Le ultime ore di San Padre Pio…

I Profumi di Padre Pio...Ricordiamo il transito di San Pio da Pietralcina..
TRANSITO DI PADRE PIO
Poco dopo le ore 21 del 22 settembre 1968, quando il padre Mariano si era già allontanato dalla cella n. 4 ed io vi ero entrato, Padre Pio per mezzo del citofono mi chiamò nella sua stanza: era a letto, coricato sul fianco destro.
Mi domandò soltanto l’ora segnata dalla sveglia posta sul suo comodino. Dai suoi occhi arrossati asciugai qualche piccola lagrima e ritornai nella stanza n. 4 per mettermi in ascolto presso il citofono sempre acceso.
Il Padre mi chiamò ancora per altre cinque o sei volte fino alla mezzanotte; ed aveva sempre gli occhi rossi di pianto, ma di un pianto dolce, sereno. A mezzanotte come un bambino pauroso mi supplicò: «Resta con me, figlio mio»; e cominciò a chiedermi con molta frequenza l’orario.
Mi guardava con occhi pieni d’implorazione, stringendomi fortemente le mani. Poi, come se si fosse dimenticato dell’orario richiestomi in continuazione, mi domandò: «Vagliò, a ditte a Messe?».
Risposi sorridendo: «Padre spirituale, è troppo presto adesso per la Messa». Ed egli replicò: «Beh, stamattina la dirai per me». Ed io: «Ma ogni mattina la dico secondo le sue intenzioni».
Successivamente volle confessarsi e terminata la sua sacramentale confessione disse: «Figlio mio, se oggi il Signore mi chiama, chiedi perdono per me ai confratelli di tutti i fastidi che ho dato; e chiedi ai confratelli ed ai figli spirituali una preghiera per l’anima mia».
Risposi: «Padre spirituale, io sono sicuro che il Signore la farà vivere ancora a lungo, ma, se dovesse aver ragione lei, posso chiederle un’ultima benedizione per i confratelli, peri figli spirituali e peri suoi ammalati?»
E lui: «Sì che li benedico tutti; chiedi anzi al Superiore che la dia lui per me questa ultima benedizione». Infine mi ha chiesto di rinnovare l’atto della professione religiosa. Era l’una quando mi disse: «Senti, figlio mio, io qui a letto non respiro bene. Lasciami alzare. Sulla sedia respirerò meglio».
L’una, le due, le tre erano di solito gli orari in cui soleva alzarsi per prepararsi alla santa Messa, e prima di sedersi sulla poltrona soleva fare quattro passi per il corridoio.
Quella notte notai con mia grande meraviglia che camminava dritto e spedito come un giovane, tanto che non vi era bisogno di sostenerlo.
Giunto sull’uscio della sua cella disse: «An-diamo un po’ sul terrazzino».
Lo seguii tenendogli la mano sotto il braccio; egli stesso accese la luce e arrivato vicino alla poltrona si sedette e guardò in giro per il terrazzino curiosando: sembrava che con gli occhi cercasse qualcosa. Dopo cinque minuti volle tornare nella cella.
Cercai di sollevarlo, ma mi disse: «Non ce la faccio». Infatti si era appesantito. «Padre spirituale, non si preoccupi», gli dissi incoraggiandolo e prendendo subito la
sedia a rotelle che era a due passi. Per le ascelle lo sollevai dalla poltrona e lo posi a sedere sulla sedia.
Egli stesso sollevò i piedi da terra e li poggiò sul predellino.
Nella cella quando l’ebbi adagiato sulla poltrona, egli indicandomi con la mano sinistra e con lo sguardo la sedia a rotelle mi disse: «Portala fuori». Rientrato nella cella, notai che il Padre incominciava ad impallidire. Sulla fronte aveva un sudore freddo.
Mi spaventai, però, quando vidi che le sue labbra cominciavano a diventare livide. E ripeteva continuamente: «Gesù, Maria» con voce sempre più debole.
Mi mossi per andare a chiamare un confratello, ma egli mi fermò dicendo: «Non svegliare nessuno». Io mi avviai ugualmente e correndo mi ero allontanato di pochi passi dalla sua cella, quando mi richiamò ancora.
Ed io pensando che non mi richiamasse per dirmi la stessa cosa tornai indietro.
Ma quando mi sentii ripetere: «Non svegliare nessuno», gli risposi con un atto di implorazione: «Padre spirituale, adesso mi lasci fare».
E di corsa mi avviai verso la cella di padre Mariano, ma vedendo aperto l’uscio di fra Guglielmo entrai, accesi la luce e lo scossi: «Padre Pio, sta male». In un momento fra Guglielmo raggiunse la cella del Padre ed io corsi a telefonare al dottor Sala. Questi giunse dopo dieci minuti circa e appena vide il Padre preparò subito l’occorrente per fargli un’iniezione.
Quando tutto fu pronto fra Guglielmo ed io cercammo di sollevarlo, ma non riuscendovi dovemmo adagiarlo sul letto. Il dottore fece l’iniezione e poi ci aiutò a riadagiarlo sulla poltrona, mentre il Padre ripeteva con voce sempre più fievole e con il movimento delle labbra sempre più impercettibile: «Gesù, Maria».
Frattanto chiamati dal dottor Sala cominciavano ad arrivare Mario Pennelli, nipote di Padre Pio, il Direttore sanitario della Casa Sollievo dottor Gusso, e il dottor Giovanni Scarale; mentre chiamati da me erano già arrivati il padre Guardiano, il padre Mariano ed altri confratelli.
Mentre i medici davano l’ossigeno prima con la cannula e poi con la maschera, il padre Paolo da San Giovanni Rotondo amministrava al Padre spirituale il Sacramento degli infermi e gli altri confratelli inginocchiati all’intorno pregavano. Alle ore 2,30 circa dolcemente chinò la testa sul petto: era spirato.
padre Pellegrino Funicelli, cappuccino
(Padre Pio è morto, numero speciale
«La Casa Sollievo della Sofferenza», ottobre 1968)

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Atto di affidamento a San Pio…

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ATTO DI AFFIDAMENTO A SAN PIO

O Glorioso San Pio da Pietrelcina,
tu che sei il Santo di questo nuovo millennio,
tu che sei nostro amico,
consolatore delle nostre anime, aiuto di noi peccatori,
che per la tua sofferenza
comprendi benissimo tutte le nostre sofferenze,
a te affidiamo le richieste di bene per noi
e per i nostri cari;
a te affidiamo il nostro spirito
per renderlo capace di sopportare
tutte le pene che abbiamo nel cuore;
a te affidiamo la supplica di presentare
le nostre anime alla Vergine delle Grazie
per ottenere dal Signore l’eterna salvezza;
a te affidiamo la nostra richiesta di intercessione
per ottenere dalla Bontà divina la grazia……….
che ardentemente desideriamo.
Accoglici sotto la tua protezione,
difendici dalle insidie del maligno
e sopratutto intercedi presso l’Altissimo
perchè col perdono dei nostri peccati diventiamo
perseveranti nelle vie del bene.

3 Gloria al Padre…

 

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Oggi festa di S. Padre Pio…chiediamo la sua benedizione…

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Nel giorno della sua festa, una preghiera di grazie ed intercessione al Nostro Padre Pio…

Io sono debole
ho bisogno del tuo aiuto, del tuo conforto,
Ti prego
fai la benedizione a tutta la gente,
ai miei amici, alla mia famiglia , anche me.
Manda la luce santa,
la luce di Dio per illuminare le nostre anime,
la nostra mente,
i nostri pensieri…
a chi posso rivolgermi se non a te?
So che intercedi sempre presso il Signore
per tutte le anime che sono in un periodo negativo,
chi ha una malattia
chi una delusione, uno sconforto terreno o spirituale,
tu sei lì
vicino a quell’anima
che brama un aiuto nella sua sofferenza.

Sono certo
che chi prega con fede,
anche se piccola come un granellino di sabbia
Tu per conto di Dio
puoi operare meraviglie.
E quelle meraviglie
sono nelle grazie
che Gesù e la Mamma nostra nei cieli
ci inviano dai loro Sacratissimi Cuori
dal Loro Amore
dallo Spirito Santo che è in ognuno di noi
e che accoglie
tutto ciò che è buono per l’anima.

Padre Pio
cerco il tuo amore
la tua intercessione
per la grazia che ardentemente desidero (….)
Intercedi per me,
Dio può tutto
ed io confido nel Padre dei Cieli
nel Padre dei nostri cuori
perchè attraverso di Te
sono sicuro della Grazia che
per tua intercessione mi otterrai.

Amen

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I Profumi di Padre Pio…

L‘osmogenesi è un carisma posseduto da alcuni Santi. Tale carisma, in talune circostanze consentiva ai medesimi di far percepire a distanza o a chi gli stava vicino, profumi particolari.
Tali profumi vengono definiti odori di santità. Padre Pio era in possesso di tale carisma e tali fenomeni erano così frequenti per lui, che la gente comune era abituata a definirli come i
Profumi di Padre Pio.

Spesso il profumo emanava dalla sua persona, dagli oggetti che toccava, dai suoi indumenti. Altre volte il profumo era percepibile nei luoghi in cui passava.

Un giorno un noto Medico aveva tolto dalla piaga del costato di Padre Pio una benda che era servita a tamponare il sangue e l’aveva chiusa in un astuccio per portarla nel suo laboratorio di Roma, per analizzarla. Durante il viaggio, un Ufficiale e altre persone che erano con lui dissero di sentire il profumo che di solito emanava Padre Pio. Nessuna di quelle persone sapeva che il dottore aveva nella borsa la benda intrisa del sangue del Padre. Il medico conservò quel panno nel suo studio, e lo strano profumo impregnò per lungo tempo l’ambiente, tanto che i pazienti che andavano per le visite chiedevano spiegazioni.

Fra Modestino raccontava: "Una volta mi trovavo in vacanza a San Giovanni Rotondo. Al mattino mi presentai in sacrestia per servire la Messa a Padre Pio, ma già c’erano altri che si disputavano questo privilegio. Padre Pio interruppe quel sommesso vociare dicendo – la Messa la serve solo lui – e indicò me. Nessuno parlò più, accompagnai il Padre all’altare di San Francesco e, chiuso il cancelletto iniziai a servire la Santa Messa in assoluto raccoglimento. Al "Sanctus" ebbi un improvviso desiderio di risentire quell’indescrivibile profumo che già tante volte avevo percepito nel baciare la mano di Padre Pio. Il desiderio fu subito esaudito. Un’ondata di tanto profumo mi avvolse. Aumentò sempre di più’ fino a togliermi il respiro. Mi ressi con la mano alla balaustra per non cadere. Stavo per svenire e chiesi mentalmente a Padre Pio di evitarmi una brutta figura dinanzi alla gente. In quel preciso istante il profumo sparì. A sera, mentre l’accompagnavo alla cella, chiesi a Padre Pio spiegazioni sul fenomeno. Mi rispose: "Figlio mio, non sono io. È il signore che agisce. Lo fa sentire quando vuole e a chi vuole. Tutto avviene se e come piace a Lui."

Ero dietro allo sportello del confessionale dal quale vedevo Padre Pio che confessava dall’altro sportello – raccontava una signora. Mentre pensavo dentro di me che stavo per parlare ad un santo, fui inondata da un forte profumo di gigli. Ciò mi impressionò molto perché io alla storia dei profumi non avevo mai creduto. E così mi convinsi che i profumi di Padre Pio esistevano veramente.

Una signora di Bologna, di 24 anni, si era fratturata il braccio destro che, tre anni prima, era stato operato in seguito a un grave incidente. Dopo una nuova operazione seguita da un lungo e penoso trattamento, il chirurgo dichiarò al padre della ragazza che ella non avrebbe più ripreso l’uso del braccio, completamente anchilosato in seguito all’asportazione di una sezione della scapola, non essendo riuscito, disgraziatamente un innesto osseo. Desolati, padre e figlia, partono per San Giovanni Rotondo. Padre Pio li riceve, li benedice e dichiara: "Soprattutto niente disperazione! Confidate nel Signore! Il braccio guarirà. È la fine di luglio 1930. L’inferma ritorna a Bologna senza che si sia costatato il minimo miglioramento. Padre Pio si è dunque sbagliato! Non ci si pensa più e i mesi passano. Il 17 settembre, giorno delle stimmate di S. Francesco, improvvisamente l’appartamento in cui viveva la famiglia è invaso da un delizioso odore di giunchiglie e di rose. Questo dura un quarto d’ora circa, con grande stupore dei coinquilini che cercano invano l’origine di quegli effluvi. Da quel giorno la giovane riprese l’uso del braccio. Una radiografia, che ella conservava gelosamente, mostrava la rimessa a nuovo dell’osso e delle cartilagini.

Un uomo raccontava: "…un giorno, cedendo alle insistenze di mia moglie decisi di andare da Padre Pio. Non avevo più messo piede in una chiesa da ben venticinque anni, precisamente dal giorno del mio matrimonio. Sentii il bisogno di confessarmi, ma Padre Pio, appena gli comparvi davanti, senza nemmeno guardarmi, mi disse bruscamente: "Vattene!" – "Sono qui per confessarmi, mi dia l’assoluzione" – gli dissi rudemente. "Vattene, ho detto", mi rispose rudemente. Me ne andai. Attraversai di corsa la chiesa piccola e mi precipitai in albergo. Mia moglie, avendomi veduto uscire in quel modo, mi raggiunse in camera. – "Cosa è successo? Cosa fai?" – mi domandò.  "Faccio la valigia e me ne vado". In quel momento un’ondata di profumo mi fece trasalire. Un profumo intenso, meraviglioso. Rimasi interdetto. Mi calmai all’istante. E all’istante sentii nascere in me un gran desiderio di tornare da Padre Pio. Ci tornai il giorno dopo, ma prima feci un accurato esame di coscienza. Padre Pio mi accolse benevolmente e mi dette l’assoluzione".

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NON SI VINCE IL DEMONIO IGNORANDOLO…MA SOLO CON LA PREGHIERA!!!

Gli angeli fedeli a Dio,
lo glorificano incessantemente con la lode e il servizio ;
proteggono la Chiesa
e accompagnano il nostro cammino verso la vita eterna.
Altri angeli, invece, sono nemici dell’ uomo;
essi sono spiriti ribelli, accecati dall’ orgoglio
che odiano Dio e la sua creazione e
vorrebbero trascinare tutto e tutti nella perdizione.
Tentano gli uomini al peccato
e mettono in opera varie forme di violenza e d’ inganno.
Sono chiamati demòni, e hanno come capo Satana.
" il principe del mondo "
(Gv.12,31)
" il serpente antico…che seduce tutto il mondo "
(Ap.12,9)
" omicida fin da principio…e padre della menzogna "
(Gv.8,44)
Malvagio e potente, attraverso un’ illusione di vita,
organizza sistematicamente la perdizione e la morte.
Nei confronti di Satana e dei demòni bisogna essere vigilanti,
ma senza paura, non bisogna temerli,
in quanto sono stati vinti da Cristo.
Essi possono agire liberamente, nei limiti che Dio permette ;
loro malgrado, finiscono per contribuire al bene
e al regno di Dio, anche con le loro macchinazioni,
com’è avvenuto nella passione di Cristo.
Cristo ha dato anche a noi la possibilità
di lottare vittoriosamente contro di essi.

Queste sono alcune preghiere di liberazione
dal demonio e da influenze malefiche ;
ricordiamoci però, che quando ci rivolgiamo al Signore,
il requisito più importante
e maggiormente richiesto dal Vangelo,
è la fede.
Il cristiano, deve ricorrere alla preghiera,
umile e fiduciosa,
che non pretende di conseguire i risultati ad ogni costo,
ma che accetta quello che Dio,
nella sua Provvidenza, dispone.
Inoltre, è ovvio che i sacramenti e la Parola di Dio,
sono certamente più efficaci delle nostre invocazioni personali.
L’ ordine d’importanza e di efficacia
per accogliere la presenza liberatrice del Signore, è questo :
La S.Confessione
che è il sacramento direttamente rivolto
a strappare le anime a Satana.
La S.Messa.
La S.Comunione.
L’adorazione Eucaristica.
Le preghiere bibliche e liturgiche.
es. i salmi, i cantici, il credo, il gloria…
Il S.Rosario
e tutte le preghiere della tradizione comune.

" Durante un esorcismo, attraverso la persona posseduta,
Satana mi ha detto :
Ogni Ave Maria del Rosario, è per me una mazzata in testa ;
se i cristiani conoscessero la potenza del Rosario,
per me sarebbe finita ! "

Ecco cosa ci vuole per difenderci da Satana:
Preghiera quotidiana, Sacramenti, digiuno.
Don Gabriele Amorh

A S.MICHELE ARCANGELO
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta,
vieni in nostro aiuto contro la malizia e le insidie del demonio.
Noi ti preghiamo supplichevoli, o Dio, comanda a lui,
principe delle milizie celesti,
che con il divino potere incateni nell’inferno Satana
e gli spiriti maligni che, a perdizione delle anime,
si aggirano per il mondo. Amen.

PREGHIERA A S.MICHELE ARCANGELO
San Michele Arcangelo,
tu che sei nella pienezza della potenza e della gloria di Dio,
proteggi tutti noi dalle insidie,
tentazioni e suggestioni del demonio,
per poter camminare lieti
sulla strada preparataci dal Signore,
coperti dal manto di nostra Madre Maria.
O principe delle milizie celesti,
la tua spada spezzi le frecce con le quali Satana
e gli altri spiriti maligni tentano di colpire
le nostre menti, i nostri cuori e i nostri corpi
e trasformale in frecce d’amore
sempre più profondo e intenso per Gesù e Maria. Amen.

PREGHIERA CONTRO IL MALEFICIO
Kirie eleison, Signore Dio nostro,
o sovrano dei secoli potente e onnipotente,
tu che hai fatto tutto e che tutto trasformi con la tua sola volontà,
tu che a Babilonia hai trasformato in rugiada
la fiamma della fornace sette volte più ardente
e che hai protetto e salvato i tuo santi fanciulli;
tu che sei dottore e medico delle nostre anime;
tu che sei la salvezza di coloro che a te si rivolgono,
ti chiediamo e ti invochiamo, vanifica, scaccia o metti in fuga
ogni potenza diabolica, ogni presenza e macchinazione satanica,
e ogni influenza maligna e ogni maleficio o malocchio
di persone malefiche e malvage operati sul tuo servo…(nome);
fa che in cambio dell’invidia e del maleficio ne consegua abbondanza di beni,
forza, successo e carità; tu Signore che ami gli uomini,
stendi le tue mani possenti e le tue braccia altissime e potenti
e vieni a soccorrere e visita questa immagine tua,
mandando su di essa l’angelo della pace,
forte e protettore dell’anima e del corpo,
che terrà lontano e scaccerà qualunque forza malvagia
ogni veneficio e malìa di persone corruttrici e invidiose;
così che sotto di te il tuo supplice protetto con gratitudine ti canti:
il Signore è il mio soccorritore
e non avrò timore di ciò che potrà farmi l’uomo;
non avrò timore del male perché tu sei con me,
tu sei il mio Dio, la mia forza, il mio Signore potente,
Signore della pace, padre dei secoli futuri.
Sì, Signore Dio nostro, abbi compassione della tua immagine
e salva il tuo servo…(nome)
da ogni danno o minaccia proveniente da maleficio,
e proteggilo ponendolo al di sopra di ogni male;
per l’intercessione della più che benedetta,
gloriosa Signora la Madre di Dio e sempre Vergine Maria
dei risplendenti Arcangeli e di tutti i tuoi Santi. Amen.

ANIMA DI CRISTO
Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, ascoltami.
Nascondimi dentro le tue piaghe.
Non permettere che io mi separi da te.
Difendimi dal nemico maligno.
Nell’ora della mia morte chiamami.
Fa che io venga a te per lodarti
Con tutti i santi nei secoli dei secoli. Amen.

DIO CREATORE
Dio creatore e protettore del genere umano,
tu hai creato l’uomo a tua immagine
e in modo ancor più mirabile
lo hai ricreato con la grazia del Battesimo.
Volgi lo sguardo su di me, tuo servo,
e ascolta le mie suppliche:
sorga nel mio cuore
lo splendore della tua gloria,
che mi liberi da qualsiasi paura e timore
e mi restituisca serenità di mente e di spirito,
così che possa lodarti e benedirti
insieme ai miei fratelli nella tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

DIO ONNIPOTENTE
Dio Onnipotente,
che offri una casa ai dispersi
e riconduci alla prosperità i prigionieri,
vedi la mia afflizione e vieni in mio aiuto.
Sconfiggi il mio mortale nemico,
affinchè, fuggita la sua presenza,
io possa ritrovare la libertà nella pace
e tornato a una preghiera serena e tranquilla,
proclami quanto sei grande
per aver donato al tuo popolo la vittoria.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

DIO DI MISERICORDIA
O Dio di misericordia
e sorgente di ogni bontà,
che hai voluto che il Figlio subisse per noi
il supplizio della croce,
per liberarci dal potere
del nostro mortale nemico.
Guarda con benevolenza
la mia umiliazione e il mio dolore:
Tu che nel fonte battesimale
hai fatto di me una creatura nuova,
aiutami a vincere l’assalto del Maligno
e riempimi della grazia della tua benedizione.
Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERE PER BENEDIRE LUOGHI DI VITA E LAVORO
Visita, o Padre la nostra casa
e tieni lontane le insidie del nemico;
vengano i santi Angeli a custodirci nella pace
e la tua benedizione rimanga sempre con noi.
Per Cristo nostro Signore. Amen

Signore Gesù Cristo che hai comandato ai tuoi apostoli
di invocare la pace su quanti abitano le case in cui fossero entrati,
santifica ti preghiamo questa casa per mezzo della nostra fiduciosa preghiera.
Effondi sopra di essa le tue benedizioni e l’abbondanza della pace.
Giunga in essa la salvezza, come giunse alla casa di Zaccheo, quando tu vi sei entrato.
Incarica i tuoi Angeli di custodirla e di cacciare via da essa ogni potere del maligno.
Concedi a tutti coloro che vi abitano di piacere a te per le loro opere virtuose,
così da meritare, quando sarà tempo, di venire accolti nella tua dimora celeste.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen

LITANIE DEL PREZIOSO SANGUE
Sangue di Cristo unigenito del Padre: rit: SALVACI.
Sangue di Cristo Verbo di Dio incarnato.
Sangue di Cristo che nell’agonia scorri sulla terra.
Sangue di Cristo che sgorghi dalla flagellazione e dalla corona di spine.
Sangue di Cristo versato sulla croce.
Sangue di Cristo prezzo della nostra salvezza.
Sangue di Cristo senza cui non c’è remissione.
Sangue di Cristo nell’eucarestia, bevanda e lavacro delle anime.
Sangue di Cristo vincitore dei demoni.
Sangue di Cristo fortezza dei martiri.
Sangue di Cristo vigore dei confessori.
Sangue di Cristo che generi i vergini.
Sangue di Cristo sostegno nei pericoli.
Sangue di Cristo aiuto degli oppressi.
Sangue di Cristo conforto nel pianto.
Sangue di Cristo speranza dei penitenti.
Sangue di Cristo sollievo dei moribondi.
Sangue di Cristo pace e dolcezza dei cuori.
Sangue di Cristo pegno di vita eterna.
Sangue di Cristo che liberi le anime dal purgatorio.
Sangue di Cristo degno di ogni onore e gloria.

A MARIA
O Augusta regina del cielo
E sovrana degli Angeli,
a te che hai ricevuto da Dio
il potere e la missione
di schiacciare la testa di Satana,
noi chiediamo umilmente
di mandarci legioni celesti
perché al tuo comando inseguano i demoni,
li combattano dappertutto,
reprimano la loro audacia
e li respingano nell’abisso. Amen.

AL SIGNORE GESU’
O Gesù Salvatore,
Signore mio e Dio mio,
mio Dio e mio tutto,
che con il sacrificio della croce ci hai redenti
e hai sconfitto il potere di Satana,
ti prego di liberarmi da ogni presenza malefica
e da ogni influenza del maligno.
Te lo chiedo nel tuo nome
Te lo chiedo per le tue piaghe
Te lo chiedo per il tuo sangue
Te lo chiedo per la tua croce
Te lo chiedo per l’intercessione di Maria
Immacolata e Addolorata.
Il sangue e l’acqua
Che scaturiscono dal tuo costato
Scendano su di me
Per purificarmi, liberarmi, guarirmi. Amen.

PREGHIERA CONTRO OGNI MALE
Spirito del Signore, Spirito di Dio,
Padre, Figlio e Spirito Santo,
Santissima trinità, Vergine immacolata,
Angeli, Arcangeli e Santi del paradiso,
scendete su di me.
Fondimi, Signore, plasmami, riempimi di te, usami.
Caccia via da me, tutte le forze del male,
annientale, distruggile,
perché io possa stare bene e operare il bene.
Caccia via da me i malefici, le stregonerie, la magia nera, le messe nere,
le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio, l’infestazione diabolica,
la possessione diabolica, l’ossessione diabolica;
tutto ciò che e male, peccato, invidia, gelosia, perfidia;
la malattia fisica, psichica, morale, spirituale, diabolica.
Brucia tutti questi mali nell’inferno,
perché non abbiano più a toccare me
e nessun’altra creatura del mondo.
Ordino e comando con la forza di Dio onnipotente,
nel nome di Gesù Cristo Salvatore,
per intercessione della Vergine Immacolata,
a tutti gli spiriti immondi,
a tutte le presenze che mi molestano,
di lasciarmi immediatamente,
di lasciarmi definitivamente,
e di andare nell’inferno eterno,
incatenati da S. Michele Arcangelo, da S. Gabriele, da S. Raffaele,
dai nostri angeli custodi,
schiacciati sotto il calcagno della Vergine Santissima Immacolata.

PREGHIERA DI LIBERAZIONE
O Signore tu sei grande, tu sei Dio, tu sei Padre,
noi ti preghiamo per l’intercessione e con l’aiuto degli Arcangeli
Michele, Raffaele, Gabriele, perché i nostri fratelli e sorelle
siano liberati dal maligno che li ha resi schiavi.
O Santi tutti venite in nostro aiuto.
Dall’angoscia, dalla tristezza, dalle ossessioni
Rit: Noi ti preghiamo Liberaci o Signore.
Dall’odio, dalla fornicazione, dall’invidia. Rit.
Dai pensieri di gelosia, di rabbia, di morte. Rit.
Da ogni pensiero di suicidio e di aborto. Rit.
Da ogni forma di sessualità cattiva. Rit.
Dalla divisione di famiglia, da ogni amicizia cattiva. Rit.
Da ogni forma di maleficio, di fattura, di stregoneria e da qualsiasi male occulto. Rit.
O Signore che hai detto "Vi lascio la pace, vi do la mia pace",
per l’intercessione della Vergine Maria,
Concedici di essere liberati da ogni maledizione
e di godere sempre della tua pace.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

PREGHIERA PER LA GUARIGIONE INTERIORE
Signore Gesù, tu sei venuto a guarire i cuori feriti e tribolati,
ti prego di guarire i traumi che provocano turbamenti nel mio cuore;
ti prego in particolar modo, di guarire quelli che sono causa di peccato.
Ti chiedo di entrare nella mia vita,
di guarirmi dai traumi psichici che mi hanno colpito in tenera età
e da quelle ferite che me li hanno provocati lungo tutta la vita.
Signore Gesù, tu conosci i miei problemi,
li pongo tutti nel tuo cuore di Buon Pastore.
Ti prego, in virtù di quella grande piaga aperta nel tuo cuore,
di guarire le piccole ferite che sono nel mio.
Guarisci le ferite dei miei ricordi,
affinchè nulla di quanto mi è accaduto mi faccia rimanere nel dolore,
nell’angustia, nella preoccupazione.
Guarisci Signore, tutte quelle ferite che,
nella mia vita, sono state causa di radici di peccato.
Io voglio perdonare tutte le persone che mi hanno offeso,
guarda a quelle ferite interiori che mi rendono incapace di perdonare.
Tu che sei venuto a guarire i cuori afflitti, guarisci il mio cuore.
Guarisci, Signore Gesù, quelle ferite mie intime
che sono causa di malattie fisiche.
Io ti offro il mio cuore accettalo, Signore,
purificalo e dammi i sentimenti del tuo Cuore divino.
Aiutami ad essere umile e mite.
Concedimi Signore la guarigione dal dolore che mi opprime
per la morte delle persone care.
Fa che possa riacquistare pace e gioia,
per la certezza che tu sei la Risurrezione e la Vita.
Fammi testimone autentico della tua Risurrezione,
della tua vittoria sul peccato e sulla morte,
della tua presenza di Vivente in mezzo a noi. Amen.

FERMA FIDUCIA IN DIO
SALMO 27 di Davide
Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore?
Quando mi assalgono i malvagi
Per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici, a inciampare e cadere.
Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.
Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
e ammirare il suo santuario.
Egli mi offre un luogo di rifugio
Nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
mi solleva sulla rupe.
E ora rialzo la testa
Sui nemici che mi circondano;
immolerò nella sua casa sacrifici d’esultanza,
inni di gioia canterò al Signore.
Ascolta Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi!
Di te ha detto il mio cuore : "Cercate il suo volto";
il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi;
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
ma il Signore mi ha raccolto.
Mostrami, Signore, la tua via,
guidami sul retto cammino, a causa dei miei nemici.
Non espormi alla brama dei miei avversari;
contro di me sono insorti falsi testimoni
che spirano violenza.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
Nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

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PADRE PIO…IL DEMONIO ESISTE!!!

Il demonio esiste ed il suo ruolo attivo non appartiene al passato né può essere recluso negli spazi della fantasia popolare. Il diavolo, infatti, continua ad indurre al peccato proprio oggi.
Per tale ragione l’atteggiamento del discepolo di Cristo di fronte a Satana deve essere di vigilanza e di lotta e non di indifferenza.
La mentalità del nostro tempo purtroppo, ha relegato la figura del diavolo nella mitologia e nel folclore. Il Baudelaire affermava, giustamente che IL CAPOLAVORO DI SATANA, NELL’ERA MODERNA, E’ DI NON FAR CREDERE NELLA SUA ESISTENZA. Di conseguenza non è facile immaginare che satana abbia dato prova della sua esistenza allorquando è stato costretto ad uscire allo scoperto per affrontare Padre Pio in "aspri combattimenti".
Tali battaglie, così come è riportato nella corrispondenza epistolare del venerato frate con i suoi direttori spirituali, erano dei veri e propri combattimenti all’ultimo sangue.

Uno dei primi contatti che Padre Pio ha avuto con il principe del male, risale al 1906 quando Padre Pio ritornò nel convento di Sant’Elia a Pianisi.  Una notte d’estate non riusciva a prendere sonno per l’afa soffocante. Dalla stanza accanto gli arrivava il rumore del passo di un uomo che andava su e giù. "Il Povero Anastasio non può dormire come me" penso Padre Pio. "Voglio chiamarlo almeno si discorre un pò ". Andò alla finestra e chiamò il compagno ma la voce gli restò strozzata in gola: sul davanzale della finestra vicina si affacciò un mostruoso cane. Così raccontava lo stesso Padre Pio: "dalla porta con terrore vidi entrare un grosso cane, dalla cui bocca usciva tanto fumo. Caddi riverso sul letto e udii che diceva: "è iss, è isso" – mentre ero in quella postura, vidi l’animalaccio spiccare un salto sul davanzale della finestra, da qui lanciarsi sul tetto di fronte, per poi sparire".

Le tentazioni di satana miranti a far prevaricare il serafico padre si manifestavano in ogni modo. Il Padre Agostino ci confermava che satana appariva sotto le forme più svariate: "sotto forma di giovinette ignude che lascivamente ballavano; in forma di crocifisso; sotto forma di un giovane amico dei frati; sotto forma del Padre Spirituale, o del Padre Provinciale; di quella di Papa Pio X e dell’Angelo Custode; di San Francesco; di Maria Santissima, ma anche nelle sue fattezze orribili, con un esercito di spiriti infernali. A volte non c’era nessuna apparizione ma il povero Padre veniva battuto a sangue, straziato con rumori assordanti, riempito di sputi ecc. . Egli riusciva a liberarsi da queste aggressioni invocando il nome di Gesù.

Le lotte fra Padre Pio e Satana si inasprivano con la liberazione dei posseduti. Più di una volta – raccontava Padre Tarcisio da Cervinara – prima di andare via da un corpo di un posseduto, il Maligno ha gridato: "Padre Pio ci dai più fastidio tu che San Michele".   Ed anche: "Padre Pio, non ci strappare le anime e noi non ti molesteremo".

Ma vediamo come lo stesso Padre Pio descrive nelle lettere inviate ai suoi direttori spirituali, gli assalti di satana.

Lettera a padre Agostino, del 18 gennaio 1912  :"…Barbablù non si vuole dare per vinto. Ha preso quasi tutte le forme. Da vari giorni in qua mi viene a visitare assieme con altri suoi satelliti armati di bastoni e di ordigni di ferro e quello che è peggio, sotto le proprie forme. Chi sa quante volte mi ha gittato dal letto trascinandomi per la stanza. Ma pazienza! Gesù, la Mammina, l’Angioletto, San Giuseppe ed il padre San Francesco sono quasi sempre con me".

  (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni – Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo – FG)

Lettera a padre Agostino del 5 novembre 1912

"Babbo carissimo, anche questa seconda vostra lettera, per permissione di Dio, ha ottenuto la stessa sorte di quella precedente. Son certo che a quest’ora il padre Evangelista vi abbia già tenuto informato della nuova fase di guerra che mi muovono quegl’impuri apostati. Costoro, babbo mio, non potendo vincere la mia costanza nel riferirvi le loro insidie, si sono appigliati a quest’altro estremo, vorrebbero indurmi nelle loro reti col privarmi dei vostri consigli, che voi mi venite suggerendo per mezzo delle vostre lettere, unico mio conforto; ed io a gloria di Dio ed a loro confusione lo sopporterò… – …Non vi dico poi in che modo mi vanno percotendo quei disgraziati. Certe volte mi sento presso a morire. Sabato mi sembrò che mi volessero proprio finire, non sapevo più a qual santo votarmi; mi rivolgo al mio angelo e dopo d’essersi fatto aspettare per un pezzo eccolo infine aleggiarmi intorno e con la sua angelica voce cantava inni alla divina Maestà. Successe una di quelle solite scenate; lo sgridai aspramente d’essersi fatto così lungamente aspettare, mentre io non avevo mancato di chiamarlo in mio soccorso; per castigo, non volevo guardarlo in viso, volevo allontanarmi, volevo sfuggirlo, ma egli poverino mi raggiunse quasi piangendo, mi acciuffa, finché sollevato lo sguardo, lo fissai in volto e lo trovai tutto dispiaciuto". PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni – Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo – FG)

Lettera a padre Agostino del 18 novembre 1912

…"il nemico non vuole quasi abbandonarmi più, mi bussa continuamente. Egli cerca di avvelenarmi la vita con le sue infernali insidie. Si dispiace sommamente perché io ve le narro. Mi va suggerendo di tralasciare di narrarvi ciò che passa fra me e lui, e mi insinua di narrarvi piuttosto le buone visite; essendo, dice lui, le sole che possono piacervi ed edificare. – …l’arciprete, reso consapevole della battaglia di quegl’impuri apostati, intorno a ciò che riguarda le vostre lettere, mi consigliò che alla prima vostra lettera che mi fosse pervenuta, l’andassi ad aprire da lui. Così feci nel ricevere la vostra ultima. Ma aperta che l’ebbimo la trovammo tutta imbrattata d’inchiostro. Sarà stata anche questa una vendetta di Barbablù? Non posso mai credere che così l’abbiate spedita, anche perché vi è nota la mia cecaggine. Le lettere scritte in principio sembrano illeggibili, ma dietro che vi ponemmo sopra il Crocifisso si fece un pò di luce tanto da potersi leggere, sebbene a stento…"

PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni – Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo – FG)

Lettera a padre Agostino del 13 febbraio 1913

…"oramai sono sonati ventidue giorni continui che Gesù permette a costoro di sfogare la loro ira su di me. Il mio corpo, padre mio, è tutto ammaccato per le tante percosse che ha contato fino al presente per mano dei nostri nemici. Più di una volta sono giunti a togliermi perfino la camicia e percuotermi in tale stato"…

(PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni – Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo – FG)

Lettera a padre Benedetto del 18 marzo 1913

…"Quei cosacci non cessano di percuotermi e di sbalzarmi alle volta anche dal letto, giungendo fino a togliermi la camicia e percuotermi in tale stato. Ma oramai non mi fanno più timore. Gesù è sempre amoroso verso di me, giungendo fin anche alle volte ad alzarmi da terra ed adagiarmi sul letto…"

 (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I° (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni – Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo – FG)

Satana oltrepassò tutti i limiti della provocazione presentandosi a Padre Pio sotto la veste di un penitente. Questa la testimonianza diretta di Padre Pio:  "Una mattina, mentre stavo confessando gli uomini, mi si presenta un signore, alto, snello, vestito con una certa raffinatezza e dai modi garbati, gentili. Comincia a confessare i suoi peccati che erano di ogni genere: contro Dio, contro il prossimo, contro la morale. Tutti aberranti! Mi colpì una cosa. Per tutte le accuse, dopo la mia riprensione, fatta adducendo come prova la Parola di Dio, il Magistero della Chiesa, la morale dei Santi, l’enigmatico penitente controbatteva le mie parole giustificando, con estrema abilità e ricercatissimo garbo, ogni genere di peccato svuotandolo di qualsiasi malizia e cercando allo stesso tempo di rendere normali, naturali, umanamente comprensibili tutti gli atti peccaminosi. E questo non solo per i peccati che erano raccapriccianti contro Dio, la Madonna, i Santi – che indicava con perifrasi irriverenti senza mai nominarli – ma anche per i peccati che erano moralmente tanto sporchi e rozzi da toccare il fondo della più stomachevole cloaca. Le risposte che dava di volta in volta alle mie argomentazioni con abile sottigliezza ed ovattata malizia mi impressionavano. Tra me e me mi domandai: chi è costui? Da che mondo viene? Chi sarà mai? E cercavo di fissarlo bene in volto per leggere qualcosa tra le piaghe del suo viso. Nello stesso tempo aguzzavo le orecchie ad ogni sua parola in modo che nessuna di esse mi sfuggisse per soppesarle in tutta la loro portata. Ad un certo momento per una luce interiore vivida e fulgida percepii chiaramente chi era colui che mi stava dinanzi. Con tono deciso ed imperioso gli dissi: "di Viva Gesù, Viva Maria!" Appena pronunziati questi soavissimi e potentissimi nomi, Satana sparì all’istante in un guizzo di fuoco lasciando dietro di se un insopportabile irrespirabile fetore".

Allo stesso episodio è probabilmente rapportabile la seguente testimonianza di don Pierino, un sacerdote figlio spirituale di Padre Pio: "Una mattina Padre Pio confessava, era riservato da due tende. Dal centro dove le tendine non combaciavano perfettamente, riuscivo a vedere Padre Pio. Gli uomini, seguendo le prenotazioni, erano disposti da un lato, tutti in fila indiana. Io dal posto dove mi trovavo, recitavo il Breviario e, a tratti, alzavo lo sguardo per vedere il Padre. Sotto lo stipite della porticina, a destra della Chiesetta, sbucò un uomo robusto, bello, dagli occhi piccoli e neri, capelli brizzolati, dalla giacca scura e pantaloni rigati. Volevo non distrarmi e continuare a recitare il breviario ma una voce interiore mi ingiunse: "Fermati e guarda!" Mi fermai ed osservai. Senza attendere il suo turno, dopo qualche passo avanti e indietro, quell’uomo si fermò proprio davanti alla congiuntura delle tendine e, mentre il penitente si alzava dall’inginocchiatoio per uscire dalle tende, si infilò subito fra di esse rimanendo diritto in piedi, davanti a Padre Pio, che, da quel momento, non riuscii più a vedere. Dopo alcuni minuti, vidi ancora quell’uomo scomparire, a gambe divaricate, sotto il pavimento, mentre sulla sedia, dove era seduto il Padre, non vedevo più Padre Pio, ma Gesù, giovane, biondo e bello, tirato un tantino all’indietro sulla spalliera della sedia, intento a guardare fisso quell’uomo che sprofondava giù. Vidi di nuovo il Padre che, venendo dall’alto, tornava a sedersi al suo posto, mentre le sue sembianze si fondevano con quelle di Gesù; Poi vidi solo il Padre seduto. E subito sentii il suo vocione: "Giovanotti, vi volete sbrigare?" Il fatto passò inosservato agli uomini che attendevano, i quali ripresero subito il turno.

PADRE PIO….LA SUA BENEDIZIONE…

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