La storia del quadro voluto da Gesù…la misericordia infinita per noi…

Immagine di Gesù Misericordioso dettato a Santa Faustina Kowalska e realizzato da Eugeniusz Kazimirowski

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La sera del 22 Febbraio, 1931 suor Maria Faustina Kowalska, al secolo Elena Kowalsk (proclamata santa il 30 aprile 2000) annota sul suo diario :

“La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l’anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande. Dopo un istante, Gesù mi disse: Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici.
(…) Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia. Desidero che i sacerdoti annuncino la Mia grande Misericordia per le anime dei peccatori.

ll compito che il Signore Gesù assegnò a suor Faustina era, umanamente parlando, irrealizzabile, poiché essa non possedeva delle capacità artistiche elementari. Nonostante ciò, provò a dipingere il quadro da sola, senza riuscirci. Le sollecitazioni di Gesù a realizzare questo compito, e dall’altra parte, l’incredulità dei confessori e dei superiori, divennero per suor Faustina una sofferenza personale enorme. Durante il soggiorno a Płocke poi a Varsavia, continuava a pensare sul compito irrealizzabile del Signore Gesù, tanto più che le faceva sentire quanto fu importante era nei piani di Dio quel compito a lei affidato.

Questo si evince da quanto lei stessa scrive nel suo diario ( pag.154) : “ Ad un tratto vidi il Signore che mi disse: Sappi che, se trascuri di dipingere quell’immagine e tutta l’opera della Misericordia, nel giorno del giudizio risponderai di un gran numero di anime ’’

Suor Faustina fu trasferita alla casa della congregazione a Vilnius il 25 maggio 1933. Qui incontrò il suo confessore e direttore spirituale, don Sopocko che si impegnò a realizzazione le richieste del Signore Gesù. Così egli chiese ad un artista pittore Eugeniusz Kazimirowski di dipingere questa immagine sacra facendogli conoscere parzialmente la missione di suor Faustina e lo impegnò a mantenere il segreto. Il pittore rinunciò alla propria concezione artistica per trasmettere fedelmente quello che riferiva suor Faustina. Lei, per un periodo di sei mesi, si recava nel laboratorio del pittore almeno una volta a settimana, per aggiungere dettagli ed indicare le correzioni necessarie. Cercava di ottenere un’immagine fedele di Gesù Misericordioso esattamente come quella che le fu rivelata in visione, ma il risultato non era soddisfacente. Nel suo diario (pag.313) riporta : “Andai subito in cappella e mi sfogai piangendo a dirotto. Dissi al Signore: Chi può dipingerTi bello come sei? – All’improvviso udii queste parole: Non nella bellezza dei colori nè del pennello sta la grandezza di questa immagine, ma nella Mia grazia” .

l’immagine del Salvatore Misericordioso venne esposta nella finestra della cappella di Porta dell’Aurora a Vilnius, nei giorni 26-28 aprile 1935 e per la prima volta fu venerata pubblicamente durante le solennità di chiusura del Giubileo di 1900-ennio della Redenzione del Mondo.

Gesuconfido in te

“I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia (…). Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio”

Nel 1943 a dieci anni di distanza dalla realizzazione della prima immagine di Gesù Misericordioso a Vilnius in Lituania e a cinque anni dalla morte di suor Faustina a Cracovia all’età di 33 anni, l’artista e pittore Adolf Hyla si presentò a Cracovia Lagiewniki. Parlò con le suore della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia svelando il suo desiderio di dipingere un quadro. Voleva fare un dono per la cappella della congregazione, offrendolo come ex-voto di ringraziamento a nome di tutta la sua famiglia salvata dalla guerra.

Le Suore gli proposero di dipingere un’immagine di Gesù Misericordioso. Come modello presentarono all’artista una riproduzione della prima immagine dipinta da Kazimirowski con la partecipazione di suor Faustina. Allegarono anche la descrizione dell’immagine contenuta nel diario di suor Faustina. L’artista eseguì quest’opera secondo la sua propria idea. Siccome le misure del quadro ricevuto in dono non andavano bene per l’altare della cappella delle Suore, Madre Irene Krzyzanowska ne ordinò un’altra. Questa immagine fu benedetta nel 1944 e collocata nella cappella della Congregazione a Cracovia, dove è venerata fino ad oggi. L’effigie di Gesù Misericordioso era dipinta sullo sfondo di un prato e dei cespugli visibili in lontananza. Don Sopocko intervenne nel 1954 e lo sfondo dell’immagine fu dipinto con un colore scuro, e sotto i piedi del Signore Gesù fu dipinto un pavimento.

L’immagine dipinta da Adolf Hyla senz’altro contribuì in grande misura alla diffusione del culto della Divina Misericordia. Lo confermano numerose grazie ricevute tramite questa immagine. Tuttavia, la sua popolarità non fa diminuire il valore della prima immagine, esattamente secondo il modello trasmesso dal Signore Gesù stesso.

La versione di Adolf Hyla :

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Messaggio del 25 settembre 2017…Medjugorje

Gesu_e_Maria “Cari figli! Oggi vi invito ad essere generosi nella rinuncia, nel digiuno e nella preghiera per tutti coloro che sono nella prova, e sono vostri fratelli e sorelle. In modo particolare vi chiedo di pregare per i sacerdoti e tutti i consacrati affinché con più ardore amino Gesù, affinché lo Spirito Santo riempia i loro cuori con la gioia, affinché testimonino il Cielo e i misteri celesti. Molte anime sono nel peccato perché non ci sono coloro che si sacrificano e pregano per la loro conversione. Io sono con voi e prego per voi perché i vostri cuori siano riempiti di gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 

Le ultime ore di San Padre Pio…

I Profumi di Padre Pio...Ricordiamo il transito di San Pio da Pietralcina..
TRANSITO DI PADRE PIO
Poco dopo le ore 21 del 22 settembre 1968, quando il padre Mariano si era già allontanato dalla cella n. 4 ed io vi ero entrato, Padre Pio per mezzo del citofono mi chiamò nella sua stanza: era a letto, coricato sul fianco destro.
Mi domandò soltanto l’ora segnata dalla sveglia posta sul suo comodino. Dai suoi occhi arrossati asciugai qualche piccola lagrima e ritornai nella stanza n. 4 per mettermi in ascolto presso il citofono sempre acceso.
Il Padre mi chiamò ancora per altre cinque o sei volte fino alla mezzanotte; ed aveva sempre gli occhi rossi di pianto, ma di un pianto dolce, sereno. A mezzanotte come un bambino pauroso mi supplicò: «Resta con me, figlio mio»; e cominciò a chiedermi con molta frequenza l’orario.
Mi guardava con occhi pieni d’implorazione, stringendomi fortemente le mani. Poi, come se si fosse dimenticato dell’orario richiestomi in continuazione, mi domandò: «Vagliò, a ditte a Messe?».
Risposi sorridendo: «Padre spirituale, è troppo presto adesso per la Messa». Ed egli replicò: «Beh, stamattina la dirai per me». Ed io: «Ma ogni mattina la dico secondo le sue intenzioni».
Successivamente volle confessarsi e terminata la sua sacramentale confessione disse: «Figlio mio, se oggi il Signore mi chiama, chiedi perdono per me ai confratelli di tutti i fastidi che ho dato; e chiedi ai confratelli ed ai figli spirituali una preghiera per l’anima mia».
Risposi: «Padre spirituale, io sono sicuro che il Signore la farà vivere ancora a lungo, ma, se dovesse aver ragione lei, posso chiederle un’ultima benedizione per i confratelli, peri figli spirituali e peri suoi ammalati?»
E lui: «Sì che li benedico tutti; chiedi anzi al Superiore che la dia lui per me questa ultima benedizione». Infine mi ha chiesto di rinnovare l’atto della professione religiosa. Era l’una quando mi disse: «Senti, figlio mio, io qui a letto non respiro bene. Lasciami alzare. Sulla sedia respirerò meglio».
L’una, le due, le tre erano di solito gli orari in cui soleva alzarsi per prepararsi alla santa Messa, e prima di sedersi sulla poltrona soleva fare quattro passi per il corridoio.
Quella notte notai con mia grande meraviglia che camminava dritto e spedito come un giovane, tanto che non vi era bisogno di sostenerlo.
Giunto sull’uscio della sua cella disse: «An-diamo un po’ sul terrazzino».
Lo seguii tenendogli la mano sotto il braccio; egli stesso accese la luce e arrivato vicino alla poltrona si sedette e guardò in giro per il terrazzino curiosando: sembrava che con gli occhi cercasse qualcosa. Dopo cinque minuti volle tornare nella cella.
Cercai di sollevarlo, ma mi disse: «Non ce la faccio». Infatti si era appesantito. «Padre spirituale, non si preoccupi», gli dissi incoraggiandolo e prendendo subito la
sedia a rotelle che era a due passi. Per le ascelle lo sollevai dalla poltrona e lo posi a sedere sulla sedia.
Egli stesso sollevò i piedi da terra e li poggiò sul predellino.
Nella cella quando l’ebbi adagiato sulla poltrona, egli indicandomi con la mano sinistra e con lo sguardo la sedia a rotelle mi disse: «Portala fuori». Rientrato nella cella, notai che il Padre incominciava ad impallidire. Sulla fronte aveva un sudore freddo.
Mi spaventai, però, quando vidi che le sue labbra cominciavano a diventare livide. E ripeteva continuamente: «Gesù, Maria» con voce sempre più debole.
Mi mossi per andare a chiamare un confratello, ma egli mi fermò dicendo: «Non svegliare nessuno». Io mi avviai ugualmente e correndo mi ero allontanato di pochi passi dalla sua cella, quando mi richiamò ancora.
Ed io pensando che non mi richiamasse per dirmi la stessa cosa tornai indietro.
Ma quando mi sentii ripetere: «Non svegliare nessuno», gli risposi con un atto di implorazione: «Padre spirituale, adesso mi lasci fare».
E di corsa mi avviai verso la cella di padre Mariano, ma vedendo aperto l’uscio di fra Guglielmo entrai, accesi la luce e lo scossi: «Padre Pio, sta male». In un momento fra Guglielmo raggiunse la cella del Padre ed io corsi a telefonare al dottor Sala. Questi giunse dopo dieci minuti circa e appena vide il Padre preparò subito l’occorrente per fargli un’iniezione.
Quando tutto fu pronto fra Guglielmo ed io cercammo di sollevarlo, ma non riuscendovi dovemmo adagiarlo sul letto. Il dottore fece l’iniezione e poi ci aiutò a riadagiarlo sulla poltrona, mentre il Padre ripeteva con voce sempre più fievole e con il movimento delle labbra sempre più impercettibile: «Gesù, Maria».
Frattanto chiamati dal dottor Sala cominciavano ad arrivare Mario Pennelli, nipote di Padre Pio, il Direttore sanitario della Casa Sollievo dottor Gusso, e il dottor Giovanni Scarale; mentre chiamati da me erano già arrivati il padre Guardiano, il padre Mariano ed altri confratelli.
Mentre i medici davano l’ossigeno prima con la cannula e poi con la maschera, il padre Paolo da San Giovanni Rotondo amministrava al Padre spirituale il Sacramento degli infermi e gli altri confratelli inginocchiati all’intorno pregavano. Alle ore 2,30 circa dolcemente chinò la testa sul petto: era spirato.
padre Pellegrino Funicelli, cappuccino
(Padre Pio è morto, numero speciale
«La Casa Sollievo della Sofferenza», ottobre 1968)

14 Settembre…Esaltazione della croce…Gesù

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ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE
PREGHIERA

“Ti benediciamo, Signore, Padre santo, perché nella ricchezza del tuo amore, dall’albero che aveva portato all’uomo morte e rovina, hai fatto scaturire la medicina di salvezza e di vita. Il Signore Gesù, sacerdote, maestro e re, venuta l’ora della sua Pasqua, salì volontariamente su quel legno e ne fece l’altare del sacrificio, la cattedra di verità, il trono della sua gloria. Innalzato da terra trionfò sull’antico avversario e avvolto nella porpora del suo sangue con amore misericordioso attirò tutti a sé; aperte le braccia sulla croce offrì a te, o Padre, il sacrificio della vita e infuse la sua forza redentrice nei sacramenti della nuova alleanza; morendo rivelò ai discepoli il senso misterioso di quella sua parola: il chicco di grano che muore nei solchi della terra produce una messe abbondante. Ora ti preghiamo, Dio onnipotente, fa’ che i tuoi figli adorando la Croce del Redentore, attingano i frutti della salvezza che egli ha meritato con la sua passione; su questo legno glorioso inchiodino i propri peccati, infrangano la loro superbia, guariscano l’infermità della condizione umana; traggano conforto nella prova, sicurezza nel pericolo, e forti della sua protezione percorrano incolumi le strade del mondo, fino a quando tu, o Padre, li accoglierai nella tua casa. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
CONSACRAZIONE della famiglia al Crocifisso

Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.

La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.

Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell’osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l’ingratitudine di quelle famiglie cristiane che Ti hanno rinnegato. Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l’amore che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell’eternità. Così sia!
INNO

Ecco il vessillo di un Re crocifisso,
mistero di morte e di gloria:
il Signore del mondo
si spegne su un patibolo.

Straziato nelle carni,
atrocemente inchiodato,
si immola il Figlio di Dio,
vittima pura del nostro riscatto.

Colpo di lancia crudele
squarcia il tuo cuore; fluisce
sangue ed acqua: è la fonte
che ogni peccato lava.

Sangue regale imporpora
lo squallore del legno:
risplende la croce e Cristo
regna da questo trono.

Salve, croce adorabile!
Su questo altare muore
la Vita e morendo ridona
agli uomini la vita.

Salve, croce adorabile,
sola nostra speranza!
Concedi perdono ai colpevoli,
accresci nei giusti la grazia.

O Trinità beata unico Dio,
a te si elevi la lode;
custodisci nei secoli
chi dalla croce è rinato. Amen.
   PROMESSE di nostro Signore a coloro che onorano e venerano il Santo Crocifisso

Il Signore nel 1960 avrebbe fatto queste promesse ad una sua umile serva:

1) Quelli che espongono il Crocifisso nelle loro case o posti di lavoro e lo decorano con fiori, raccoglieranno molte benedizioni e ricco frutto nel loro lavoro e nelle loro iniziative, insieme ad un immediato aiuto e conforto nei loro problemi e sofferenze.

2) Coloro i quali guardano al Crocifisso anche soltanto pochi minuti, quando saranno tentati o sono nella battaglia e nello sforzo, soprattutto quando saranno tentati dalla collera, padroneggeranno subito se stessi, la tentazione e il peccato.

3) Quelli che mediteranno ogni giorno, per 15 minuti, sulla Mia Agonia sulla Croce, sosteranno di sicuro le loro sofferenze e i loro fastidi, prima con pazienza più tardi con gioia.

4) Quelli che molto spesso meditano sulle Mie ferite sulla Croce, con profondo dolore per i loro peccati e le loro colpe, acquisteranno presto un profondo odio al peccato.

5) Coloro i quali spesso e almeno due volte al giorno offriranno al Padre celeste le mie tre ore di Agonia sulla Croce per tutte le negligenze, le indifferenze e le mancanze nel seguire le buone ispirazioni ne abbrevieranno la punizione o ne saranno completamente risparmiati.

6) Quelli che volentieri recitano giornalmente il Rosario delle Sante Piaghe, con devozione e grande fiducia mentre meditano sulla Mia Agonia sulla Croce, otterranno la grazia di adempiere bene i loro doveri e con il loro esempio indurranno gli altri a fare altrettanto.

7) Coloro i quali ispireranno ad altri ad onorare il Crocifisso, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe e che inoltre faranno conoscere il Mio Rosario delle S. Piaghe otterranno presto risposta a tutte le loro preghiere.

8) Coloro i quali fanno la Via Crucis giornalmente per un certo periodo di tempo e la offrono per la conversione dei peccatori possono salvare un’intera Parrocchia.

9) Coloro i quali per 3 volte consecutive (non nello stesso giorno) visitano un immagine di Me Crocifisso, la onorano e offrono al Padre Celeste la Mia Agonia e Morte, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe per i loro peccati avranno una bella morte e moriranno senza agonia e paura.

10) Quelli che ogni venerdì, alle tre del pomeriggio, meditano sulla Mia Passione e Morte per 15 minuti, offrendole insieme al Mio Preziosissimo Sangue e alle Mie S. Piaghe per se stessi e per i morenti della settimana, otterranno un alto livello di amore e di perfezione e possono star sicuri che il diavolo non potrà causare loro ulteriori danni spirituali e fisici.
INDULGENZE legate all’uso del Crocifisso

In articulo mortis ( al momento della morte)
Al fedele in pericolo di morte, che non possa essere assistito da un sacerdote che gli amministri i sacramenti e gli impartisca la benedizione apostolica con l’annessa indulgenza plenaria, la santa Madre Chiesa concede ugualmente l’indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante a vita qualche preghiera. Per l’acquisto di tale indulgenza è raccomandabile l’uso del crocifisso o della croce. La condizione “purché abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera” supplisce in questo caso le tre solite condizioni richieste per l’acquisto dell’indulgenza plenaria. Questa indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata dal fedele che, nello stesso giorno abbia già acquistato un’altra indulgenza plenaria.

Obiectorum pietatis usus (Uso degli oggetti di pietà)
Il fedele che devotamente usa un oggetto di pietà (crocifisso o croce, corona, scapolare, medaglia), benedette da un sacerdote qualsiasi, può lucrare una indulgenza parziale. Se poi tale oggetto religioso è benedetto dal Sommo Pontefice o da un Vescovo, il fedele, che devotamente lo usa, può acquistare anche l’indulgenza plenaria nella festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo, aggiungendo però la professione di fede con qualsiasi legittima formula.
I SANTI e il CROCIFISSO

Fu rivelato a S. Margherita Alacoque, apostola del S. Cuore” Nostro Signore sarà propizio in punto di morte a tutti coloro che di venerdì lo adoreranno 33 volte sulla croce, trono della sua Misericordia. ( scritti n. 45)

A suor Antonietta Prevedello il divino Maestro disse: “ ogni volta che un’anima bacia le ferite del crocifisso merita che Io le baci le piaghe della sua miseria e dei suoi peccati… io ricompenso con 7 doni mistici, quelli dello Spirito Santo, atti a distruggere i 7 peccati capitali, quelli che baciano per adorazione le piaghe sanguinanti del mio Corpo.”

A suor Marta Chambon, suora della visitazione di Chambery, fu rivelato da Gesù:”Le anime che pregano con umiltà e meditano la mia dolorosa Passione, avranno un giorno una partecipazione alla gloria delle mie Piaghe, contemplami sulla croce.. stringiti al mio cuore, vi scoprirai tutta la bontà di cui è colmo.. vieni figlia mia e gettati qui dentro. Se volete entrare nella luce del Signore bisogna nascondersi nel mio Costato. Se volete conoscere l’intimità delle viscere della Misericordia di Colui che vi ama tanto, dovete avvicinare le labbra con rispetto ed umiltà all’apertura del mio Sacro Cuore. L’anima che spirerà nelle mie piaghe non si dannerà.”

Gesù ha rivelato a S. Geltrude: “Ti confido che mi torna assai gradito vedere lo strumento del mio supplizio circondato d’amore e di rispetto”.

Maria ci parla…don Dolindo Ruotolo

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Messaggio del 2 settembre 2017…Medjugorje

IMG_2121Cari figli, chi meglio di me potrebbe parlarvi dell’amore e del dolore di mio Figlio?
Ho vissuto con Lui, ho sopportato con lui, vivendo la vita terrena, ho provato dolore perché fui madre.
Mio Figlio ha amato i pensieri e le opere del Padre Celeste, il Dio vero, e come mi diceva è venuto a redimervi. Io ho nascosto il mio dolore con l’amore e voi, figli miei, avete numerose domande, non comprendete il dolore, non comprendete che tramite l’Amore di Dio dovete accettare il dolore e sopportarlo. Tutte le persone lo proveranno in misura minore o maggiore, ma affrontato con la pace nel cuore e in stato di grazia c’è speranza.
Questo è mio Figlio, Dio, nato da Dio. Le sue parole sono seme di vita eterna e seminate nelle anime buone portano molto frutto.
Mio Figlio ha portato il dolore perché ha preso su di sé i vostri peccati.
Perciò voi, figli miei, apostoli del mio amore, voi che sopportate, sappiate che il vostro dolore diventerà luce e gloria. Figli miei, mentre sopportate il dolore, mentre soffrite il Cielo entra in voi, e voi, a tutti coloro che vi circondano date un po’ di Cielo e molta speranza.
Vi ringrazio.

Rosario delle lacrime della Madonna…

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La Beata Vergine Maria è apparsa alla sorella Amalia dal Gesù Flagellato, dalla Compagnia delle Missionarie del Salvatore Crocifisso, a Campionas, in Brasile, nel 8 marzo 1930.

Questa umile monaca portava le ferite del Signore sul proprio corpo e viveva e morì famosa per la sua santità. Precisamente cinque mesi prima della apparizione della Madre di Dio, la suora Amalia era stata colpita con una tragedia famigliare, dove la moglie di suo cugino si ammalò gravamente e soffriva nella sua agonìa. Pregando nella cappella del monastero nell’ 8 novembre 1929, all’improvviso vide Gesù sul posto del Tabernacolo e Lo prega di prendere la sua vita e lasciare alla vita questa madre di bambini piccoli. Siccome la sua preghiera era forte e completamente sincera, il Signore si volse verso lei, consigliandola come ricevere questa misericordia. Gesù le disse: “Se vuoi pregare questa misericordia, pregaMe tramite le lacrime di Mia Madre!” Inchinando davanti all’altare, con le mani aperte, con la testa abbasata nei pensieri di questa proposta del Salvatore, la sorella Amalia Gli domandò umilmente:
“In che modo devo pregare?” Gesù le rispose:
“Oh Gesù esaudisci i nostri pensieri, tramite le lacrime di Tua Madre.
Oh Gesù guarda le lacrime di Quella, che Ti amava tantissimo sulla terra, e che adesso con calore fortissimo Ti ama sul Cielo!”
Insegnandola queste invocazioni, Gesù le ha ancora menzionato:
“Figlia mia qualunque cosa le persone pregano da me in nome delle lacrime di Mia Madre, con amore li esaudirò.”
Dopo di ciò il Signore le ha avvisato che in seguito la stessa cara Madre Maria rivelerà il prezioso tesoro delle sue lacrime alla comunione monaca della sorella
Amalia, che per molti, sarà come un “magnete della misericordia.”

Beata Vergine Maria dona il Rosario delle lacrime
L’aspettata e desiderata apparizione della Beata Vergine Maria è successa nell’ 8 marzo 1930 – mentre la sorella Amalia pregava inchinandosi nella cappella, sul lato sinistro sotto l’altare.
Sentì improvvisamente di esser alzata e vide la Beata Vergine Maria avvicinanarsi, con una bellezza e dolcezza indescrivibile, vestita nel vestito viola, avvolta nel mantello
blu sparso con le stelle, e la testa coperta con il velo bianco, con un insolito Rosario nelle mani. Sorridendo meraviglosamente, Madre Maria si avvicinò alla sorella Amalia e dandole il Rosario, disse: “Questo è il Rosario delle mie lacrime, che mio Figlio confida alla tua Comunione monaca in eredità.
Le invocazioni ti ha raccomandato mio Figlio. Tramite queste invocazioni Lui vuole mostrarmi il Suo amore particolare, e donerà tutte le misericordie, per le quali si pregherà per le mie lacrime.

 

Con la preghiera di questo Rosario si convertiranno molti peccatori, e particolarmente quelli tormentati dal diavolo.
Il Maligno sarà costretto ad ammettere da solo, quanto danno gli fa questo Rosario. Sìi pronta alle grandi lotte!” Dicendo questo, la Vergine Maria è sparita. Un mese dopo, 8 aprile 1930, Beata Vergine Maria viene e avvisa precisamente il modo di come pregare questo Rosario ed anche i scopi di questo Rosario. Sul Rosario esiste un medaglione particolare, sul quale si trovano due immagini: un lato mostra l’immagine di Gesù Cristo il Signore, con le mani legate con la corda, con iscritto attorno: “Con la Tua dolcezza Divina, oh legato Gesù, salva il mondo dalle ilusioni che lo minacciano!”
L’altro lato mostra l’immaagine della Madre delle lacrime, come la sorella Amalia l’ha vista, con iscritto ai bordi:
“Oh Vergine, piena di dolore, le Tue lacrime distruggono l’impero infernale!”

Il mesaggio della Beata Vergine Maria tramite la sorella Amalia:
Prometto a tutti, che pregano questo Rosario, che distenderò il mio mantello sopra loro, come il significato della mia protezione particolare. Ti dico questo perché è il desiderio di mio Figlio, che per i meriti delle mie benedette lacrime dona al mondo diverse benedizioni. Quando sento queste invocazioni, molte benedizioni scenderanno sull famiglie e sull’umanità. La nostra Madonna ha spiegato il significato dei colori del Suo vestito durante l’apparizione alla sorella Amalia: “Sai perché porto il MANTELLO BLU? Per ricordarvi al Cielo, quando vi sentite troppo stanchi dai vostri lavori, quando portate le croci delle vostre sofferenze. Il mio mantello allora vi ricorda al Cielo, che svegli in voi l’indicibile gioia dell’Eternità, che darà il coraggio alle vostre anime e la pace ai vostri cuori, per poter lottare fino a fondo.
Capischi il significato del mio VESTITO VIOLA? Te lo spiegherò, per ricordarti di ciò quando guarderai l’immagine delle Lacrime. Il colore viola simboleggia il dolore. È quel dolore che Gesù sentiva mentre L’hanno picchiato crudelmente e Gli hanno maltrettato il corpo. Guardando Gesù, il Mio Cure Materno e l’Anima hanno anche sofferto moltissimo. Ti spiegherò, figlia anche il significato della VELETTA BIANCA; essa copre la mia testa e cade sui petti. Questo colore mostra la purità, siccome io sono ‘il fiore bianco dellla Santa Trinità’, era dignitoso che mi copro con la bianchezza. IL SORRISO DOLCE che vedi sulle mie labbra, è qui per riccordarti alle immense gioie, che l’umanità può pregare dal questo tesoro prezioso, dalle mie lacrime!
Ti spiegherò anche, perché appaio con lo SGUARDO ABBASSATO. I pittori stimolati mostravano i miei occhi alzati verso cielo, come in una canzone lodano la mia Immacolata Concezione. Perché in questa apparizione, nella quale ti lasci alla forza delle mie benedette lacrime, ho gli occhi abbassati? Ciò simboleggia la mia compassione per la gente, perché venni dal Cielo per accompagnarvi nelle vostre sofferenze! I miei occhi sono sempre abbassati per le vostre sofferenze ed i dolori, ogni volta quando pregate Mio Figlio, di esaudirvi per le lacrime che ho sparso. Dunque, guardando questa mia immagine, accorgiti sempre e sappi che vi guardo con gli occhi strapieni di compassione e tenerezza!
Figlia mia, ti dico ancor una cosa del Rosario, che tengo nelle mie mani. L’ho chiamata da sola il ‘Rosario delle Lacrime’ Quando mi guardi così, riccordati, che questo Rosario contrassegna la misericordia, l’amore e la sofferenza. Questo Rosario delle Lacrime significa che vostra Madre vi ama! Usa questo dono e privilegio, guarda questo con confidenza e amore.”

Il Rosario è affermato come rivelazione soprannaturale dal vescovo locale Francisco Campos Baretto

LA PREGHIERA INTRODUTTIVA
Oh, Gesù crociffisso, distendi accanto ai Tuoi piedi, Ti mostriamo le lacrime di Quella che Ti accompagnava con l’amore affettuoso e compassionato sulla Tua strada della Croce strapiena di dolore.

Fa, oh buon Maestro che con tutto il cuore accetti la lezione delle lacrime di Tua Madre Santissima, e che così facciamo la Tua volontà qui sulla terra, che saremo degni celebrarTi e glorificarTi durante tutta l’eternità nel Cielo. Amen.
Sui grani grandi e 3 ultimi, l’invocazione: Oh, Gesù guarda le lacrime di Quella, che Ti amava tantissimo sulla terra, e che adesso con calore fortissimo Ti ama sul Cielo!
Sui grani piccoli: Oh, Gesù, esaudisci le nostre preghiere, – Tramite le lacrime di Tua Santissima Madre!
ALLA FINE PREGHIAMO: Oh, Maria, Madre dell’amore, dolore e della misericordia! Ti preghiamo, unisci le tue preghiere con le nostre, che Gesù, Tuo Figlio Divino, a cui ci rivolgiamo, per le Tue lacrime Materne esaudisca le nostre preghiere, e che con le misericordie, per le quali preghiamo, dona la corona della vita eterna! Amen. Questa devozione ha l’approvazione della Chiesa, e l’apparizione è riconosciuta come autentica.
In Croazia il Rosario si allarga con l’autorizzazione del Consiglio Ecclesiastico dell’Arcidiocesi di Zagabria, dal 2 novembre 1934, nr. 7352.