No alla comunione sulla Mano…Gesù va ricevuto in ginocchio e da mani Consacrate…

Sarah: c’è un attacco diabolico all’Eucaristia, che si riceve sulla lingua inginocchiati

Il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

La Comunione si riceve sulla lingua, in ginocchio. Non in altri modi. Lo sottolinea il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il Porporato lo scrive nella prefazione al libro di don Federico Bortoli «La distribuzione della Comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali» (Edizioni Cantagalli), in cui denuncia un attacco diabolico multiplo all’Eucaristia.

La premessa del Porporato è basata sull’Angelo di Fatima: «Prima dell’apparizione della Vergine Maria, nella primavera del 1916, apparve a Lucia, Giacinta e Francesco, e disse loro: “Non abbiate paura, io sono l’Angelo della Pace. Pregate con me”». Nella primavera del 1916, «alla terza apparizione dell’Angelo, i bambini si resero conto che l’Angelo, sempre lo stesso, teneva nella sua mano sinistra un calice, sul quale era sospesa un’ostia. Diede la santa Ostia a Lucia, e il Sangue del calice a Giacinto e Francesco, che rimasero in ginocchio, mentre diceva: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio”».

Sarah afferma che questa scena «ci indica come noi dobbiamo comunicare al Corpo e al Sangue di Gesù Cristo». E la preghiera «di riparazione dettata dall’Angelo, purtroppo, è tutt’altro che obsoleta», dice il Porporato.

Il Cardinale spiega poi quali sono «gli oltraggi che Gesù riceve nell’Ostia santa».

In primo luogo quelli contro il Sacramento stesso: «Le orribili profanazioni, di cui alcuni ex-satanisti convertiti hanno dato notizia e raccapricciante descrizione»; oltraggi sono anche «le Comunioni sacrileghe, ricevute non in grazia di Dio, o non professando la fede cattolica (mi riferisco a certe forme della cosiddetta “intercomunione”)».

Secondo elemento: «Tutto ciò che potrebbe impedire la fruttuosità del Sacramento, soprattutto gli errori seminati nelle menti dei fedeli perché non credano più nell’Eucaristia». Per Sarah le «terribili profanazioni che si svolgono nelle cosiddette “messe nere” non feriscono direttamente Colui che nell’Ostia è oltraggiato», finendo solo sugli «accidenti del pane e del vino. Certo, Gesù soffre per le anime dei profanatori, per i quali ha versato quel Sangue che essi così miseramente e crudelmente disprezzano. Ma Gesù soffre di più quando lo straordinario dono della sua divino-umana Presenza eucaristica non può portare i potenziali effetti nelle anime dei credenti».

Così si comprende come il «più insidioso attacco diabolico consista nel cercare di spegnere la fede nell’Eucaristia, seminando errori e favorendo un modo non confacente di riceverla». Lo scopo di Satana è il «Sacrificio della Messa e la Presenza reale di Gesù nell’Ostia consacrata».

E questo tentativo di «rapina segue a sua volta due binari: il primo è la riduzione del concetto di “presenza reale”. Molti teologi non cessano di dileggiare o di snobbare – nonostante i continui richiami del Magistero – il termine “transustanziazione”».

Per il Prefetto del Culto Divino la fede nella presenza reale «può influenzare il modo di ricevere la Comunione, e viceversa». Riceverla sulla mano comporta «indubbiamente una grande dispersione di frammenti; al contrario, l’attenzione alle più piccole bricioline, la cura nel purificare i vasi sacri, non toccare l’Ostia con le mani sudate, diventano professioni di fede nella presenza reale di Gesù, anche nelle parti più piccole delle specie consacrate: se Gesù è la sostanza del Pane Eucaristico, e se le dimensioni dei frammenti sono accidenti soltanto del pane, ha poca importanza quanto un pezzo di Ostia sia grande o piccolo! La sostanza è la medesima! È Lui!», esclama.

Al contrario, la disattenzione ai frammenti fa «perdere di vista il dogma: pian piano potrebbe prevalere il pensiero: “Se anche il parroco non fa attenzione ai frammenti, se amministra la Comunione in modo che i frammenti possano essere dispersi, allora vuol dire che in essi non c’è Gesù, oppure c’è “fino a un certo punto”».

L’altro «binario» su cui si «snoda l’attacco contro l’Eucaristia è il tentativo di togliere dal cuore dei fedeli il senso del sacro». Scrive Sarah: «Mentre il termine “transustanziazione” ci indica la realtà della presenza, il senso del sacro ce ne fa intravedere l’assoluta peculiarità e santità. Che disgrazia sarebbe perdere il senso del sacro proprio in ciò che è più sacro! E come è possibile? Ricevendo il cibo speciale allo stesso modo di un cibo ordinario».

La liturgia è fatta da molti «piccoli riti e gesti – ognuno di essi è capace di esprimere questi atteggiamenti carichi di amore, di rispetto filiale e di adorazione verso Dio. Proprio per questo è opportuno promuovere la bellezza, l’appropriatezza e il valore pastorale di una pratica sviluppata durante la lunga vita e tradizione della Chiesa, cioè l’atto di ricevere la Santa Comunione sulla lingua e in ginocchio». Dice il Cardinale: «La grandezza e la nobiltà dell’uomo, così come la più alta espressione del suo amore verso il suo Creatore, consiste nel mettersi in ginocchio davanti a Dio. Gesù stesso ha pregato in ginocchio alla presenza del Padre».

Sarah propone l’esempio di due «grandi santi dei nostri tempi: Giovanni Paolo II e Teresa di Calcutta. L’intera vita di Karol Wojtyła – ricorda – è stata segnata da un profondo rispetto per la Santa Eucaristia. Malgrado fosse estenuato e senza forze si è sempre imposto di inginocchiarsi davanti al Santissimo. Era incapace di inginocchiarsi e alzarsi da solo. Aveva bisogno di altri per piegare le ginocchia e poi alzarsi. Fino ai suoi ultimi giorni, ha voluto darci una grande testimonianza di riverenza al Santissimo Sacramento».

Si domanda Sarah: «È veramente troppo umiliante prostrarsi e stare in ginocchio davanti al Signore Gesù Cristo?».

Santa madre Teresa di Calcutta, «religiosa eccezionale che nessuno oserebbe trattare da tradizionalista, fondamentalista o estremista, la cui fede, santità e dono totale di sé a Dio e ai poveri sono da tutti noti, aveva un rispetto ed un culto assoluto verso il Corpo divino di Gesù Cristo. Certamente, ella toccava quotidianamente la “carne” di Cristo nei corpi deteriorati e sofferenti dei più poveri dei poveri». Eppure, «riempita di stupore e di rispettosa venerazione, Madre Teresa si asteneva di toccare il Corpo transustanziato del Cristo; piuttosto ella lo adorava e lo contemplava silenziosamente, rimaneva per lungo tempo in ginocchio e prostrata davanti a Gesù Eucaristia». Inoltre, riceveva la Comunione «nella sua bocca, come un piccolo bambino che si lasciava umilmente nutrire dal suo Dio».

Altro interrogativo: «Perché ci ostiniamo a comunicare in piedi e sulla mano? Perché questo atteggiamento di mancanza di sottomissione ai segni di Dio?». Poi ammonisce: «Che nessun sacerdote osi pretendere di imporre la propria autorità su questa questione rifiutando o maltrattando coloro che desiderano ricevere la Comunione in ginocchio e sulla lingua: veniamo come i bambini e riceviamo umilmente in ginocchio e sulla lingua il Corpo di Cristo».

Sarah poi sostiene che ricevere l’Eucaristia sulla mano è diventata prassi perché «per una riforma liturgica che avrebbe dovuto essere omogenea con i riti precedenti, una concessione particolare è divenuta il grimaldello per forzare e svuotare la cassaforte dei tesori liturgici della Chiesa».

Il Prefetto del Culto Divino cita anche il papa emerito Benedetto XVI, «che negli ultimi anni del suo pontificato volle distribuire l’Eucaristia in bocca e in ginocchio».

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Ho sete di te…

HO SETE DI TE…

0B336648-2368-4BC9-9082-87636561C961È vero. Sono alla porta del tuo cuore, giorno e notte. Anche quando non stai ascoltando, anche quando dubiti che possa essere io, sono qui: sperando per il più piccolo segnale di risposta, il più piccolo segno di invito che mi permetta di entrare.

E voglio che tu sappia che verrò ogni volta che mi inviti. Vengo in silenzio, non visto, ma con una potenza e un amore infiniti, portando i molti doni del mio Spirito. Vengo con la mia misericordia, con il mio desiderio di perdonarti e di guarirti, con un amore che va oltre la tua comprensione. Un amore presente in ogni dettaglio, talmente grande come l’amore che ho ricevuto dal Padre mio. «Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi» (Gv 15, 10).

Vengo ora per consolarti e darti forza, affinché ti possa alzare e fasciare ogni tua ferita. Ti porto la mia luce, per dissipare le tenebre in te e ogni tuo dubbio. Vengo con la mia potenza, che mi permette di arrivare a te; con la mia grazia, per toccare il tuo cuore e trasformare la tua vita. Vengo con la mia pace, per tranquillizzare la tua anima.

Ti conosco come il palmo della mia mano, so tutto di te, ho contato perfino i capelli sulla tua testa. Non c’è nulla nella tua vita che non sia importante per me. Ti ho seguito negli anni e ti ho amato sempre, anche nei tuoi smarrimenti. Conosco ognuno dei tuoi problemi. Conosco le tue necessità e le tue preoccupazioni e sì, conosco tutti i tuoi peccati, che ti allontanano da Me. Ma io non smetto di chiamarti, non mi stanco di tenere le braccia aperte per riaccoglierti. Perché ti amo. Ti amo per quello che sei, per la bellezza e la dignità che il Padre mio ti ha dato creandoti a sua propria immagine, una dignità che hai spesso dimenticato, una bellezza che il peccato ha offuscato. Ho versato il mio sangue per la tua salvezza: nella Croce puoi vedere gli effetti della tua ingratitudine, ma anche il Mio amore per te. E se un giorno con umiltà del cuore vorrai ritornare, la mia Grazia guarirà le tue ferite: ti darò la forza per liberarti dal peccato, risponderò al grido del tuo cuore di rompere le catene del male.

Io so cosa c’è nel tuo cuore, conosco la tua solitudine e tutte le tue ferite, i rifiuti, i giudizi e le umiliazioni. Io ho portato tutto questo sulle mie spalle prima di te. E l’ho fatto per te, in modo che tu possa condividere la mia forza e la mia vittoria. Conosco soprattutto il tuo bisogno di amore, so che sei così assetato di amore e di tenerezza. Ma quante volte hai voluto soddisfare la tua sete invano, cercando egoisticamente quell’amore, cercando di riempire il vuoto dentro di te con piaceri passeggeri, con il vuoto ancora più grande del peccato. Il peccato non ti potrà mai soddisfare né donarti la pace che desideri. Tutto quello che hai cercato all’infuori di me ti ha soltanto reso più vuoto, in modo da non legarti alle cose di questo mondo; ma soprattutto da non abbandonarmi quando cadi. Vieni a me senza indugio perché quando affidi a me i tuoi peccati, mi doni la gioia di essere il tuo Salvatore. Non c’è niente che io non possa perdonare e guarire. Hai sete di amore? «Chi ha sete venga a me e beva» (Gv 7, 37). Io ti soddisferò e ti riempirò. Hai sete di essere amato? Ti amo più di quanto tu possa immaginare… al punto di morire sulla croce per te.

Ho sete di te. Sì, questo è l’unico modo con cui posso appena iniziare a descrivere il mio amore. Ho sete di te. Ho sete di amarti e che tu mi ami. Sei così prezioso per me che ho sete di te. Vieni a me, e riempirò il tuo cuore e lenirò le tue ferite. Farò di te una nuova creatura e ti darò la pace, anche durante le tue prove. Ho sete di te. Non dubitare mai della mia misericordia, del mio desiderio di perdonarti, della mia volontà di benedirti e di vivere la mia vita in te, e non dubitare mai del fatto che io ti accetto, non importa cosa tu abbia fatto. Ho sete di te. Se ti senti di poco valore agli occhi del mondo, non importa. Non c’è nessuno che mi interessa al mondo più di te. Ho sete di te. Apriti a me, vieni a me, abbi sete di me, dammi la tua vita. Ti dimostrerò che sei così prezioso al mio cuore.

Non ti rendi conto che il Padre mio ha un piano perfetto per trasformare la tua vita, già da questo momento? Confida in me. Chiedimi tutti i giorni che io entri e che io mi prenda cura della tua vita, e io lo farò. Ti prometto davanti a mio Padre nel Cielo che farò miracoli nella tua vita. Perché farei questo? Perché ho sete di te. L’unica cosa che ti chiedo è di confidare completamente in me. Io farò tutto il resto.

Già vedo il posto che il Padre mio ha preparato per te nel mio Regno. Ricorda che sei pellegrino in questa vita, sei sulla strada di casa. Non importa quanto lontano hai vagato, non importa quante volte mi hai dimenticato, non importa quante croci porti in questa vita, c’è qualcosa che voglio che tu ricordi sempre e che non cambierà mai. Ho sete di te, così come sei. Non è necessario cambiare per credere nel mio amore, perché sarà la tua fiducia in questo amore che ti farà cambiare. Ti dimentichi di me ma tuttavia ti cerco a ogni ora del giorno e sono davanti alla porta del cuore e ti chiamo. È difficile crederci? Poi guarda la Croce, guarda il mio Cuore che fu trafitto per te. Non hai compreso la mia Croce? E poi ascolta di nuovo le mie parole, capirai chiaramente il motivo per cui ho sopportato tutto questo per te: “Ho sete” (Gv 19, 28). Per tutta la tua vita ho desiderato il tuo amore. Non ho mai smesso di cercarlo e di desiderare di essere corrisposto. Hai provato molte cose nella tua ricerca della felicità. Perché non provi ad aprirmi il cuore, in questo stesso momento, aprirlo più di quanto non abbia mai fatto prima?

Quando finalmente aprirai le porte del tuo cuore e sarai abbastanza vicino, sentirai dire più e più volte, non in semplici parole umane ma nello spirito: “Non importa quello che hai fatto, ti amo per te stesso”. “Vieni a me con la tua miseria e i tuoi peccati, con i tuoi problemi e bisogni e con tutto il tuo desiderio di essere amato”. “Sono alla porta del tuo cuore e chiamo… aprimi, perché ho sete di te”.

Ogni qualvolta apri la porta del tuo cuore, e vieni vicino, Mi sentirai ripetere incessantemente: “Non importa quello che tu abbia fatto, ti amo per il tuo bene. Vieni a Me con la tua miseria e il tuo peccato, con le tue angosce e le tue necessità, col tuo desiderio di essere amato. Io sto alla porta del tuo cuore e busso… ApriMi, perché HO SETE DI TE…

(it.aleteia.org)

«Gesù è Dio, per cui il suo amore, la sua sete, sono infinite. Lui, il creatore dell’universo chiedeva l’amore delle sue creature. Ha sete del nostro amore… Queste parole: “Ho sete” – non riecheggiano nelle vostre anime? » (Madre Teresa)

 

Messaggio del 25 Maggio 2018…Medjugorje

IMG_2121Messaggio dato alla veggente Marija

“Cari figli! In questo tempo inquieto vi invito ad avere più fiducia in Dio che è il Padre vostro nei cieli e che mi ha mandato per condurvi a Lui. Voi, aprite i vostri cuori ai doni che Lui desidera darvi e nel silenzio del cuore adorate mio Figlio Gesù, che ha dato la Sua vita affinché viviate nell’eternità dove desidera condurvi. La vostra speranza sia la gioia dell’incontro con l’Altissimo nella vita quotidiana. Per questo vi invito: non trascurate la preghiera perché la preghiera fa miracoli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Messaggio del 2 maggio 2018…Medjugorje

Cari figli, mio Figlio, è luce d’amore, tutto ciò che ha fatto e fa, l’ha fatto per amore. Così anche voi, figli miei, quando vivete nell’amore e amate il vostro prossimo, fate la volontà di mio Figlio. Apostoli del mio amore, rendetevi piccoli, aprite i vostri cuori puri a mio Figlio affinché possa operare per mezzo di voi. Con l’aiuto della fede riempitevi di amore, figli miei, non dimenticate che l’Eucarestia è il cuore della fede: è mio Figlio che vi nutre con il suo Corpo e vi fortifica con il suo Sangue; è il miracolo dell’amore; è mio Figlio che sempre nuovamente viene vivo per rinnovare le anime. Figli miei, vivendo nell’amore compiete la volontà di mio Figlio e Lui vive in voi. Figli miei, il mio desiderio materno è che lo amiate sempre di più. Lui vi chiama con il Suo amore, vi dona l’Amore perché lo diffondiate a tutti coloro che vi circondano. Per il suo Amore sono con voi come Madre affinché vi dica parole d’amore e di speranza, affinché vi dica parole di vita eterna che vincono sul tempo e sulla morte, affinché vi inviti ad essere miei apostoli d’amore. Vi ringrazio

Domenica 8 Aprile 2018 è la Festa della Divina Misericordia,festa voluta da Gesù Cristo.

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La festa della Divina Misericordia è stata istituita ufficialmente da Giovanni Paolo II nel 1992 che la fissò per tutta la Chiesa nella prima domenica dopo Pasqua, la cosiddetta “Domenica in albis”.

Dove è stata celebrata per prima questa ricorrenza?

Il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi in Polonia. Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia – Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l’indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diariosappiamo che suor Faustina Kowalska fu la prima a celebrare individualmente questa festa con il permesso del confessore.

Quali sono le origini della festa?

Gesù, secondo le visioni avute da suor Faustina e annotate nel Diario, parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia”. Negli anni successivi  Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.

Perché è stata scelta la prima domenica dopo Pasqua?

La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore“. Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo. Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l’istituzione della festa: “Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (…). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre”. La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che “elargirà grazie di ogni genere”.

Come si festeggia?

Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:
– che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;
– che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia. “Sì, – ha detto Gesù – la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l’azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all’immagine che è stata dipinta”.

Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:

– che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;

– che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina (Q. II, p. 227) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.

“Sì, – ha detto Gesù – la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l’azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all’immagine che è stata dipinta” (Q. II, p. 278).

La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse:

– “In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene” (Q. I, p. 132) – ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: “la remissione totale delle colpe e castighi”. Questa grazia – spiega don I. Rozycki – “è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest’ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (…). E’ essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l’ha innalzata al rango di “secondo battesimo”. E’ chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia” (R., p. 25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione – come dice don I. Rozycki – può essere fatta prima (anche qualche giorno). L’importante è non avere alcun peccato.

Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto che “riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia“, poiché‚ “in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto” (Q. II, p. 267).Don I. Rozycki scrive che una incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi:

– tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa;

– Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni – sia alle singole persone sia ad intere comunità;

– tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia (R., p. 25-26).

…Con tutto il nostro cuore,con la nostra miseria,non dobbiamo avere paura,avviciniamoci a lui con tanta fiducia,sincerità ,confessiamoci e riceviamo con tutto il cuore Gesù Cristo,venuto sulla terra per salvarci …Lui ci Ama e desidera dal nostro cuore solo Amore …fidiamoci di lui è diciamo con tutto il cuore…Signore io ho bisogno di te oggi è per sempre,Attirami a te e stringimi forte a te affinché io non possa più lasciarti…non guardare i miei peccati,tocca il mio cuore,convertimi al tuo Amore e da oggi fammi camminare sempre con te al mio  fianco…Gesù ti Amo,Gesù io confido in te!!!!💗

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Messaggio del 2 Aprile 2018…Medjugorje

 

IMG_6025“Cari figli, per mezzo del grande amore del Padre Celeste, sono con voi come vostra Madre e voi siete con me come miei figli, come apostoli del mio amore che senza sosta raduno attorno a me. Figli miei, voi siete quelli che, con la preghiera, dovete abbandonarvi in totalità a mio Figlio, affinché non siate più voi a vivere, ma mio Figlio in voi; in modo che tutti quelli che non lo conoscono, lo vedano in voi e desiderino conoscerlo. Pregate che vedano in voi umiltà decisa e bontà, disponibilità a servire gli altri; che vedano che voi vivete col cuore la vostra vocazione nel mondo, in comunione con mio Figlio. Che vedano in voi mitezza, tenerezza ed amore verso mio Figlio, come anche verso i vostri fratelli e sorelle. Apostoli del mio amore, dovete pregare molto e purificare i vostri cuori, in modo che siate voi i primi a camminare sulla via di mio Figlio; in modo che siate voi i giusti uniti dalla giustizia di mio Figlio. Figli miei, come miei apostoli dovete essere uniti nella comunione che scaturisce da mio Figlio, affinché i miei figli che non conoscono mio Figlio riconoscano una comunione d’amore e desiderino camminare sulla via della vita, sulla via dell’unità con mio Figlio. Vi ringrazio”.

In spasgnolo è ancora provvisorio come traduzione:
Medjugorje, 2 aprile 2018.

“Queridos hijos, con gran amor del Padre Celestial estoy con vosotros como Madre vuestra, y vosotros conmigo como hijos míos, como apóstoles de mi amor que continuamente reúno en torno a mí. Hijos míos, vosotros sois aquellos que con la oración os debéis dar completamente a mi Hijo: que ya no viváis vosotros sino mi Hijo en vosotros. Así todos aquellos que no conocen a mi Hijo lo verán en vosotros y desearan conocerlo. Orad para que en vosotros vean segura humildad y bondad, prontitud en servir a los demás; que en vosotros vean que vivís con el corazón la llamada terrena en comunión con mi Hijo; que en vosotros vean dulzura y amor hacia mi Hijo, como hacia sus hermanos y hermanas. Apóstoles de mi amor, debéis orar mucho, purificar vuestros corazones, para que vosotros los primeros caminéis por el camino de mi Hijo; para que seáis justos, unidos con la justicia de mi Hijo. Hijos míos, como mis apóstoles debéis estar unidos en la comunión que deriva de mi Hijo, para que mis hijos que no conocen a mi Hijo lo reconozcan en la comunión en el amor, y deseen caminar en el camino de la vida por el camino de la unión con mi Hijo. Os doy las gracias”.

La Virgen ha bendecido a todos los presentes y todos los objetos religiosos. Después, como la Reina de la Paz desea, los sacerdotes han bendecido a todos los presentes y todos los objetos religiosos.

Preghiera del volto sanguinante di Gesù Cristo…

O Volto dolorante e sofferente del Figlio di Dio, o Volto augusto del Figlio della Vergine, insieme alla Chiesa Ti consacro oggi e sempre tutto il mio essere ed ogni creatura. Ti offro per le mani purissime della Regina Immacolata le preghiere, le azioni, le sofferenze di ogni giorno per espiare e riparare i nostri peccati: pietà per tutte le anime, pietà per il mondo intero! Ti lodo, Ti adoro e ti amo, Volto santissimo del mio dolce Salvatore, espressione viva ed eterna dell’amore e del martirio divini, offerti per l’umana Redenzione. Guidaci ad una vera preghiera, alla penitenza, alla conversione, all’amore per il prossimo. Rendici veri apostoli, insegnaci ad amare il Santissimo Sacramento e a viverLo ogni giorno: che il tuo sguardo soave ci sia sempre presente e si illumini di misericordia nell’ora della nostra morte. Amen! 

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                           LA STORIA

Il giorno esatto di quanto accaduto risale al 17 febbraio 1995, a Cotonou, nel Benin, stato dell’Africa occidentale (Golfo di Guinea). Quel giorno, un immagine incorniciata e protetta da un vetro del S. Volto di Gesù (18×24 cm), iniziò a sanguinare copiosamente. Una volta giunto il medico, il sangue era ormai coagulato ed egli non poté raccoglierlo. Testimoni dell’accaduto furono ben 12 persone, che dissero di aver visto il sangue uscire dal quadro del S. Volto. Poi, si sentì una voce, che disse “Io ritornerò ancora e il medico completerà il suo esame”. I presenti prepararono delle provette per un’eventuale seconda occasione.

Il 15 marzo del 1995, poco più di un mese dopo, verso le ore 17 l’immagine del S. Volto ricominciò a sanguinare e pure in abbondanza, tanto che il sangue copriva quasi completamente i lineamenti del volto. Il medico, che sopraggiunse, iniziò a riempire la provetta. Arrivato ad un quarto della capienza, sentì una voce dire “Basta così, la riempirò io stesso”. Il medico poté poi accertarsi che quello era vero sangue. Dopo 45 minuti, sia il medico che i 12 testimoni, nuovamente presenti, constatarono che la provetta si era riempita completamente, come preannunciato dalla voce, meravigliandosi senza riuscire a darsi una spiegazione. Il sangue venne poi esaminato e risultò essere sangue del gruppo AB Rh positivo.

LE RIVELAZIONI  E LE PROMESSE

Gesù disse: “Guarda il Mio Volto che sanguina! Che cosa voglio dirti? Che altro devo ancora dirti? Mi ascolti davvero ancora? Hai pietà di me quando mi vedi sanguinare così? Lo faccio per te!”

Il Padre Eterno rivelò: “Figli Miei! Nei giorni terribili che verranno sulla terra, il S. Volto del Mio Divin Figlio sarà valido aiuto (un vero panno per asciugare le lacrime), perché i Miei veri figli si nasconderanno lì dietro. lI S. Volto sarà vero Sacrificio che mitigherà le punizioni che lo permetterò sulla terra. Nelle case, dove Esso si trova, si avrà luce che libererà dalla potenza delle tenebre. Darò istruzione ai Miei angeli di contrassegnare i luoghi dove c’è il S. Volto e i Miei figli verranno protetti dal male che sopraggiungerà su questa ingrata umanità. Figli Miei, diventate veri apostoli del S. Volto e diffondetelo ovunque! Quanto più Esso verrà divulgato, tanto minore sarà la catastrofe”

Il SS. Cuore di Gesù: Offrite sempre al Padre celeste il Mio Volto Santo ed Egli avrà misericordia di voi. Io vi prego tutti di onorare il Mio Volto Divino e di darGli un posto d’onore nelle vostre abitazioni, affinché il Padre Eterno vi colmi di grazie e perdoni le vostre colpe. Cari figli Miei, non dimenticate nelle vostre case di rivolgere tutti i giorni almeno una breve preghiera al S. Volto di Gesù! Quando vi alzate non tralasciate di salutarlo e prima di coricarvi invocate la Sua benedizione! Così giungerete felicemente nella patria celeste. Vi assicuro che tutti quelli che sono particolarmente devoti al S. Volto verranno sempre avvertiti prima di pericoli e catastrofi! lo prometto solennemente che quelli che diffonderanno la devozione al Mio SS. Volto verranno risparmiati dalla punizione che scenderà sull’umanità.Essi riceveranno inoltre luce nei giorni della terribile confusione che si avvicinano alla S. Chiesa. Se dovessero perire durante il castigo, moriranno da martiri e raggiungeranno la santità. In verità, in verità vi assicuro: coloro che divulgheranno la devozione al Mio Volto, riceveranno la grazia che nessuno dei propri familiari sarà condannato e che quelli che si trovano in purgatorio saranno prontamente liberati. Tutti però dovranno rivolgersi a Me per intercessione della Mia SS. Madre” 

Possiamo notare quanto le promesse offerte da Gesù a chiunque rispetti le condizioni siano davvero enormi. Riassumendo, Gesù promette:

  • Coloro che divulgheranno la devozione al S. Volto di Gesù, avranno salvi ognuno dei propri familiari, che non moriranno in peccato mortale e non si danneranno, mentre quelli già presenti in purgatorio saranno liberati.
  • Coloro che diffonderanno la devozione al S. Volto otterranno luce durante i giorni annunciati da S. Giovanni nell’Apocalisse, ovvero durante il tempo dell’apostasia della Chiesa Cattolica.
  • Se dovessero morire durante i castighi, moriranno da martiri e raggiungeranno la santità.
  • Coloro che sono devoti in modo particolare al S. Volto verranno avvertiti prima di pericoli e catastrofi.
  • Quelli che diffonderanno la devozione al S. Volto verranno risparmiati dalla punizione e dai castighi che scenderanno sul mondo (i 10 segreti di Medugorje).