NO ALLA COMUNIONE SULLA MANO!!!

 
Restiamo UNITI nella BARCA DI PIETRO perchè se ci dividiamo in quella spaccatura entra il DEMONIO.Difendiamo la VERA CHIESA e i suoi FEDELI RAPPRESENTANTI.IL dramma della COMUNIONE SULLA MANO ha colpito in pieno la SANTISSIMA EUCARESTIA in cui è racchiuso tutto il BENE SPIRITUALE della CHIESA.Quest’ ardua impresa è riservata ai LAICI, che, notte e giorno, si offrono al PADRE come VITTIME ESPIATRICI.I LAICI devono opporre il loro RIFIUTO alla COMUNIONE SULLA MANO: NON UN RIFIUTO RIBELLE; QUELLO MAI; PERCHE’ é UN OFFESA ANCORA PIU? GRAVE A NOSTRO SIGNORE, ma un rifiuto TACITO ed EFFICACE.Come?LA COMUNIONE SULLA MANO NON è OBBLIGATORIA.E allora chi puo’ impedirci di ricevere la Comunione senza stendere la mano?Siamo noi che seguiamo il cattivo esempio di coloro che, senza riflettere, si espongono al RISCHIO della PROFANAZIONE EUCARISTICA.Questa INNOVAZIONE che vantaggio puo recare a noi? e alla Santa Madre Chiesa?Riflettiamo sul MARTIRIO SPIRITUALE di quei SACERDOTI che, costretti dal vincolo dell’ OBBEDIENZA, devono deporre la SACRA PARTICOLA sulla mano di quei fedeli, che spavaldamente la ricevono come un bocconcino materiale, e di quelle suore, seminaristi, ex seminaristi, frati cooperatori che incoscientemente ne seguono l’ andazzo.Immedesimiamoci sulla SOFFERENZA INTERIORE che arrechiamo al SACERDOTE costringendolo a deporre sulla nostra mano (sporca o pulita, MA DI CERTO non consacrata) QUELLA sacra ostia dei cui FRAMMENTIi (che sicuramente vengono calpestati) egli conosce quel SACRO TERRORE che gli impone l’ obbligo dell’ ABLUZIONE prima della consacrazione e dopo la comunione. IN ogni FRAMMENTO c’è TUTTO INTERO DIO.Anche se la mia mano è pulita, chi mi assicura che siamo pulite le mani dei fratelli con cui scambio il segno di pace? e i soldi che mettiamo all’ offertorio? non sono i soldi la cosa piu’ lurida di questo mondo? Presentiamoci al BANCHETTO EUCARISTICO prima di tutto con il CUORE PULITO e PRONTO ad ACCOGLIERE nel massimo candore la SANTA EUCARESTIA. Presentiamoci vestiti dignitosamente, e cerchiamo di fare opera di persuasione presso gli altri.Il SACERDOZIO che i fedeli ricevono con il SACRAMENTO DEL BATTESIMO è diverso dal sacerdozio del sacerdote, che è radicato nel SACRAMENTO DELL? ORDINE, e che dovrrebbe essere raggiunto attraverso uno stile di vita adeguato. ( Non tutti i sacerdoti sono Santi)NON DIVIDIAMOCI” Il CORPO DI CRISTO appartiene ai SACERDOTI… ESSO non sia toccato da nessuno che non sia consacrato… eccetto in casi di estrema necessita’” (San Tommaso D’Aquino).Non profaniamo piu’ l’ ECCELSO MISTERO DELLA TRANSUSTANZIAZIONE, il mistero in cui la GLORIA DELL’ ONNIPOTENTE SI CELA SOTTO LE SPECIE EUCARISTICHE PER VISITARE LA MISERIA DELLA NOSTRA NULLITA’.CONTEMPLIAMO LA GLORIOSA LUCE TRINITARIA DELL’ ETERNO PRIMA DI MANEGGIARE CON TANTA ARROGANZA L’ ONNIPOTENZA DEL CREATORE DI TUTTE LE COSE VISIBILI E INVISIBILI
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MESSAGGIO DEL 25 AGOSTO 2010

 

"Cari figli, con grande gioia anche oggi desidero nuovamente invitarvi: pregate, pregate, pregate. Questo tempo sia per voi tempo per la preghiera personale. Durante la giornata trovate un luogo dove, nel raccoglimento, possiate pregare con gioia. Io vi amo e vi benedico tutti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

MESSAGGIO DEL 2 AGOSTO 2010 (MEDJUGORJE)

Cari figli, oggi vi invito a cominciare insieme a me nei vostri cuori a costruire il Regno dei Cieli, a dimenticare ciò che è personale e, guidati dall’esempio di mio Figlio, a pensare a ciò che è di Dio. Che cosa Lui desidera da voi? Non permettete a satana di aprirvi le strade della felicità terrena, strade in cui non c’è mio Figlio. Figli miei, sono false e durano poco. Mio Figlio esiste. Io vi offro la felicità eterna e la pace, l’unità con mio Figlio, con Dio, vi offro il Regno di Dio. Vi ringrazio

DA MEZZOGIORNO DI OGGI 1 AGOSTO A TUTTO IL 2 AGOSTO VI è IL PERDONO DI ASSISI….

COME OTTENERE L’INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI

(Per sé o per i defunti)

Dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente (2 agosto), oppure, col permesso dell’Ordinario (Vescovo), nella domenica precedente o seguente (a decorrere dal mezzogiorno del sabato fino alla mezzanotte della domenica) si può lucrare una volta sola l’indulgenza plenaria.

CONDIZIONI RICHIESTE:

1 – Visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa Cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l’indulto e recita del “Padre Nostro” (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del “Credo” (con cui si rinnova la propria professione di fede).

2 – Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti).

3 – Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica.

4 – Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un “Padre Nostro” e un’“Ave Maria” o altre preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

5 – Disposizione d’animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.

Le condizioni di cui ai nn. 2, 3 e 4 possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la chiesa; tuttavia è conveniente che la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.

L’INDULGENZA: che cosa è?

I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l’equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l’immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti.
Nei primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell’indulgenza.

(C.E.l. – Catechismo degli adulti, n. 710)

COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE
L’INDULGENZA DEL PERDONO

Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe". "Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza".
E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni".
E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso