Messaggio del 25 febbraio 2016…Medjugorje

Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti alla conversione. Figlioli, amate poco, pregate ancora meno. Siete persi e non sapete che qual’ è il vostro scopo. Prendete la croce, guardate Gesù e seguitelo. Lui si dona a voi fino alla morte in croce perché vi ama. Figlioli, vi invito a ritornare alla preghiera del cuore perché nella preghiera possiate trovare la speranza ed il senso della vostra esistenza. Io sono con voi e prego per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. 

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“Figlia mia, ho ricevuto sul mio corpo 5480 colpi.. Se tu vorrai onorarli, dirai ogni giorno 15 pater, Ave con le orazioni seguenti che ti do”…Gesù a Santa Brigida di Svezia…

 

 

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Chi è Santa Brigida?
Fondatrice dell’ Ordine Brigidino di San Salvatore. Nata, pare, nell’anno 1303 nel castello di Finsta in Uplandia (Svezia) e morta a Roma il 23 luglio 1373. Brigida vantava un’ascendenza aristocratica essendo figlia di una delle più eminenti personalità del suo tempo: il potente governatore di Uplandia Birger Persson e di lngeborg Bengtsdotter, della vecchia stirpe reale dei Folkunghi. La famiglia della madre era molto conosciuta per la profonda religiosità ed il castello di Finsta, dove Brigida visse con i genitori fino all’età di 12 anni, quando le morì la madre, era un centro di alta cultura pia e religiosa, con forti tendenze in misticismi, che non mancò di esercitare sulla formazione del suo carattere, una decisiva influenza. A soli 10 anni Brigida ebbe la sua prima conversazione con Cristo e già da giovane mostrava un vibrante entusiasmo per l’ascetismo. Nel 1378 sposò per ragioni politiche il diciottenne Ulf Gudmarsson divenuto in seguito governatore di Ostrogotia e la giovane coppia prese dimora al castello di Ulvasà. Il marito, anch’egli di parentela reale aveva un carattere mite piuttosto debole. Dal matrimonio , nacquero quattro figli e quattro figlie;mentre il carattere di S.Brigida ebbe modo di svilupparsi e risaltò la sua ferrea volontà, la sua pratica energia , la sua indomabile tenacia. La sua vita fu divisa tra l’amministrazione dei suoi considerevolissimi beni, un’ alta carica di corte (nel 1335 venne chiamata quale prima dama di corte dalla regina Bianca di Namur, sposa del re Magnus) e i suoi doveri di sposa e di madre. La vita di corte la mise in diretto contatto con la travagliata vita politica del tempo ed generò in lei un vivo interesse per la politica europea, interesse che mantenne per sempre. Al centro della sua vita, però, rimase indiscutibilmente la religione. Chiamò a Ulvasa il primo teologo svedese del suo tempo, il canonico di Linkoping , Magister Matthias, quale confessore e consigliere personale in materia di religione. Attraverso il suo insegnamento prese conoscenza della letteratura religiosa mistica ed apocalittica contemporanea che ebbe gran parte nella sua formazione spirituale. Accanto a tale studio, la lettura della S. Scrittura e delle opere di S. Bernardo di Chiaravale, contribuì a perfezionare la sua educazione religiosa. Intorno all’anno 1340 Brigida lasciò il suo ufficio di corte per ragioni politiche. Al ritorno in Svezia, il marito si ammalò gravemente e morì poco dopo il rimpatrio, nel 1344. Quest’anno rappresenta nella vita di Santa Brigida una data assai significativa.
Lasciò Ulvasa e prese dimora vicino al monastero cistercense di Alvastra dove ricevette la prima di una lunga serie di rivelazioni religiose. Tali rivelazioni le giungevano generalmente in uno stato di estasi e dopo il suo risveglio le scriveva ella stessa o le dettava in svedese al suo confessore, il quale ne curava la traduzione in latino. Secondo il contenuto della prima rivelazione, Cristo l’aveva chiamata sua sposa e l’aveva scelta quale strumento per avviare gli uomini sulla strada di una cristiana rettitudine. Nelle rivelazioni successive si indirizzava violentemente contro il malcostume del tempo e specialmente contro la vita di corte di Magnus, cercava anche di ristabilire la pace tra Francia ed Inghilterra mediante messaggi divini e di indurre il Papa a far ritorno a Roma. Fu in questi anni che S. Brigida concepì l’idea di fondare un nuovo Ordine religioso chiamato di S. Salvatore, la regola del quale le fu dettata in una delle rivelazioni. Per ricevere la sanzione del Papa alla sua regola, si recò a Roma nel 1349 ove giunse con grande seguito nell’anno santo 1350. Prese probabilmente dimora nella casa di Francesca Papazura al Campo Marzio, in seguito lasciata al convento di Vadstena quale “Hospitale S.Brigittae de Regno Sueciae” per pellegrini svedesi, ed ultimamente passata in possesso delle nuove suore di S. Brigida, una rifondazione modificata dell ‘Ordine originale (1911). La casa con relativa Chiesa e Cappella si trova in Piazza Farnese 96, dove le celle di S. Brigida e di sua figlia Caterina si possono ancora visitare. Nel 1370 ricevette da Papa Urbano V la sanzione della sua regola con qualche riserva. La regola fu confermata da Urbano VI nel 1378, e l’ordine, durante il suo più fecondo e rigoglioso periodo sembra aver avuto una settantina di monasteri sparsi in tutta Europa. Raggiunta la meta tanto agognata, S. Brigida si recò in pellegrinaggio in Terra Santa all’inizio del 1372. Tornata a Roma l’anno successivo, rovinata nella salute, vi morì il 23 luglio 1373. Le sue spoglie mortali furono trasportate alla sua Vadstena. Già nel 1379 incominciava, con il favore di Gregorio XI e. Urbano VI, il processo per la sua canonizzazione, finito positivamente il 7 ottobre 1391.A Santa Brigida desiderosa da molto tempo di sapere il numero dei colpi che N.S. Gesù Cristo aveva ricevuto durante la sua Passione, apparve Gesù che le disse :”Figlia mia, ho ricevuto sul mio corpo 5480 colpi. Se tu vorrai onorarli, dirai ogni giorno l5pater Ave con le orazioni seguenti che ti do, durante un anno. Trascorso un anno tu avrai salutato ognuna delle mie Piaghe”.Santa Brigida scrisse: “Mio amatissimo fratello, io ero immersa nelle più grandi amarezze della vita. Il dolore la malattia, la povertà, l’ abbandono, mi affliggevano. Con amore, ogni sera ha letto queste Orazioni, e la mia vita si è miracolosamente trasformata, e il Signore fedele alle sue promesse mi ha colmata di gioia, di benessere, di ricchezza e di consolazioni. Quello che Gesù ha fatto per me, miserabile peccatrice, lo farà per te, mio amato fratello. Leggi ogni giorno queste orazioni” La Chiesa la ricorda il 23 Luglio.

Orazioni e promesse.

Sono da recitarsi per un anno intero senza interruzione.

Promesse per chi reciterà queste orazioni :

1. Libererà dal Purgatorio 15 anime della sua stirpe.
2. E 15 giusti della sua stirpe saranno confermati e conservati in grazia.
3. E 15 peccatori della sua stirpe si convertiranno.
4. La persona che le dirà avrà il primo grado di perfezione.
5. E 15 giorni prima di morire riceverà il mio prezioso Corpo, di modo che sarà liberata dalla fame eterna e berrà il mio Prezioso Sangue perché‚ non abbia sete eternamente.
6. E l5 giorni prima di morire avrà una amara contrizione di tutti i suoi peccati e una perfetta conoscenza di essi.
7. Metterà il segno della mia croce Vittoriosa davanti a lei per soccorrerla e difenderla contro gli attacchi dei suoi nemici.
8. Prima della sua morte io verrò a lei con la mia amatissima e dilettissima Madre.
9. E riceverò benignamente la sua anima e la condurrò alle gioie eterne.
10. E conducendola fino là, le darò con singolare tratto a bere alla fonte della mia Deità , ciò che non farò con quelli che non hanno recitato queste orazioni.
11. Perdonerò tutti i peccati a chiunque è vissuto per 30 anni in peccato
mortale se dirà devotamente queste orazioni.
12. E lo difenderò dalle tentazioni.
13. E gli conserverò i suoi cinque sensi
14. E lo preserverò dalla morte improvvisa
15. E salverò la sua anima dalle pene eterne.
16. E la persona otterrà tutto quello che domanderà a Dio e alla Vergine Maria.
17. E se è vissuto, sempre secondo la sua volontà e se è dovuto morire l’ indomani , la sua vita si prolungherà.
18. Tutte le volte che reciterà queste orazioni guadagnerà indulgenze.
19. Sarà sicura di essere aggiunta al coro degli Angeli.
20. E chi insegnerà queste orazioni ad un altro, avrà gioia e merito senza fine che saranno stabili in terra e dureranno eternamente in Cielo.
21. Dove sono e saranno dette queste orazioni, Dio è presente con la sua Grazia.

Prima Orazione

O Signore Gesù Cristo, eterna dolcezza di coloro che ti amano, giubilo che trapassa ogni gioia ed ogni desiderio, salute ed amore di coloro che si pentono, ai quali dicesti: “Le mie delizie sono con i figlioli degli uomini”, essendoti fatto uomo per loro salvezza ricordati di quelle cose che ti mossero a prendere la carne umana e di quello che sopportasti dal principio della tua incarnazione fino al salutifero tempo del tuo patire, ab aeterno ordinato nel Dio Uno e Trino. Ricordati del dolore che, come affermi tu stesso, ebbe l’ anima tua quando dicesti: “Triste è l’ anima mia fino alla morte” e quando nell’ultima cena tu facesti con i tuoi discepoli dando loro per vivanda il corpo e sangue tuoi, lavando i loro piedi e amorevolmente consolandoli predicesti la tua imminente Passione. Ricordati del tremito, dell’angustia e dolore che sopportasti nel santissimo corpo, prima di andare sul patibolo della Croce, quando dopo l’avere tu fatto tre volte orazione al Padre, pieno di sudor di sangue, ti vedesti tradito da uno dei tuoi discepoli, preso dal tuo popolo eletto, accusato da falsi testimoni iniquamente da tre giudici condannato a morte, nel più solenne tempo della Pasqua, tradito, burlato, spogliato dei tuoi vestiti, percosso nella faccia (con gli occhi bendati), legato alla colonna, flagellato e coronato di spine.
Concedimi adunque , ti prego dolcissimo Gesù, per le memorie che serbo di queste pene, prima della mia morte, sentimenti di vera contrizione, una sincera confessione e remissione di tutti i miei peccati.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore!
O Gesù, figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria

Seconda Orazione

O Gesù, vera letizia degli Angeli e Paradiso di delizie, ricordati degli orribili tormenti che provasti, quando i nemici tuoi, come ferocissimi leoni, avendoti circondato con schiaffi, sputi, graffi ed altri inauditi supplizi, ti lacerarono; e per le ingiuriose parole, per le aspre percosse e durissimi tormenti, con i quali i nemici tuoi t’afflissero, io ti supplico che voglia liberarmi dai miei nemici così visibili come invisibili, e concedi che sotto l’ombra delle ali tue io ritrovi la protezione dell’eterna salute. Amen
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria

Terza Orazione

O Verbo incarnato. Onnipotente creatore del mondo, che sei immenso, incomprensibile che puoi racchiudere l’ universo nello spazio di un palmo, ricordati dell’ amarissimo dolore che sopportasti quando le santissime tue mani e piedi furono confitti con chiodi acuminati sul legno della croce. Oh! qual dolore provasti, o Gesù, allorché, i perfidi crocifissori dilaniarono le tue membra e sciolsero le congiunture delle tue ossa , tirarono il tuo corpo per ogni verso, a loro piacere. Ti prego per la memoria di questi dolori sopportati da te sopra la croce, che tu mi voglia concedere ch’io ti ami e tema quanto si conviene. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù , Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria.

Quarta Orazione

O Signore Gesù Cristo Celeste Medico, ricordati delle sofferenze e dei dolori che Sentisti nelle tue già lacerate membra, mentre si levava in alto la croce. Dai piedi alla testa eri tutto un cumulo di dolori ; e nondimeno ti scordasti di tanta pena, e porgesti pietosamente preghiere al Padre per i nemici tuoi dicendo : ” Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno ” Per questa smisurata carità e misericordia e per la memoria di questi dolori concedimi di ricordarmi della tua amatissima Passione, affinché essa mi giovi per una piena remissione di tutti i miei peccati. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù , Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria

Quinta Orazione

Rammentati, o Signore Gesù Cristo, specchio di eterna chiarezza, dell’afflizione che avesti quando, veduta la predestinazione di quelli eletti che, mediante la tua Passione, dovevano salvarsi, prevedesti ancora che molti non ne avrebbero profittato. Pertanto ti chiedo per la profondità della misericordia che mostrasti non solo nell’aver dolore dei perduti e disperati, ma nell’adoperarla verso il ladrone quando gli dicesti: “Oggi sarai meco in paradiso”, che t voglia pietoso Gesù, adoperarla sopra di me al punto della mia morte. Amen
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifissi, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria.

Sesta Orazione

O Gesù Re amabile, ricordati del dolore che provasti, quando nudo e disprezzato pendesti in Croce, senza avere, fra tanti amici e conoscenti che t’erano d’ intorno, chi ti consolasse eccetto la tua diletta Madre, alla quale raccomandasti il discepolo prediletto, dicendo: “Donna, ecco il tuo figlio; ed al discepolo: “Ecco la tua Madre”. Fiducioso ti prego, pietosissimo Gesù, per il coltello del dolore che allora le trapassò l’anima, che tu abbia compassione di me nelle afflizioni e tribolazioni mie così del corpo come dello spirito, e mi consoli, porgendomi aiuto e gaudio in ogni prova ed avversità. Amen
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù ,Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria .

Settima Orazione

O Signore, Gesù Cristo, fonte di dolcezza inestinguibile che mosso da intimo affetto di amore, dicesti in Croce: “lo ho sete, cioè :desidero sommamente la salute del genere umano”, accendi, ti preghiamo, in noi il desiderio di operare perfettamente spegnendo del tutto la sete delle concupiscenze peccaminose e il fervore dei piaceri mondani. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria.

Ottava Orazione

O Signor Gesù Cristo, dolcezza dei cuori e soavità grandissima delle menti, concedi a noi miseri peccatori, per l’amarezza dell’aceto e del fiele che per noi gustasti nell’ora della tua morte, che in ogni tempo, specialmente nell’ ora del morire nostro, noi ci possiamo cibare del Corpo e Sangue tuo non indegnamente , ma in rimedio e consolazione delle anime nostre. Amen
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà

Padre nostro. Ave, o Maria.

Nona Orazione

O Signore Gesù Cristo, giubilo della mente, ricordati dell’angustia e dolore che patisti quando per l’amarezza della morte e l’insulto dei giudei gridasti al Padre tuo: “EIi, EIi, lamma sabactani; cioè: Dio mio Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Per questo ti chiedo che nell’ora della mia morte tu non mi abbandoni. Signor mio e Dio mio.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro. Ave, o Maria.

Decima Orazione
Cristo, principio e termine ultimo del nostro amore, che dalla pianta dei piedi fino alla cima del capo ti sommergesti nel mare dei patimenti ti prego, per le larghe e profondissime tue piaghe, che mi voglia insegnare ad operare perfettamente con vera carità nella legge e nei precetti tuoi.
Amen.
Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria.

Undicesima Orazione

O Signor Gesù Cristo, profondo abisso di pietà e di misericordia io ti domando, per la profondità delle piaghe che trapassarono non solo la carne tua ‚ le midolla delle ossa, ma anche le più intime viscere, che ti piaccia sollevare me, sommerso nei peccati e nascondermi nelle aperture delle tue ferite.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro. Ave, o Maria.

Dodicesima Orazione

O Signore Gesù Cristo , segno d’ unità e legame di carità, abbi in mente le innumerevoli ferite di cui fu ricoperto il tuo Corpo, lacerato dagli empi Giudei e imporporato del tuo stesso preziosissimo Sangue. Scrivi, ti prego, con quello stesso Sangue nel cuore mio le tue ferite, affinché, nella meditazione del tuo dolore e del tuo amore, si rinnovi in me ogni giorno il dolore del tuo patire, si accresca l’amore, ed io perseveri continuamente nel renderti grazie sino alla fine della mia vita, cioè fino a quando io non verrò da te, pieno di tutti i beni e di tutti i meriti che ti degnasti donarmi dal tesoro della tua Passione. Amen
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria .

Tredicesima Orazione

Signore Gesù Cristo , Re glorioso ed immortale, rammentati del dolore che sentisti quando, essendo tutte le forze del Corpo e del Cuore tuo venute meno, inchinando il capo dicesti: “Tutto è compiuto”. Perciò ti prego per tale angustia dolore, che tu abbia misericordia di me nell’ultima ora della mia vita, quando sarà l’ anima mia turbata
dall’ ansia dell’agonia. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria.

Quattordicesima Orazione

O Signore Gesù Cristo, Unigenito dell’altissimo Padre, splendore e figura della sostanza sua, ricordati della preghiera con la quale raccomandasti lo Spirito tuo dicendo: “Padre, raccomanda nelle tue mani lo spirito mio” E dopo piegato il capo e aperte le viscere della tua misericordia per riscattare, esclamando mandasti fuori l’ ultimo respiro. Per questa preziosissima morte ti prego, Re dei Santi, che mi faccia forte nel resistere al diavolo, al mondo ed alla carne, affinché morto al mondo, io viva a te solo, e tu riceva nell’ultima ora della mia vita lo spirito mio, che dopo lungo esilio e pellegrinaggio desidera di ritornare alla sua patria. Amen
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria.

Quindicesima Orazione

O Signore Gesù Cristo, vera e feconda vita, ricordati dell’ abbondante effusione del sangue tuo , allorché piegato il capo sulla Croce, il soldato Longino ti squarciò il costato da cui uscirono le ultime gocce di sangue ed acqua. Per questa amarissima Passione ferisci, ti prego, dolcissimo Gesù, il cuor mio, affinché giorno e notte io versi lacrime di penitenza e di amore: convertimi totalmente a te perché il mio cuore sia perpetua abitazione di te e la conversione mia ti piaccia e ti sia accetta, ed il termine della mia vita sia lodevole, per lodarti insieme con tutti i Santi in eterno. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù ,Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.

Padre nostro. Ave, o Maria.

Preghiera
O Signor Gesù Cristo, Figlio di Dio vivo, accetta questa preghiera con lo stesso immenso amore, col quale sopportasti tutte le piaghe del tuo Santissimo Corpo; abbi di noi Misericordia, ed a tutti i. fedeli, vivi e defunti, concedi la tua misericordia, la tua grazia, la remissione di tutte le colpe e pene, e la vita eterna.
Amen.

Abbi fiducia di me…Gesù

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Papa Francesco insieme a tutti i giovani canta “Vive Jesus el Senor”…Messico

Lotta ogni giorno…

Beata Maria della Passione (Maria Grazia Tarallo)…

 

Maria Grazia nacque il 23 settembre 1866 a Barra, che allora era Comune a sé mentre oggi è un quartiere di Napoli, da genitori possidenti. Fu battezzata il giorno dopo e fin da piccola fu educata dalla madre; la religione cattolica ebbe un gran peso nella sua formazione. Carattere molto tranquillo e mansueto, già da giovanissima si mostrò propensa alla preghiera, e man mano cominciò a dedicarle l’intera giornata . Il primo segno che in lei stava manifestandosi qualcosa di speciale avvenne quando non aveva neppure sette anni. La piccola Maria Grazia chiese al suo parroco di poter essere ammessa alla prima comunione, ma era troppo piccola. Lei insistette ed il sacerdote le fece un esame sommario: la bambina aveva una buona istruzione di base sui precetti del cattolicesimo ed era molto determinata. Alla fine, il sacerdote diede il suo consenso.

Subito dopo essersi comunicata per la prima volta, si chiuse in un profondo raccoglimento, che stupì chi le era vicino. Era felice, ma sembrava anche molto turbata. A casa, più tardi, confidò alla madre di aver visto Gesù bambino con le mani piene di piaghe e le chiese cosa avrebbe potuto fare per guarirlo. Già negli anni seguenti disse ai suoi genitori che il suo desiderio era di consacrarsi a Dio facendosi suora, ma il padre non voleva assolutamente, perché il sua intenzione era di procurarle un buon matrimonio. Il genitore, che operava nel settore ortofrutticolo, le disse che ci sarebbe stato tempo per pensare alla sua vocazione, ma che in quel momento avrebbe dovuto fare come diceva lui.

 Matrimonio tragico: la volontà di Dio è diversa…

Una rara immagine di suor Maria Grazia Tarallo.

Maria Grazia, obbedì e non si oppose oltre ai desideri paterni: sposò in municipio il giovane Raffaele Aruta il 13 aprile 1889. Poco dopo aver pronunciato il fatidico sì, il ragazzo si sentì male. Fu l’ultima volta che lei lo vide di persona. Probabilmente ammalato di tubercolosi, il giovane fu trasferito a Torre del Greco in una abitazione da cui non si mosse più fino alla fine dei suoi giorni, arrivata a causa dell’aggravarsi della malattia nove mesi dopo il giorno del matrimonio civile. Per tutto il tempo della malattia di Raffaele, Maria Grazia pregò intensamente per lui, al punto che il giovane, che non era religioso, si convertì, chiedendo di ricevere i sacramenti. Raffaele spiegò a chi gli era vicino che questo cambiamento era dovuto anche a Maria Grazia, che era andata a visitarlo diverse volte per parlargli della salvezza dell’anima. Chi gli era vicino pensava che vaneggiasse: Maria Grazia non era mai andata a trovarlo per tutto il periodo della malattia. Probabilmente, pensiamo, si trattò della prima manifestazione soprannaturale di cui Maria Grazia si rese protagonista nella sua vita: aveva fatto visita al suo sfortunato giovane marito attraverso il fenomeno della  bilocazione?

Giovanissima vedova senza aver neppure mai consumato il matrimonio, reiterò al padre la richiesta di farsi monaca. Stavolta, il genitore non si oppose e Maria Grazia poté entrare in un monastero della vicina San Giorgio a Cremano, come novizia della congregazione delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia, un Ordine dedito soprattutto alla preghiera e all’assistenza a minori abbandonati; queste suore, inoltre, si dedicavano, proprio come oggi, alla produzione della maggior parte delle ostie utilizzate nelle consacrazioni dell’Arcidiocesi di Napoli.

Quel nome religioso che è Dio stesso a volere

La fondatrice dell’ordine (ora Serva di Dio) in cui entrò suor Maria della Passione.

Prima di farle prendere l’abito, la madre superiora, Maria Pia Notari, fondatrice della congregazione, meditò a lungo su quale nome religioso assegnare alla giovane. Ne scelse alcuni, poi li scrisse su dei bigliettini e ne estrasse uno a sorte. Maria Grazia Tarallo avrebbe cambiato nome per sempre e si sarebbe chiamata suor Maria della Passione. Quando la chiamò nel suo studio per comunicarglielo, la ragazza ebbe un moto di riso, che la madre superiora non si spiegò. Solo molti anni dopo, il padre confessore di suor Maria raccontò che la ragazza gli aveva confidato che quel nome le era stato già imposto direttamente da Dio nel corso di una visione. Nel 1891, dunque, Maria della Passione divenne una novizia dell’ordine delle Suore Crocefisse. Un anno dopo fu ammessa ai voti dopo aver favorevolmente impressionato superiori e consorelle per il suo modo di fare esemplare, sempre improntato al rispetto, all’obbedienza, alla gentilezza.

Passava giornate intere nella preghiera e si sottoponeva a mortificazioni e penitenze, sempre dopo, però, aver chiesto il permesso alla madre superiora o al suo confessore. Quando le era dato incarico di parlare con qualcuno, in molti casi riusciva a cambiare la predisposizione d’animo delle persone e grazie a lei, pare,  tanti si convertirono alla fede cattolica. Il momento principale della sua giornata era rappresentato dalle “tre ore” della passione di Cristo, da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. In quel lasso di tempo, Maria della Passione si chiudeva in una preghiera tanto profonda da non accorgersi neppure che, nel coro, talvolta, intralciava il passaggio delle consorelle, finchè la madre superiora non le assegnò un posto in una zona in cui poteva pregare senza disturbi esterni. «La Serva di Dio – ricordò madre Maria Pia Notari molti anni dopo – era devotissima ed infuocata di amore per Gesù in Sacramento”. Pregava anche fino a notte inoltrata e molte volte le doveva essere ordinato di tornare nella sua cella da una suora a lei superiore. Non usava alcun libro di preghiere, il suo rapporto era diretto con il Salvatore e ripeteva le orazioni a memoria, pregando spesso per la salvezza delle anime del purgatorio. Durante la quaresima, come espiazione per i peccatori, ingeriva quasi esclusivamente pane ed acqua, una volta lo fece addirittura per quindici giorni di fila e quando le fu ordinato di mangiare dell’altro, il suo corpo lo rigettò.

 Scambio dei cuori

La madre superiora notò che spesso Maria della Passione era rapita in una vera e propria estasi e che, talvolta, sulla fronte apparivano “tanti puntini” che sembravano comporre una vera e propria “corona di spine”. Sulle sue mani e sui piedi spesso le consorelle notarono delle strane ferite, come delle stimmate.

Una volta, Maria della Passione confidò al suo confessore che Gesù le aveva sostituito il cuore, mettendole nel petto il suo. Proprio come Cristo aveva fatto con grandi santi del passato, come Caterina da Siena.  Il confessore allora chiese alla madre superiora di indagare e quest’ultima, vincendo una certa ritrosia, chiese alla suora di scoprirsi il petto in modo sufficiente per notare se ci fosse qualcosa di inconsueto. Effettivamente, madre Notari ebbe modo di verificare personalmente che sul petto esisteva una ferita di due centimetri ancora sanguinante. Chiese, quindi, a suora Maria della Passione se ce l’avesse da tempo e lei rispose affermativamente, aggiungendo che ogni tanto si richiudeva e che quando ciò avveniva le faceva ancora più male.

Preghiera, lotta con il demonio e una profezia avverata…

Il Cardinale di Napoli, Prisco: su di lui una profezia della beata Maria della Passione.

La notte rimaneva nella sua cella due o tre ore ma non è detto che quel tempo lo passasse a dormire. Si dice, infatti, che suor Maria della Passione molte volte lottò con il demonio e dalla sua cella si sentirono rumori ed urla, al punto che, anche questa volta, la madre superiore dovette trasferirla in uno spazio più isolato. Spesso, la mattina seguente, le consorelle notavano sul suo corpo lividi, ecchimosi, scottature. Una notte fu gettata a terra e si ruppe un braccio. Fu operata, ma l’arto non riacquistò la sua normale mobilità. Per lunghi anni, oltre cinque, suor Maria della Passione non potè utilizzarlo né per prendere oggetti, né per mangiare, né per farsi il segno della croce. Delle sue lotte con il demonio non accennava mai a nessuno. Per costringerla a raccontare quello che accadeva nella sua cella, la madre superiora o il suo confessore dovevano imporglielo ricordandole il voto di obbedienza e solo a quel punto lei si apriva.

Tanti altri furono gli avvenimenti prodigiosi che ebbero in suor Maria della Passione la protagonista. Una volta il cardinale curiale Giuseppe Prisco si presentò nel monastero di San Giorgio a Cremano per fare una visita alle suore. Suor Maria della Passione si indirizzò a lui dicendogli che sarebbe diventato il prossimo arcivescovo di Napoli. Interrogata su quanto accaduto, suor Maria della Passione confermò alla superiora quello che aveva detto al cardinale, aggiungendo che, in quel ruolo, l’alto prelato avrebbe sempre avuto a cuore la loro congregazione femminile. Qualche tempo dopo, nel 1898, Prisco fu effettivamente nominato da Leone XIII per reggere la cattedra del capoluogo partenopeo. Anche l’altra profezia si avverò: sotto il cardinale Prisco, infatti, furono approvate le regole delle Suore Crocifisse.

Prodigi anche in punto di morte

Un’altra immagine della beata.

Benvoluta da tutti, passò alcuni anni nelle sedi della congregazione a Castel San Giorgio, in provincia di Salerno, e a Napoli, per poi tornare nel monastero di San Giorgio a Cremano. Nel 1907 fu nominata maestra delle novizie, tre anni dopo divenne vicaria della madre superiora. La sua salute, però, diventava sempre più cagionevole e, nel 1912 si aggravò irrimediabilmente. Nel mese di luglio il suo confessore le disse che, prima di morire, avrebbe dovuto far guarire il suo braccio: pensando non fosse una cosa possibile, la voleva invitare a rimanere ancora in vita il più a lungo possibile. Poi, suor Maria della Passione smise di mangiare ed iniziò a cibarsi della sola Eucarestia, al punto che la lingua si rattrappì essendo completamente disidratata. Pochi giorni dopo, in maniera del tutto inaspettata, la suora mosse il braccio malato con l’antica fluidità e fece il segno della croce, lasciando strabiliati i presenti. Poi tirò fuori la lingua per prendere la comunione: incredibilmente aveva riacquistato colore e forma usuali. Morì poche ore dopo.

Uno dei libri a lei dedicati.

Era il 27 luglio 1912 ed immediatamente la notizia della morte della “suora santa” si sparse per Barra, Napoli e San Giorgio a Cremano, suscitando profonda commozione. Una gran folla partecipò ai suoi funerali. Fu sepolta nel cimitero di San Giorgio e poi traslata, qualche anno dopo, all’interno della chiesa della casa madre della congregazione, situata a poche decine di metri. Pochi mesi dopo la sua scomparsa il cardinale Prisco avviò la causa per riconoscere la sua santità. Negli anni seguenti, fino ad oggi, cardinali, vescovi, religiosi e tantissimi fedeli laici si sono recati sulla sua tomba per venerarla.

Nel 2005 la Congregazione per le Cause dei Santi riconobbe che, per intercessione della Serva di Dio Maria della Passione, Dio aveva guarito, nel 1924, Francesco Cimino da un tracoma agli occhi. La guarigione fu definita “completa, perfetta e duratura”. Due figlie dell’uomo entrarono successivamente nella congregazione delle Suore Crocifisse dell’Eucarestia. Un anno dopo, nel 2006, la piccola suora di Barra fu solennemente dichiarata “beata” da Benedetto XVI.

Messaggio del 2 Febbraio 2016…Medjugorje

 “Cari figli, vi ho chiamati e nuovamente vi chiamo a conoscere mio Figlio, a conoscere la Verità. Io sono con voi e prego affinché ci riusciate. Figli miei dovete pregare molto per poter avere sempre più amore e pazienza. Per poter sopportare il sacrificio e per poter essere poveri nello spirito. Mio Figlio è sempre con voi per mezzo dello Spirito Santo. La Sua Chiesa nasce in ogni cuore che lo conosce. Pregate per poter conoscere mio Figlio. Pregate affinché la vostra anima sia un tutt’uno con Lui. Questo è la preghiera! Questo è l’amore che attira gli altri e vi rende miei apostoli. Vi guardo con amore, con amore materno. Vi invito. Conosco i vostri dolori e le vostre sofferenze perché anche io ho sofferto nel silenzio. La mia fede mi dava l’amore e la speranza. Ripeto: la Resurrezione di mio Figlio e la Mia assunzione in cielo sono per voi speranza e amore. Perciò, Figli miei, pregate per poter conoscere la verità, per poter avere una fede forte la quale condurrà il vostro cuore e saprà trasformare i vostri dolori e le vostre sofferenze nell’amore e nella speranza. Vi ringrazio”.