara particolarmente all’ordine dei Servi di Maria.

A loro infatti si deve questa particolare forma di preghiera per alcuni aspetti molto simile al Santo Rosario.

Essi infatti hanno una particolare spiritualità Mariana legata principalmente a Maria Addolorata che celebrano come patrona principale del loro glorioso ordine religioso, il cui abito è completamente nero, come generalmente viene rappresentata l’Addolorata.

In tutti i loro santuari e’ presente una cappella raffigurante la Santa Vergine Maria con 7 Spade conficcate nel cuore.

L’origine di questa devozione nasce proprio dalla meditazione dei sette dolori che trafissero il Cuore Immacolato di Maria durante la sua vita terrena.

 

Come si recita la corona?

Meditazione di un dolore e a seguire, la recita di 1 Padre Nostro, 7 Ave Maria, 1 Gloria al Padre

 

Quali sono i sette dolori?

                                                                        Primo dolore

Il profeta Simeone annuncia a Maria che una spada di dolore le trapasserà l’anima

Dal Vangelo di Luca 2,33-35

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a Te una spada trafiggerà l’anima».

1 Padre Nostro

7 Ave Maria

1 Gloria al Padre

                                                                     Secondo dolore

La fuga in Egitto

Dal Vangelo di Matteo 2,13-15

Essi erano appena partiti, quando un Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: “Dall’Egitto ho chiamato il mio Figlio”.

1 Padre Nostro

7 Ave Maria

1 Gloria al Padre

                                                                         Terzo dolore

Lo smarrimento di Gesù a Gerusalemme

Dal Vangelo di Luca 2,41-52

Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perchè ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo”.

1 Padre Nostro

7 Ave Maria

1 Gloria al Padre

                                                                       Quarto dolore

Maria incontra Gesù carico della Croce

Dal Vangelo di Luca 23,27

Li seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di Lui.

1 Padre Nostro

7 Ave Maria

1 Gloria al Padre

                                                                      Quinto dolore

La morte di Gesù

Dal Vangelo di Giovanni 19,25-27

Stavano presso la Croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a Lei il discepolo che Egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

1 Padre Nostro

7 Ave Maria

1 Gloria al Padre

                                                                     Sesto dolore

Maria abbraccia il corpo di Cristo morto

Dal Vangelo di Giovanni 19,38-40

Dopo questi fatti, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza seppellire per i Giudei.

1 Padre Nostro

7 Ave Maria

1 Gloria al Padre

                                                                      Settimo dolore

La deposizione di Gesù nel sepolcro

Dal Vangelo di Giovanni 19,41-42

Nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.

1 Padre Nostro

7 Ave Maria

1 Gloria al Padre

Messaggio del 2 Marzo 2016…Medjugorje

https://i0.wp.com/www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/06/sacro_cuore3.jpg

Cari Figli, il mio arrivo in mezzo a voi è un dono del Padre celeste per voi. Con il suo amore io vengo per aiutarvi a trovare la strada verso la verità, per trovare la strada verso mio Figlio. Io vengo per confermare la Verità. Desidero ricordarvi le parole di mio Figlio. Lui ha detto parole di salvezza per tutta l’umanità, per tutto il mondo. Le parole d’amore per tutti. L’amore che Lui ci ha fatto vedere con il suo sacrificio. Ma anche oggi tanti miei figli non lo conoscono e non desiderano conoscerlo. Loro sono indifferenti.
Per la loro indifferenza il mio cuore soffre. Mio Figlio è sempre stato nel Padre, con la sua nascita ci ha portato il divino ma la parte umana l’ha ricevuta da me. Con Lui è venuta la Parola, con Lui è venuta la luce del mondo che viene nei cuori e li illumina e li riempie con l’amore della consolazione. Miei figli, mio Figlio può essere visto da tutti quelli che lo amano perché il suo volto si vede nelle anime che sono riempite del suo amore. Perciò, miei figli, miei apostoli, ascoltatemi: lasciate le cose vuote, l’egoismo, non vivete per le cose della terra, per le cose materiali. Amate mio Figlio e fate che altri possano vedere il suo viso nel vostro amore per Lui
“.