Presenza viva e visibile di Gesù …

Un giorno la Madonna ci ha detto una bella cosa…Medjugorje

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Satana tante volte approfitta di una persona che si sente indegna, che si sente depressa, che ha vergogna di Dio:
questo è proprio il momento in cui Satana approfitta per distoglierci da Dio.
La Madonna ci ha detto di avere questa idea fissa: Dio è vostro Padre e non importa come tu sei.

Non lasciate nemmeno un momento di debolezza a Satana, a lui già gli basta per non farti incontrare col Signore.
Mai lasciate Dio perché Satana è troppo forte. Per es.: se hai commesso un peccato, se hai litigato con qualcuno, non rimanere solo, ma chiama subito Dio, chiedigli perdono e vai avanti. Dopo un peccato ci mettiamo a pensare e a dubitare che Dio mi possa perdonare…
Non così… Noi misuriamo sempre Dio dalla nostra colpa. Diciamo: se il peccato è piccolo Dio mi perdona subito, se il peccato è grave Gli occorre tempo…
A voi servono due minuti per riconoscere di aver peccato; ma al Signore non occorre tempo per perdonare, il Signore perdona subito e voi dovete essere pronti per chiedere e accettare il Suo perdono e non lasciate che Satana approfitti di questi momenti di sbandamento, di deserto.
Chiamatelo come siete, andate avanti subito; davanti a Dio non dovete presentarvi belli e preparati; no, ma andate a Dio come siete così che Dio possa rientrare subito nella vostra vita anche nei momenti in cui si è più peccatori.
Proprio quando ti sembra che il Signore ti ha lasciato è quello il momento di tornare, presentandoti così come sei.

Perdonami…

“Signore, perdonami… ed in segno del perdono dammi la tua santa benedizione

e benedicimi con una larga benedizione.

Benedicimi l’ anima con tutte le sue potenze,

benedicimi la memoria affinché si ricordi sempre di te,

benedicimi l ‘ intelletto affinché pensi sempre a te,

benedicimi la volontà affinché desideri sempre te.

Benedicimi il corpo con tutti i sensi,

l’ aria che respiro,

la terra che calpesto,

l’ acqua che bevo,

benedicimi i terreni, i seminati, gli affari,

benedicimi tutta la famiglia.

Benedicimi, Signore, nel tempo,

benedicimi nell’eternità

e questa benedizione

ti prego di darmela per caparra di quella

che mi dovresti dare nel punto della mia morte,

e benedicimi nel giudizio finale.

Amen.

BEATO TOMMASO MARIA FUSCO

 

Un sogno che scalda il cuore…Gesù

Una notte, sognando, squillò il mio cellulare. Che strano…la suoneria era così melodica, di certo non l’avevo impostata io!
Sempre sognando risposi con curiosità: “Pronto, chi parla?” – “Sono Gesù” disse una voce amichevole e calda. “Gesù!!!!! Non ci posso credere….sei proprio Tu?” – “Sono io davvero, il Tuo Gesù e volevo dirti tre cose visto che nel tuo cuore a volte sorgono dubbi della mia presenza reale nella tua vita.” – “Dimmi Gesù, farò tesoro delle tue parole” – “Voglio dirti che dall’attimo in cui sei stata concepita non ho mai tolto il mio sguardo da te, non avrei potuto, l’Amore mio fissa lo sguardo per sempre in ciò che ha creato. Seconda cosa che vorrei ti rimanesse bene impressa è che quando ricevi la Santa Eucarestia, non sono IO, immensamente grande, ad entrare nel tuo piccolo dolce cuore; ma sei tu con i tuoi “limiti” ad entrare nell’infinito mio Amore che non ha “limiti”.
Per finire ti voglio affidare una piccola missione: quando incontri persone che mi credono lontano e, tu stessa hai una tale sensazione, ricordati di questa telefonata e ripeti a te e a loro che IO, Gesù, mi sarei fatto crocifiggere anche solo per salvare uno di voi! Anche solo per salvare te!
Ti amo…vi amo fino alla follia… a qualunque follia…
Quando nascerai al Cielo non basterà l’eternità per esaurire lo stupore nel vedere l’Amore che ho…che ho sempre avuto ed avrò per te… per tutti…per ognuno….”
La sveglia, impetuosa, ruppe il sogno.
È passato molto tempo da quella notte, ho dimenticato tutti gli altri sogni ma questo rimane intatto, stampato nel mio piccolo limitato cuore che in ogni Eucarestia si perde in un oceano d’Amore infinito!
C.C

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Amare il volto di Gesù…

“Conosci la medaglia del Volto Santo di Gesù”? Davanti alla mia stupefatta ignoranza mi si offrì; quindici anni fa, una bella medaglietta dorata con il Volto di Gesù con la scritta: “ILLUMINA, DOMINE, VULTUM TUUM SUPER NOS”
(Illuminaci col tuo Volto o Signore) e sul retro l’ostia Santa con la scritta: “MANE NOBISCUM DOMINE” (Rimani con noi, Signore).

Fu così che incominciai ad interessarmi della immagine del Sacro Volto. Dopo tanti anni quale non fu la mia sorpresa al sentirmi chiedere, da una persona conosciuta qualche mese fa, di “dare un’occhiata” ad un opuscolo contenente varie notizie e preghiere sul S. Volto di Gesù Cristo.
Una “sorpresa” che subito capii essere “dono” anche perché la persona che aveva con tanto amore fatto il lavoro di “raccolta”, circa un anno fa ricevette un messaggio da parte di Gesù che le chiedeva di aiutarlo nel diffondere la conoscenza dell’opera di riparazione al Suo Santo Volto. Quest’anima che da anni diffondeva già l’amore e la riparazione per le sofferenze di Gesù nell’orto del Gethsemani; era completamente ignara di una devozione al Sacro Volto, che risale a molti secoli fa, e si diede attorno per saperne di più.
Qualcuno leggendo si chiederà il “perché” questo particolare amore al Volto di Cristo”? E’ semplicissimo – Se amiamo una persona che cosa balza alla nostra mente pensandola? Il volto. Il volto è la somma della personalità: qualità, carattere, virtù e manchevolezze di un uomo.

Ecco perché nel rapporto con il divino la nostra mente e il nostro cuore vanno al volto di Gesù, tramandatoci dalla Sindone e dal Velo della Veronica. E’ il Volto che migliaia e migliaia di ebrei di duemila anni fa guardarono con ammirazione e amore, oppure con invidia ed odio (vedi i farisei) e che diffondeva pace e forza, dolcezza e coraggio ai grandi e sorrisi tenerissimi ai piccoli.

E’ il Volto che, dal bacio traditore di Giuda fino all’ultimo respiro sulla Croce, emanò amore, pietà e perdono agli uomini d’allora e di oggi.

E’ il Volto di Dio fatto Uomo accarezzato da Maria e baciato dai bambini che festosi e chiassosi 1′ attorniavano.

E’ il Volto che, grondante di sangue e incrostato di sputi e di polvere, tumefatto e contuso, fu amato da Sua Madre, venerato dalla Veronica, dalle pie donne e dal discepolo Giovanni.

E’ il Volto che, da una statua o da un quadro guarda noi, uomini del ventesimo secolo, e parlando con gli occhi ci ripete: vi amo!
Vi amo e vi chiedo di consolarmi, perché consolando Me istantaneamente scenda in voi la Mia Consolazione.
Un Sacerdote

GESU’AD UN’ANIMA: 14/2/87
“La Mia gioia sia nel tuo cuore figlio.

Vivi nella gioia amorosa della riparazione!
Sforzati di aiutarMi in tutti i modi nell’opera di riparazione affinché possa Io riparare i difetti e le manchevolezze della tua anima.

Oh figlio, in questo tempo in cui le Mie creature si rivolgono con INDIFFERENZA alla Croce, con INDIFFERENZA al Mio Sangue, con INDIFFERENZA profonda al Mio Cuore acceso d’amore per loro
CHIEDO A TE
di unirti nell’opera di riparazione del VOLTO MIO, affinché possa IO STAMPARE NEL TUO CUORE L’IMMAGINE MIA ED IL PADRE GUARDARTI ATTRAVERSO IL MIO VOLTO.

E’ vero! Poiché ogni anima che è tersa e lavata nel Mio Sangue diventa come un velo bianco e immacolato. E in essa, tramite l’amore, deterge il Mio Volto sputato e disprezzato. Così IO IMPRIMO in loro i Miei lineamenti Divini, così si stampa nell’anima PER SEMPRE l’impronta del Suo Signore e Maestro ed IL PADRE GUARDERA’ ETERNAMENTE QUELL’ANIMA ATTRAVERSO IL MIO VOLTO.

MI CONSOLA TANTO, figlio, QUANDO TU MI VIENI A TROVARE NELUORTO DEL
GETHSEMANI NELLA PROFONDA SOLITUDINE DI CHI AMA.

Quanta freddezza! Quanto buio! Quanto buio interiore in questa notte del Gethsemani che iniziò in quel giovedì e che si concluderà all’ultimo giorno del giudizio.

Quanto è fredda questa notte! Non c’è nemmeno la luna in cielo che rischiari un pò le tenebre, poiché l’uomo ha amato le tenebre.

E la luna? La luna è Maria! E’ Lei che rischiara per riflesso la nostra notte, ma le tenebre sono fitte e profonde.

Oh dunque figlio! QUANDO TU MI VIENI A TROVARE NEL GETHSEMANI TROVI ME
AFFLITTO E ABBANDONATO ALLA PIU’ TRISTE SCONSOLAZIONE.

Oh figlio, VORREI CHE TANTE ANIME VENISSERO A CONSOLARMI E INVECE SONO POCHISSIME QUELLE A CUI E’ DATA QUESTA PARTICOLARE GIOIA. Grazie, dico IO a te!
Io, figlio, capisci? Perché ti amo! Ti amo grandemente! Ti dico Grazie! Grazie per tutto quello che fai! Grazie per l’amore verso il tuo Signore!
Grazie per quando Mi guardi con amore!
ED ORA FIGLIO, CERCA DI DIFFONDERE
L’OPERA DELLA RIPARAZIONE COSI’ CHE TU POSSA ESSERE UNA DI QUELLE ANIME CHE DETERGONO IL MIO VOLTO DALLE INGRATITUDINI DEI CUORI UMANI.

Viva in te sempre la Mia pace, la vera pace. Cioè il sapere di essere amato! Cioè il sapere di possedermi nell’intimo del tuo cuore.

Ti benedico figlio e il tuo Signore e Maestro è dinanzi a te per guidare i tuoi passi, verso di te per proteggerti da ogni male, è dietro te per custodirti dalle insidie del maligno.

Ti benedico nel nome del Padre, nel nome Mio e dello Spirito Santo.

Gesù ha chiesto di diffondere e far conoscere come vuole che sia onorato il Suo Santo Volto tramite “un amico del Gethsemani” che da anni si prodiga per far meditare e propagare la devozione della SS. Passione del Gethsemani e fa capire come gli sia tanto gradita la veglia di riparazione nella notte tra il giovedì e il venerdì.
E’ lo stesso “Volto” delle sofferenze spirituali di Gesù che ha sudato sangue per i nostri peccati facendo Sue tutte le nostre colpe. S. VOLTO e GETHSEMANI: il dolore e l’annientamento di un Uomo-Dio.

PREGHIERA A GESU’ AGONIZZANTE NEL GETHSEMANI

O Gesù, che nell’eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori, doni tante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del Gethsemani, ti prego di voler disporre il cuore e l’anima mia a pensare spesso alla tua amarissima Agonia nell’Orto, per compatirti e unirmi a te il più possibile.

Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono di una perfetta contrizione per le mie numerose colpe che ti fecero sudare sangue.

Gesù benedetto, per la tua fortissima lotta del Gethsemani, dammi di poter riportare completa e definitiva vittoria nelle tentazioni e specialmente in quella cui vado maggiormente soggetto.

O Gesù appassionato, per le ansie, i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sofferto nella notte in cui fosti tradito, dammi una grande luce per compiere la tua volontà e fammi pensare e ripensare all’enorme sforzo e alla impressionante lotta che vittoriosamente sostenesti per fare non la tua ma la volontà del Padre.

Sii benedetto, o Gesù, per l’agonia e le lacrime che versasti in quella notte santissima. Sii benedetto, o Gesù, per il sudore di sangue che avesti e per le angoscie mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai uomo potrà concepire. Sii benedetto, o Gesù dolcissimo ma immensamente amareggiato, per la preghiera umanissima e divinissima che sgorgò dal tuo Cuore agonizzante nella notte dell’ingratitudine e del tradimento.

Eterno Padre, ti offro tutte le Sante Messe passate, presenti e future unito a Gesù agonizzante nell’Orto degli ulivi.

Santissima Trinità, fa che si diffonda nel mondo la conoscenza e l’amore per la S.S. Passione del Gethsemani.

Fà, o Gesù, che tutti coloro che ti amano, vedendoti crocefisso, ricordino anche le inaudite pene tue nell’Orto e, seguendo il tuo esempio, imparino a ben pregare, combattere e vincere per poterti poi glorificare eternamente in cielo. Così sia.

23.XI. 1963 Con approvazione ecclesiastica + Macario, Véscovo di Fahriano

PREGHIERA

Io Ti saluto, Ti adoro, Ti amo Gesù Salvatore coperto di nuovi oltraggi dai bestemmiatori. Io Ti offro per mezzo del Cuore della Divina Madre Maria come incenso e profumo di gratissimo odore, gli omaggi degli Angeli e di tutti i Santi, supplicandoti umilmente per la virtù del Tuo Santo Volto, di riparare e ristabilire in me e in tutti gli uomini del mondo, la Tua immagine sfigurata dai peccati. Amen.

Perche si soffre?…la sofferenza è Vita…

La violenza, la fame, la malattia formano una catena che pare voglia tenerci prigionieri e da cui non sappiamo come liberarcene. Viene spontaneo chiedersi: perché Dio, che è nostro Padre buono e onnipotente, che ha creato tutto per l’esistenza e per amore, non vince definitivamente il male e la sofferenza che ci affiancano, con prepotenza, nel cammino della nostra vita?   “Mi chiedevo donde il male, e non sapevo darmi risposta”, così scrive S. Agostino nelle “Confessioni” ma la sua, sofferta e accorata, ricerca ha finalmente trovato una risposta in Dio.

 

Non dimentichiamo che il male è retaggio del peccato dei nostri progenitori, dal quale Dio ci ha liberato, mandando il suo unigenito Figlio Gesù come vittima di espiazione.

Gesù non è venuto per eliminare tutti i mali di quaggiù, ma per liberare gli uomini dalla più grave delle schiavitù: quella del peccato”, che ci allontana da Dio, sommo bene (cfr. CCC 549).  E’ dall’alto della Croce, piantata sul Golgota della nostra umanità, che Gesù ci ha liberati definitivamente dal male e dalla morte, restituendoci l’abbraccio del Padre. Dalla Croce, dove si è consumato ed è giunto a compimento il sacrificio di Gesù, è stata operata la nostra salvezza. Gesù ha crocifisso il peccato perché non potesse più nuocere in eterno! In questo modo Gesù ha dato alla sofferenza un valore redentivo ed inestimabile. Il nostro soffrire ha finalmente un senso: tutti coloro che soffrono ed offrono a Dio partecipano con Lui a quest’opera di redenzione.

  1. Paolo dice di sé ai Colossesi: “Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa”(Col 1,24).
  2. Pietro, dal canto suo, ci ricorda che “ …nella misura in cui partecipiamo alle sofferenze di Cristo, dobbiamo rallegrarci perché anche nella rivelazione della sua gloria possiamo rallegrarci ed esultare”( Cfr.1Pt 4,13).

Pertanto la nostra sofferenza, unita a quella di Gesù, è fonte e sorgente di grazia e non una punizione, un castigo, mandatoci da Dio, come certuni credono.

Anche gli apostoli furono colti da questo dubbio, a proposito del cieco nato: Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco? ”.  Rispose Gesù: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio” (Gv9,1).

 

A quanti di noi, come per il Cireneo, è capitato di essere stati chiamati, senza preavviso e contro la nostra volontà, a portare la croce? Certamente il Cireneo, quando ha incontrato lo sguardo di Gesù, ha dimenticato le sue resistenze e Lo ha aiutato con amore; anche noi, quando incontriamo lo sguardo del Salvatore, ci sentiamo spinti e motivati dall’amore ad accogliere la sofferenza.

Quando soffriamo non facciamo che compiere la volontà di Dio per la nostra salvezza e quella dei nostri fratelli, obbedendo a quanto Gesù ci ha invitati a fare: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà” ( Lc 9,23).

 

  E S. Pietro ci ricorda: “ A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti”  (cfr. 1Pt 2,18).

I santi, nel loro piccolo, hanno seguito l’esempio di Gesù. Che tenerezza sprigiona il pensiero dei piccoli pastorelli di Fatima, Giacinta (8 anni ) e Francesco (9 anni), che hanno offerto la loro malattia “per la conversione e la salvezza dei poveri peccatori”, così come la Madonna aveva chiesto loro nelle apparizioni.  E non ci venga di pensare che per i santi fosse tutto più facile, al contrario hanno dovuto sostenere una dura lotta per mantenere in loro fermo il proposito di seguire l’esempio di Gesù Crocifisso.

  1. Pio così scrive al suo Padre Spirituale:

“Mi copro il volto di rossore; so benissimo che la croce è il pegno dell’amore, la croce è caparra di perdono, e l’amore che non alimentato, nutrito dalla croce non è vero amore; esso si riduce a fuoco e paglia. Eppure con tale conoscenza questo falso discepolo del Nazareno sente sul cuore pesare enormemente la Croce, e molte volte…va in cerca del pietoso cireneo che lo sollevi e lo conforti ….

Eppure, padre mio, ho grandissimo desiderio di soffrire per amore di Gesù. E come va poi che alla prova, contro ogni mio volere, si cerca qualche sollievo?  Quanta forza e violenza devo farmi in queste prove per ridurre al silenzio la natura, diciamola così, che reclama altamente di essere consolata. ( Lett. a P. Agostino 21/4/1915)

 

Quante volte ci è capitato di voler abbandonare, senza mezzi termini, la nostra croce, ritenendo il suo peso veramente insostenibile, tanto da farci dubitare della stessa bontà di Dio per noi.

Nella sofferenza ci sentiamo di peso, inutili, perché vorremmo fare tanto per la nostra famiglia, per i fratelli più deboli, per l’apostolato, ma siamo impotenti! È il momento del ripiegamento su noi stessi, lo scoraggiamento, la solitudine, la tristezza ci avvolgono. Siamo in travaglio, vorremmo essere guariti, vorremmo che tutto passasse in fretta…

Anche Gesù, in preghiera nel Getsémani, fu preso da tristezza e angoscia al pensiero di quello che avrebbe sofferto ed ha chiesto al Padre “Padre,se vuoi, allontana da me questo calice, (Lc 22,39)  ma l’amore per ciascuno di noi lo ha portato ad accogliere la volontà salvifica del Padre e a dire“non la mia ma la tua volontà si compia”.

Gesù ha sofferto tantissimo, e non dobbiamo pensare che la sua sofferenza fosse mitigata dalla sua divinità, sì, Gesù è vero Dio, ma è anche vero uomo e come tale, sulla Croce, quando la sua sofferenza ha raggiunto l’apice, ha gridato al Padre: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Come avrebbe potuto pronunciare queste parole, se non si fosse sentito schiacciare dal dolore?

 

Anche noi quando siamo schiacciati dal dolore, esperito ogni tentativo per essere guariti,  non dobbiamo temere l’immobilità e l’impotenza della croce, è il momento del nostro sì alla volontà del Padre, anche noi possiamo osare e dire come Gesù: “Non la mia ma la tua volontà si compia”.

Dalla Croce siamo stati “guariti”, è il miracolo più importante operato da Gesù, il miracolo dei miracoli, l’azione delle azioni. Se ci troviamo sulla via del calvario stiamo facendo con il Signore qualcosa di bello per noi e per i fratelli.

Ormai non ci sono più dubbi, la sofferenza, la malattia ci avvicinano a Dio, il nostro corpo è a servizio di Dio: “avendo Cristo sofferto nel corpo, anche voi dunque armatevi degli stessi sentimenti. Chi ha sofferto nel corpo ha rotto con il peccato, per non vivere più il resto della sua vita nelle passioni umane, ma secondo la volontà di Dio” (1Pt 4,1 )

La nostra pace e la nostra gloria sta nel compiere la volontà di Dio qualunque essa sia.

Dobbiamo esserne certi: partecipare alle sofferenze di Cristo è un segno di elezione.  “Quante volte mi avresti abbandonato, figlio mio, se non ti avessi crocifisso. Sotto la Croce si impara ad amare ed io non la do a tutti, ma solo a quelle anime che mi sono più care”, disse Gesù a P.Pio.  Non ci sentiamo forse consolati da queste parole di Gesù? Anche Teresa D’Avila si è sentita rispondere più o meno allo stesso modo quando si lamentava con il Signore.

Certamente è più facile meditare sulle profondità salvifiche e spirituali della Croce che portarne il peso, viverle, ma non siamo soli, Gesù ci è accanto, infatti, proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova” (Ebrei 2,18)

E con S. Paolo siamo certi: “Tutto posso in colui che mi dá la forza” (Fil 4,13).

 

San P.Pio, da valoroso guerriero, ci incoraggia e ci fa riflettere:

“Felici noi, che contro ogni nostro merito, già siamo per divina misericordia, su gli scalini del Calvario: già siamo stati fatti degni di seguire il celeste Maestro, già siamo stati annoverati alla beata comitiva delle anime elette; ed il tutto per un tratto specialissimo della divina pietà del Padre celeste. E noi non la perdiamo di vista questa beata comitiva: Teniamoci sempre stretti ad essa e non ci spaventi né il peso della croce che bisogna portare, né il lungo viaggio che bisogna percorrere, né l’irto monte a cui bisogna ascendere. Ci rianimi il consolante pensiero che dopo asceso il Calvario, si ascenderà ancor più in alto, senza nostro sforzo; si ascenderà il monte santo di Dio, alla Gerusalemme celeste……Coraggio dunque; stabiliamoci con sempre nuova e crescente fermezza in una forte e soda speranza. Ed allora sì che ancor noi sperimenteremo la dolcezza della croce. Anche noi esclameremo con il nostro serafico Padre (S. Francesco): “E’ tanto il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto.”(Lett. alle sorelle Ventrella)   

L’esempio dei santi ci aiuti ad andare avanti nel cammino della nostra vita. Sarebbe bello se con la nostra croce raggiungessimo il Calvario! Probabilmente non avremo la forza di farci crocifiggere, perché troppo grande il dolore, per questo, Gesù, perdonaci e consentici di rimanere con Te, sotto la Croce insieme a Maria e Giovanni.

Maria Santissima, Maestra del soffrire, ci aiuti a vivere con fede, compostezza, in piena obbedienza e sottomissione, la volontà di Dio, che è volontà di pace e di salvezza eterna.

O mia carissima figliola, questa vita è breve…. Le ricompense di ciò che si opera nell’esercizio della croce sono eterne! P.Pio (5/11/1917)

 

 

Coroncina alle Sante Piaghe…Gesù

 

 

Le 13 promesse di Nostro Signore a chi recita questa corona, 

trasmesse da Suor Maria Marta Chambon.

 

1) “Io accorderò tutto ciò che Mi si domanda con l’invocazione delle Mie sante Piaghe. Bisogna spargerne la devozione”. 2) “In verità questa preghiera non è della terra, ma del cielo… e può ottenere tutto”.

3) “Le mie sante Piaghe sostengono il mondo… chiedimi di amarle costantemente, perché Esse sono sorgente di ogni grazia. Bisogna invocarle spesso, attirarvi il prossimo ed imprimerne la devozione nelle anime”.

4) “Quando avete delle pene da soffrire portatele prontamente nelle Mie Piaghe, e saranno addolcite”.

5) “Bisogna ripetere spesso vicino agli ammalati: ‘Gesù mio, perdono, ecc.’ Questa preghiera solleverà l’anima e il corpo”.

6) “E il peccatore che dirà: ‘Eterno Padre, Vi offro le Piaghe, ecc…’ otterrà la conversione. Le Mie Piaghe ripareranno le vostre”.

7) “Non vi sarà morte per l’anima che spirerà nelle Mie Piaghe. Esse danno la vera vita”.

8) “A ogni parola che pronunciate della Corona della misericordia, Io lascio cadere una goccia del Mio Sangue sull’anima di un peccatore”.

9) “L’anima che avrà onorato le Mie sante Piaghe e le avrà offerte all’Eterno Padre per le anime del Purgatorio, sarà accompagnata in morte dalla santissima Vergine e dagli Angeli; e Io, risplendente di gloria, la riceverò per incoronarla”.

10) “Le sante Piaghe sono il Tesoro dei tesori per le anime del Purgatorio”.

11) “La devozione alle Mie Piaghe è il rimedio per questo tempo di iniquità”.

12) “Dalle Mie Piaghe escono i frutti di Santità. Meditandole vi troverete sempre nuovo alimento  di amore”.

13) “Figlia mia, se immergi le tue azioni nelle Mie sante Piaghe acquisteranno valore, le vostre minime azioni ricoperte del Mio Sangue appagheranno il Mio Cuore”

 

Come si recita la coroncina alle Sante Piaghe

 

Si recita servendosi di una comune corona del Santo Rosario e si comincia con le seguenti preghiere:

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre…,

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito da Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di la verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

1) O Gesù, divin Redentore, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen

2) Dio santo, Dio forte, Dio immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero. Amen

3) Grazia e misericordia, o mio Dio, nei pericoli presenti, coprici col tuo sangue preziosissimo. Amen

4) O Padre Eterno, usaci misericordia per il Sangue di Gesù Cristo tuo unico Figlio,

usaci misericordia; noi te ne scongiuriamo. Amen.

 

Sui grani del Padre nostro si prega:

 

Eterno Padre, Ti offro le Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo, per guarire quelle delle anime nostre.

 

Sui grani dell’Ave Maria si prega:

 

Gesù mio perdono e misericordia, per i meriti delle Tue sante Piaghe.

 

Alla fine si ripete per 3 volte:

 

“Eterno Padre, Ti offro le Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo, per guarire quelle delle anime nostre”.

 

 

Rivelazione fatta da Gesù a San Bernardo

sulla piaga alla Sacra Spalla per il peso della Croce

San Bernardo, Abate di Chiaravalle, domandò nella preghiera a Nostro Signore quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua Passione. Gli fu risposto: “Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce: questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta. Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa piaga verrà loro concessa; ed a tutti quelli che per amore di essa mi onoreranno con tre Pater, tre Ave e tre Gloria al giorno perdonerò i peccati veniali e non ricorderò più i mortali e non moriranno di morte improvvisa ed in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine e conseguiranno la grazia e la misericordia”.

Preghiera per domandare una grazia 

Dilettissimo Signore mio Gesù Cristo, mansueto Agnello di Dio, io povero peccatore Ti adoro e considero la dolorosissima piaga della tua spalla aperta dalla pesante croce che hai portato per me. Ti ringrazio del Tuo immenso dono d’Amore per la Redenzione e spero le grazie che Tu hai promesso a co­loro che contemplano la Tua Passione e l’atroce piaga della Tua Spalla. Gesù, mio Salvatore, incoraggiato da Te a chiedere quello che desidero, Ti chiedo il dono del Tuo Santo Spiri­to per me, per tutta la Tua Chiesa, e la grazia (chiedere la grazia che si desidera);

fa che sia tutto per la Tua gloria e il mio maggior bene secondo il Cuore del Padre.

Amen.

tre Pater, tre Ave, tre Gloria