Un giorno la Madonna ci ha detto una bella cosa…Medjugorje

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Satana tante volte approfitta di una persona che si sente indegna, che si sente depressa, che ha vergogna di Dio:
questo è proprio il momento in cui Satana approfitta per distoglierci da Dio.
La Madonna ci ha detto di avere questa idea fissa: Dio è vostro Padre e non importa come tu sei.

Non lasciate nemmeno un momento di debolezza a Satana, a lui già gli basta per non farti incontrare col Signore.
Mai lasciate Dio perché Satana è troppo forte. Per es.: se hai commesso un peccato, se hai litigato con qualcuno, non rimanere solo, ma chiama subito Dio, chiedigli perdono e vai avanti. Dopo un peccato ci mettiamo a pensare e a dubitare che Dio mi possa perdonare…
Non così… Noi misuriamo sempre Dio dalla nostra colpa. Diciamo: se il peccato è piccolo Dio mi perdona subito, se il peccato è grave Gli occorre tempo…
A voi servono due minuti per riconoscere di aver peccato; ma al Signore non occorre tempo per perdonare, il Signore perdona subito e voi dovete essere pronti per chiedere e accettare il Suo perdono e non lasciate che Satana approfitti di questi momenti di sbandamento, di deserto.
Chiamatelo come siete, andate avanti subito; davanti a Dio non dovete presentarvi belli e preparati; no, ma andate a Dio come siete così che Dio possa rientrare subito nella vostra vita anche nei momenti in cui si è più peccatori.
Proprio quando ti sembra che il Signore ti ha lasciato è quello il momento di tornare, presentandoti così come sei.

Statua della Madonna di Medjugorje che piange…

Statua della Vergine Maria nella cappella presso l’Università Cattolica nella città di Danli in Honduras, ha lasciato le lacrime. Le lacrime sul volto della statua della Madonna sono apparse la scorsa settimana.I media locali, tra cui il quotidiano La Tribuna è ancora alla ricerca di spiegazioni del fatto per capire se si tratta della condensazione o è un fatto inspiegabile.- Eravamo alla ricerca di una spiegazione logica, ma non l’abbiamo trovato. Non riusciamo a capire per come delle lacrime sul viso della Madonna – ha detto Ivis Romero, coordinatore del centro pastorale dell’Università Cattolica, per La Tribune.Lui era con diverse persone che sono state tra i primi a vedere lo strano fenomeno. Poi la notizia si è diffusa in tutto il paese.Famoso cardinale Maradiaga ha detto che la Madre di Dio piange perché i suoi figli si uccidono a vicenda. E ‘interessante il fatto che la statua si trova nella cosiddetta “piccolo Medjugorje.”In particolare, in Danli è stato costruito “Medjugorje in piccolo “ispirato da questa famosa parrocchia dell’Erzegovina.Come si apprende da una pellegrina di Medjugorje, che risiedeva a Danli, là si trova la chiesa di san Giacomo come a Medjugorje, hanno fatto la Croce alta 25 metri e Podbrdo con 20 stazioni del rosario e la Croce Blu.Proprio nella chiesa di San Giacomo che è stata costruita sul modello di Medjugorje, si sono notate le lacrime sulla statua della Madonna. Questa parrocchia San Giacomo in Danli è stata dichiarata dall’arcivescovo locale come il santuario e l’iniziatore della costruzione del santuario è stato il Dott. Elio Alvarenga, rettore dell’Università Cattolica Honudrasa “Nostra Signora Regina della Pace”.E ‘interessante notare che in Danli si svolge il festival della gioventù organizzato sul modello di Medjugorje.

Perdonami…

“Signore, perdonami… ed in segno del perdono dammi la tua santa benedizione

e benedicimi con una larga benedizione.

Benedicimi l’ anima con tutte le sue potenze,

benedicimi la memoria affinché si ricordi sempre di te,

benedicimi l ‘ intelletto affinché pensi sempre a te,

benedicimi la volontà affinché desideri sempre te.

Benedicimi il corpo con tutti i sensi,

l’ aria che respiro,

la terra che calpesto,

l’ acqua che bevo,

benedicimi i terreni, i seminati, gli affari,

benedicimi tutta la famiglia.

Benedicimi, Signore, nel tempo,

benedicimi nell’eternità

e questa benedizione

ti prego di darmela per caparra di quella

che mi dovresti dare nel punto della mia morte,

e benedicimi nel giudizio finale.

Amen.

BEATO TOMMASO MARIA FUSCO

 

“Che cosa desideri, Madre di Dio?”. La risposta fu :“Desidero che ogni giorno recitiate il Rosario”.

Il 27 giugno 1877 la Santa Vergine apparve per la prima volta, sopra una pianta accanto alla chiesa parrocchiale, a Justyna Szafryńska e Barbara Samulowska, rispettivamente di 13 e 12 anni.

Madonna di Gietrzwald

La Madonna, parlando in polacco – lingua allora severamente vietata, in quanto gli abitanti della zona erano oggetto di una massiccia opera di germanizzazione voluta dal Kulturkampf (Lotta per la civiltà), che oltre al polacco voleva sradicare la religione cattolica – si presentò come l’Immacolata Concezione, chiese che si recitasse il Santo Rosario e annunciò la fine della persecuzione religiosa cui gli occupanti prussiani assoggettavano i polacchi.

L’8 Settembre la Madonna benedisse l’acqua di una fonte che si trovava presso l’acero delle apparizioni, assicurando che avrebbe operato guarigioni miracolose. Anche altre persone videro Maria di Nazareth, tra cui Elisabetta Wieczorek (23 anni) ed Elisabetta Bilitewska (45 anni). In totale ci furono 160 apparizioni.

Le autorità del luogo cercarono invano di impedire i pellegrinaggi, che sempre più numerosi si stavano verificando, comminando pesanti multe ed incarcerando il parroco. Il Vescovo permise il culto ed istituì una commissione d’indagine che però non emise alcun giudizio. Nel 1970 venne eretta una chiesa. Le apparizioni sono state riconosciute canonicamente l’11 Settembre 1977 dall’allora Cardinale Karol Wojtyla.

Entrambe le veggenti si fecero religiose e Barbara (deceduta nel 1950) andò missionaria in Guatemala.

di Italo Zedde, C.M.

Verso la fine del secolo XIX, ebbero luogo delle apparizioni della Madonna in un piccolo villaggio a nord della Polonia. Esse durarono dal 27 giugno al 16 settembre 1877. Le due veggenti furono Barbara Samulowska e Justyna Szafryńska, che entrarono in seguito nelle Figlie della Carità.
Il 2 febbraio 2005, l’arcivescovo Edmondo Michele Piszcz, nella Basilica della Beata Vergine di Gietrzwald, costituiva il tribunale diocesano per la beatificazione di Suor Barbara Samulowska, la quale davanti a quella basilica, poco più di un secolo prima, con la sua amica Giustina, ricevette le apparizioni della Madonna.

Gietrzwald si trova in una zona della Polonia molto ricca di storia e di bellezze naturali, nella regione (voivodato) della Warmia-Masuria. Il nostro interesse tuttavia è soprattutto per la regione e la diocesi di Warmia. Al tempo delle apparizioni, la regione era sotto il dominio prussiano, particolarmente duro e severo perché polacchi e perché cattolici. Nel 1873, pochi anni prima delle apparizioni, la lingua polacca fu proibita in tutte le scuole di Warmia, e sotto la Kulturkampf, vennero soppresse tutte congregazioni religiose, eccetto quelle che si occupavano dei malati, come quelle delle Figlie della Carità. In questo difficile momento, i fedeli di Gietrzwald, si raccolsero strettamente attorno a un antico quadro della chiesa raffigurante la Madre di Dio con il Bambino Gesù.

Fu proprio in tali circostanze che la Madonna si affacciò a Gietrzwald nel 1877. Il parroco del paese, Agostino Weichsel (1830-1909), di famiglia tedesca, fu convinto dell’autenticità delle apparizioni fin dall’inizio, fondato su buone ragioni… Anche le autorità ecclesiastiche non tardarono ad accettare la veridicità delle apparizioni. Le due veggenti nacquero ambedue a Woryty, a pochi chilometri da Gietrzwald, alla cui parrocchia si faceva riferimento per ogni avvenimento importante. Giustina nacque nel 1864, Barbara nel 1865.

Fu proprio dopo l’esame di catechismo per la prima comunione che Giustina vide la Madonna il 27 giugno 1877, sopra un albero antistante la chiesa parrocchiale, vicino ad una fontana. La ragazza vide sull’albero prima uno splendore straordinario, e poi la Madonna vestita di bianco. Dal 30 giugno anche Barbara vide la Madonna insieme con Giustina. Le apparizioni continuarono quotidianamente fino al 16 settembre 1877, per poco meno di tre mesi. La popolazione cattolica della regione fu profondamente commossa e percepì tali apparizioni come un dono della Madre di Dio al suo popolo, per la perseveranza nella fede così duramente perseguitata. Le ragazze fin dall’inizio non ebbero dubbi che si trattasse della Madonna, e presentavano richieste e domande a nome di tutti. Giustina domandò alla prima apparizione: “Che cosa desideri, Madre di Dio?”. La risposta fu:

“Desidero che ogni giorno recitiate il Rosario”.

Barbara Samulowska, una volta fatta partecipe dell’apparizione, domandò: “Chi sei?”; Ottenne una straordinaria risposta: “Sono la Santissima Vergine Maria, concepita Immacolata”.
Il primo agosto Barbara domandò: “Le parrocchie che ne sono prive otterranno presto dei sacerdoti?”, e ottenne questa risposta: “Se le persone pregheranno con fervore, allora la Chiesa non sarà perseguitata, anzi le parrocchie che ne sono prive riceveranno sacerdoti”. L’11 agosto la Barbara domandò: “La Chiesa in Polonia riacquisterà la libertà?”; Maria semplicemente rispose: “Sì”.
I fedeli affidavano alle ragazze molte richieste per la Vergine. La risposta era quasi sempre: “Recitate il rosario”. Barbara Samulowska, il primo settembre, domandò alla Vergine che cosa desiderava dal parroco di Gietrzwald. Sentì la seguente risposta: “Cerchi sempre di invocarmi, sono sempre stata per lui una protezione e lo sarò fino alla fine”. Particolarmente toccanti furono le parole dette alle ragazze l’8 settembre, giorno della Natività di Maria: “Non rattristatevi, perché Io sarò sempre con voi”. Il 16 settembre con enorme presenza di fedeli, la Vergine si manifestò per l’ultima volta, benedisse la fonte che si trovava nel prato, e affidò le ultime parole: “Recitate il Rosario”.

La commissione istituita dal vescovo di Warmia, già il primo settembre affermava: “Siamo giunti alla conclusione che le apparizioni di Gietrzwald, devono avere un fondamento vero e reale”. Ne elenca quindi le ragioni.

Le apparizioni ebbero subito un insolita risonanza in tutta la Polonia, in Europa e oltre. Il giorno 8 settembre 1877, festa patronale della parrocchia, si radunarono a Gietrzwald 50.000 pellegrini da tutta la Polonia. Negli anni seguenti il numero aumentò. Nel 1879 arrivarono a 70.000, provenienti anche dalla Lituania e dalla Russia. Cifre enormi per l’epoca e per il luogo, scomodo da raggiungere. Nel 1977, centenario delle apparizioni, si tenne a Gietrzwald e Olsztyn in contemporanea un Congresso Mariologico, in cui fu molto considerato il tema delle apparizioni. Al congresso parteciparono il Card. S. Wyszynski e il Card. Karol Wojtyla. La loro presenza e la loro parola contribuì a sottolineare maggiormente la realtà e il significato delle apparizioni stesse. Tanto più che Giovanni Paolo II lo ricordò, quando vi ritornò da Papa nel suo 4° viaggio in Polonia. Tenne infatti a Olsztyn, il 6 giugno 1991, una omelia post Missam piena di ricordi storici e religiosi sulla “santa” Warmia. Ricordò in particolare i luoghi di devozione alla Vergine, nominando in primo luogo Gietrzwald. L’11 settembre 1977 il vescovo di Warmia Giuseppe Drzazga ratificava il culto delle apparizioni della Madre di Dio a Gietrzwald con un decreto la cui conclusione suona: “Confermiamo il culto delle apparizioni della Madre di Dio a Gietrzwald come non contrario alla fede e alla morale cristiana, fondati su fatti degni di fede, che non permettono di escludere il loro carattere soprannaturale e divino”.

Su disposizione del vescovo Filippo Krementz le ragazze furono subito interrogate dai delegati di una commissione vescovile. Per farle sfuggire alla curiosità della gente, che già si faceva intensa, e per evitare che le ragazze si mettessero d’accordo su che cosa dire, furono fatte accogliere ognuna da una famiglia diversa, in due paesi diversi. Il 24 agosto Barbara fu interrogata dalla commissione vescovile. La commissione rimase colpita da tutto il suo atteggiamento sincero, semplice, umile e schietto. Particolari risposte attrassero l’attenzione della commissione, perché indicavano una conoscenza superiore alla educazione delle ragazze. Le suore dovettero trasferire le ragazze a Chelmno per ordine delle autorità prussiane. Furono inviate poi a Pelplin, in un istituto femminile in cui esse potevano continuare la scuola elementare. Le due ragazze in seguito decisero di diventare Figlie della Carità e furono inviate a fare il seminario interno nella Casa Madre di Parigi, dove giunsero il 19 gennaio 1884. La direttrice del seminario lasciò una nota scritta su Barbara Samulowska molto elogiativa della sua vita spirituale e del comportamento. Suor Barbara (che prese il nome di suor Stanislava) viveva e pregava in quegli ambienti dove Santa Caterina Labouré aveva ricevuto le apparizioni della Medaglia Miracolosa. Dopo l’emissione dei primi voti, il 2 febbraio 1889, Suor Stanislava rimase undici anni a Parigi e infine fu mandata, anche su suo espresso desiderio, nella missione del Guatemala.

In Guatemala, a causa di precedenti leggi contro la Chiesa e gli ordini religiosi, potevano operare soltanto le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. Poco tempo dopo il suo arrivo in Guatemala, Suor Stanislava fu nominata direttrice del seminario, e si dedicò con tutto l’impegno alla formazione spirituale delle giovani seminariste. A causa però delle sue fragili condizioni di salute fu inviata ad Antigua, come superiora dell’ospedale della città. Qui diede prova della sua straordinaria dedizione per i poveri. Di lì a poco fu inviata all’ospedale di Quezaltenango. Il personale dell’ospedale di Antigua, per paura di perderla, pensando di fare una cosa buona, scrissero una relazione al nuovo ospedale, accusando la suora di malversazione nell’amministrazione. Arrivando alla sua nuova destinazione la suora fu accolta con molta diffidenza e sospetto per parecchio tempo. La sua pazienza e umiltà convinsero alla fine il personale della sua innocenza. In seguito fu destinata come superiora all’ospedale centrale di Città di Guatemala. Vi giunse poco prima del tremendo terremoto della notte di Natale del 1917, in cui la città rimase devastata. Nel 1919 suor Stanislava fu nominata anche Assistente, cioè vicevisitatrice, con l’incarico di formare le giovani suore. Nel 1923 fece un secondo viaggio a Parigi e da qui fu inviata a Chelmno per accompagnarvi una suora malata. Tornava in patria dopo quasi 40 anni. Ma la paura della reazione delle autorità prussiane, che non cessavano di cercare pretesti contro la popolazione cattolica, le impedì di rivisitare il suo paese e il luogo delle apparizioni. Ma forse la ricerca futura potrà accertare se, dietro questa verosimile giustificazione, non si nascondesse il desiderio di evitare la piccola gloria di essere riconosciuta e applaudita. Se fosse così, ricalcava i passi di Suor Labouré che mantenne il più stretto silenzio sul suo segreto. Tornata in Guatemala, continuò il suo lavoro di sempre.
Gli episodi sul segreto così strettamente tenuto sono numerosi. Una suora, per consolare una postulante che faceva fatica a separarsi dai genitori, le disse: “Coraggio, señorita, non pianga, sarà molto felice quando incontrerà la nostra assistente, che tutti ritengono una santa, perché quando era ragazza in Polonia ebbe il privilegio di vedere la Madonna”. La postulante racconta anche che incontrandosi poco dopo con suor Stanislava, colpita e attratta dalla sua semplicità, le domandò: “E’ vero che lei quando era ragazza ha visto la Santissima Vergine?”. La risposta fu altrettanto semplice: “Oh, ma come è curiosa, lei, signorina!”.

Guatemala. Ivi, dopo una vita di intensa e splendida testimonianza di santità e di carità, si spense nel Signore il 6 dicembre 1950, a 85 anni di età, 66 di vocazione e 54 di missione in Guatemala, spesi soprattutto fra i malati e i poveri. La base del catafalco fu coperta con i colori dell’Immacolata bianco-celeste

Amare il volto di Gesù…

“Conosci la medaglia del Volto Santo di Gesù”? Davanti alla mia stupefatta ignoranza mi si offrì; quindici anni fa, una bella medaglietta dorata con il Volto di Gesù con la scritta: “ILLUMINA, DOMINE, VULTUM TUUM SUPER NOS”
(Illuminaci col tuo Volto o Signore) e sul retro l’ostia Santa con la scritta: “MANE NOBISCUM DOMINE” (Rimani con noi, Signore).

Fu così che incominciai ad interessarmi della immagine del Sacro Volto. Dopo tanti anni quale non fu la mia sorpresa al sentirmi chiedere, da una persona conosciuta qualche mese fa, di “dare un’occhiata” ad un opuscolo contenente varie notizie e preghiere sul S. Volto di Gesù Cristo.
Una “sorpresa” che subito capii essere “dono” anche perché la persona che aveva con tanto amore fatto il lavoro di “raccolta”, circa un anno fa ricevette un messaggio da parte di Gesù che le chiedeva di aiutarlo nel diffondere la conoscenza dell’opera di riparazione al Suo Santo Volto. Quest’anima che da anni diffondeva già l’amore e la riparazione per le sofferenze di Gesù nell’orto del Gethsemani; era completamente ignara di una devozione al Sacro Volto, che risale a molti secoli fa, e si diede attorno per saperne di più.
Qualcuno leggendo si chiederà il “perché” questo particolare amore al Volto di Cristo”? E’ semplicissimo – Se amiamo una persona che cosa balza alla nostra mente pensandola? Il volto. Il volto è la somma della personalità: qualità, carattere, virtù e manchevolezze di un uomo.

Ecco perché nel rapporto con il divino la nostra mente e il nostro cuore vanno al volto di Gesù, tramandatoci dalla Sindone e dal Velo della Veronica. E’ il Volto che migliaia e migliaia di ebrei di duemila anni fa guardarono con ammirazione e amore, oppure con invidia ed odio (vedi i farisei) e che diffondeva pace e forza, dolcezza e coraggio ai grandi e sorrisi tenerissimi ai piccoli.

E’ il Volto che, dal bacio traditore di Giuda fino all’ultimo respiro sulla Croce, emanò amore, pietà e perdono agli uomini d’allora e di oggi.

E’ il Volto di Dio fatto Uomo accarezzato da Maria e baciato dai bambini che festosi e chiassosi 1′ attorniavano.

E’ il Volto che, grondante di sangue e incrostato di sputi e di polvere, tumefatto e contuso, fu amato da Sua Madre, venerato dalla Veronica, dalle pie donne e dal discepolo Giovanni.

E’ il Volto che, da una statua o da un quadro guarda noi, uomini del ventesimo secolo, e parlando con gli occhi ci ripete: vi amo!
Vi amo e vi chiedo di consolarmi, perché consolando Me istantaneamente scenda in voi la Mia Consolazione.
Un Sacerdote

GESU’AD UN’ANIMA: 14/2/87
“La Mia gioia sia nel tuo cuore figlio.

Vivi nella gioia amorosa della riparazione!
Sforzati di aiutarMi in tutti i modi nell’opera di riparazione affinché possa Io riparare i difetti e le manchevolezze della tua anima.

Oh figlio, in questo tempo in cui le Mie creature si rivolgono con INDIFFERENZA alla Croce, con INDIFFERENZA al Mio Sangue, con INDIFFERENZA profonda al Mio Cuore acceso d’amore per loro
CHIEDO A TE
di unirti nell’opera di riparazione del VOLTO MIO, affinché possa IO STAMPARE NEL TUO CUORE L’IMMAGINE MIA ED IL PADRE GUARDARTI ATTRAVERSO IL MIO VOLTO.

E’ vero! Poiché ogni anima che è tersa e lavata nel Mio Sangue diventa come un velo bianco e immacolato. E in essa, tramite l’amore, deterge il Mio Volto sputato e disprezzato. Così IO IMPRIMO in loro i Miei lineamenti Divini, così si stampa nell’anima PER SEMPRE l’impronta del Suo Signore e Maestro ed IL PADRE GUARDERA’ ETERNAMENTE QUELL’ANIMA ATTRAVERSO IL MIO VOLTO.

MI CONSOLA TANTO, figlio, QUANDO TU MI VIENI A TROVARE NELUORTO DEL
GETHSEMANI NELLA PROFONDA SOLITUDINE DI CHI AMA.

Quanta freddezza! Quanto buio! Quanto buio interiore in questa notte del Gethsemani che iniziò in quel giovedì e che si concluderà all’ultimo giorno del giudizio.

Quanto è fredda questa notte! Non c’è nemmeno la luna in cielo che rischiari un pò le tenebre, poiché l’uomo ha amato le tenebre.

E la luna? La luna è Maria! E’ Lei che rischiara per riflesso la nostra notte, ma le tenebre sono fitte e profonde.

Oh dunque figlio! QUANDO TU MI VIENI A TROVARE NEL GETHSEMANI TROVI ME
AFFLITTO E ABBANDONATO ALLA PIU’ TRISTE SCONSOLAZIONE.

Oh figlio, VORREI CHE TANTE ANIME VENISSERO A CONSOLARMI E INVECE SONO POCHISSIME QUELLE A CUI E’ DATA QUESTA PARTICOLARE GIOIA. Grazie, dico IO a te!
Io, figlio, capisci? Perché ti amo! Ti amo grandemente! Ti dico Grazie! Grazie per tutto quello che fai! Grazie per l’amore verso il tuo Signore!
Grazie per quando Mi guardi con amore!
ED ORA FIGLIO, CERCA DI DIFFONDERE
L’OPERA DELLA RIPARAZIONE COSI’ CHE TU POSSA ESSERE UNA DI QUELLE ANIME CHE DETERGONO IL MIO VOLTO DALLE INGRATITUDINI DEI CUORI UMANI.

Viva in te sempre la Mia pace, la vera pace. Cioè il sapere di essere amato! Cioè il sapere di possedermi nell’intimo del tuo cuore.

Ti benedico figlio e il tuo Signore e Maestro è dinanzi a te per guidare i tuoi passi, verso di te per proteggerti da ogni male, è dietro te per custodirti dalle insidie del maligno.

Ti benedico nel nome del Padre, nel nome Mio e dello Spirito Santo.

Gesù ha chiesto di diffondere e far conoscere come vuole che sia onorato il Suo Santo Volto tramite “un amico del Gethsemani” che da anni si prodiga per far meditare e propagare la devozione della SS. Passione del Gethsemani e fa capire come gli sia tanto gradita la veglia di riparazione nella notte tra il giovedì e il venerdì.
E’ lo stesso “Volto” delle sofferenze spirituali di Gesù che ha sudato sangue per i nostri peccati facendo Sue tutte le nostre colpe. S. VOLTO e GETHSEMANI: il dolore e l’annientamento di un Uomo-Dio.

PREGHIERA A GESU’ AGONIZZANTE NEL GETHSEMANI

O Gesù, che nell’eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori, doni tante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del Gethsemani, ti prego di voler disporre il cuore e l’anima mia a pensare spesso alla tua amarissima Agonia nell’Orto, per compatirti e unirmi a te il più possibile.

Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono di una perfetta contrizione per le mie numerose colpe che ti fecero sudare sangue.

Gesù benedetto, per la tua fortissima lotta del Gethsemani, dammi di poter riportare completa e definitiva vittoria nelle tentazioni e specialmente in quella cui vado maggiormente soggetto.

O Gesù appassionato, per le ansie, i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sofferto nella notte in cui fosti tradito, dammi una grande luce per compiere la tua volontà e fammi pensare e ripensare all’enorme sforzo e alla impressionante lotta che vittoriosamente sostenesti per fare non la tua ma la volontà del Padre.

Sii benedetto, o Gesù, per l’agonia e le lacrime che versasti in quella notte santissima. Sii benedetto, o Gesù, per il sudore di sangue che avesti e per le angoscie mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai uomo potrà concepire. Sii benedetto, o Gesù dolcissimo ma immensamente amareggiato, per la preghiera umanissima e divinissima che sgorgò dal tuo Cuore agonizzante nella notte dell’ingratitudine e del tradimento.

Eterno Padre, ti offro tutte le Sante Messe passate, presenti e future unito a Gesù agonizzante nell’Orto degli ulivi.

Santissima Trinità, fa che si diffonda nel mondo la conoscenza e l’amore per la S.S. Passione del Gethsemani.

Fà, o Gesù, che tutti coloro che ti amano, vedendoti crocefisso, ricordino anche le inaudite pene tue nell’Orto e, seguendo il tuo esempio, imparino a ben pregare, combattere e vincere per poterti poi glorificare eternamente in cielo. Così sia.

23.XI. 1963 Con approvazione ecclesiastica + Macario, Véscovo di Fahriano

PREGHIERA

Io Ti saluto, Ti adoro, Ti amo Gesù Salvatore coperto di nuovi oltraggi dai bestemmiatori. Io Ti offro per mezzo del Cuore della Divina Madre Maria come incenso e profumo di gratissimo odore, gli omaggi degli Angeli e di tutti i Santi, supplicandoti umilmente per la virtù del Tuo Santo Volto, di riparare e ristabilire in me e in tutti gli uomini del mondo, la Tua immagine sfigurata dai peccati. Amen.

GESU’, MARIA VI AMO, SALVATE ANIME…

Nel messaggio di 25 luglio 2005 la Madonna a Medj. ha detto: “Cari figli, vi invito a riempire la vostra giornata con brevi e ardenti preghiere”.

Ci sono innumerevoli brevi e ardenti preghiere, e probabilmente ognuno di noi ha la sua preferita che desidera dire più spesso. Scoprire la loro origine sarebbe un lavoro arduo, ma credo si possa dire che tutti sono ispirati: dall’Amore per amore, amore per le anime e per ognuno di noi. Sarebbero le giaculatorie. Ce n’è una molto bella ispirata alla Serva di Dio Sr. Maria Consolata Betrone.

Per lei tutto iniziò con la lettura della “Storia di un Anima” di Santa Teresina del Bambino Gesù, ma Consolata, a sua volta, ebbe esperienze mistiche, ed è ricordata per la sua “piccolissima via” che è accessibile alle anime e che si può racchiudere in tre punti essenziali:

1 Offrire un atto incessante d’amore col cuore: “Gesù, Maria Vi amo, salvate anime”.

2 Offrire un sì a tutti e col sorriso, vedendo Gesù in tutti.

3 Offrire un sì a tutto, sempre ringraziando.

Un atto d’amore è anche atto di riparazione: Gesù ha specificato: Un “Gesù ti amo” ripara mille bestemmie. Ma l’importanza di questa invocazione, corta e potentissima si può capire dalle parole di Gesù che suor Consolata ha scritto nel suo diario: “Non ti chiedo che questo: un atto d’amore continuo, GESU’, MARIA VI AMO, SALVATE ANIME…

Consolata fu invitata da Gesù a intensificare la preghiera senza indugiare: “Non perdere tempo perché ogni atto d’amore rappresenta un’anima. Di tutti i doni, il dono maggiore che tu possa offrirmi è una giornata ripiena d’amore. Io desidero un incessante ‘Gesù, Maria vi amo, salvate anime’ da quando ti alzi a quando ti corichi”.

L’atto d’amore che Gesù vuole incessante non dipende dalle parole che si pronunciano con le labbra, ma è un atto interiore, della mente che pensa ad amare, della volontà che vuole amare, del cuore che ama. La formula ‘Gesù, Maria vi amo’ vuol essere semplicemente un aiuto.

Alla mistica tedesca, Justine Klotz (1888-1984) il Signore ha ispirato una giaculatoria simile con un riguardo particolare verso i sacerdoti: “Gesù, Maria Vi amo, salvate anime sacerdotali, salvate anime”. Quando si prega per un sacerdote non si prega soltanto per lui. Un sacerdote santo porterà al sicuro nel ovile anche molte altre anime, ma hanno bisogno di essere sostenuti dalla nostra preghiera. Facciamo un grande dono alla Chiesa, a noi stessi e al mondo quando preghiamo per i sacerdoti. E che il Signore ci mandi tante, sante vocazioni!